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Diritto di critica | May 27, 2020

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L'Iran "chiude" i provider di posta, ma le autorità negano - Diritto di critica

L’Iran “chiude” i provider di posta, ma le autorità negano

L’Iran continua nel suo isolamento dal mondo occidentale (e non solo). Secondo quanto riportato dall’agenzia Associated Press, infatti, da giovedì scorso 30 milioni di persone residenti nella repubblica islamica non possono accedere a servizi on-line presenti su server e domini esteri: gli account email di Yahoo, Hotmail e Gmail non sono raggiungibili (come già è accaduto in passato in Cina e in altri Paesi del Medio Oriente durante la primavera araba, n.d.r.).

L’autorità delle telecomunicazioni locale ha subito negato ogni responsabilità, liquidando l’evento come un semplice disservizio. Ma precedenti – in tale senso – c’erano stati già nel 2009: durante le elezioni politiche molti siti divennero inaccessibili.

Dopo i timori sul nucleare, sugli scontri interni e sui messaggi non proprio concilianti del presidente Mahmud Ahmadinejad (contrapposti ad altrettanti di taluni leader occidentali), un altro tassello viene inserito nel complicato mosaico: le circostanze fanno pensare ad una censura preventiva, tutt’altro che involontaria, con il regime – l’ennesimo – concentrato a bloccare le informazioni e le provocazioni provenienti dall’estero, nel tentativo di limitare anche l’invio di notizie e testimonianze oltreconfine.