Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Diritto di critica | August 21, 2019

Scroll to top

Top

La pubblicità con le vittime del terremoto, all'Aquila è rivolta contro la Sismo - Diritto di critica

La pubblicità con le vittime del terremoto, all’Aquila è rivolta contro la Sismo

Una pubblicità con le fotografie delle vittime del terremoto dell’Aquila. I volti dei ragazzi morti sotto le macerie della Casa dello Studente che “guardavano” i passanti dallo stand di un’azienda edile – la Sismo – che secondo la denuncia di Abruzzoweb avrebbe utilizzato le loro fotografie per fare pubblicità ai propri prodotti. Immediata la reazione degli aquilani e del centro commerciale che aveva concesso lo spazio: tutto rimosso ma la polemica resta.

“L’orrore ci ha colpito quando, all’ingresso del Centro Commerciale L’Aquilone abbiamo visto le foto delle giovani vittime della Casa dello Studente, nostre creature perse per sempre, messe lì a dirci che, senza le costruzioni Sismo, si può continuare a morire”. Ha spiegato Antonietta Centofanti, del Comitato familiari delle vittime della Casa dello studente. “Invitiamo le aquilane e gli aquilani a boicottare la Sismo – ha proseguito Centofanti – e invitiamo il ‘responsabile’ per l’Abruzzo a smantellate l’indecente stand e a non fare più ritorno nella nostra città. L’Aquila ne ha abbastanza di operazioni di sciacallaggio e di insulti”.

Immediata la risposta dell’ingegner Romeo Eramo, responsabile per l’Abruzzo della Sismo (società con sede in Belgio), ha spiegato così la scelta dell’azienda: “Non è assolutamente nostra intenzione speculare sulle disgrazie, i dolori e i dispiaceri di famiglie che hanno visto scomparire i loro cari sotto le macerie in conseguenza del terremoto del 6 Aprile 2009 anche perchè ragazzi della Marsica, dove noi siamo, hanno lasciato le loro vite in quella tragica notte. Ho rischiato anche io di perdere un figlio il quale, sarà destino, è uscito di casa dopo la mezzanotte e dopo la seconda forte scossa e prima di quella delle 3.32. Non siamo speculatori, ma tecnici che propongono sistemi eccezionalmente validi per cercare di arginare la perdita di vite umane in occasione di questi terribili eventi. La nostra totale buona fede – ha proseguito Eramo – ci porta a chiedere un incontro con chi giustamente si è sentito offeso nell’intimo più profondo, per ribadire personalmente quanto qui espresso. Sarebbe molto gradito – ha concluso l’ingegnere – un incontro con la Sig.ra Antonietta Centofanti per potergli dimostrare la nostra buona fede e mostrare che solo adottando metodi davvero antisismici potranno essere evitati lutti terribili come quello che ha colpito lei e molte famiglie”. Un messaggio giusto, veicolato nel peggiore dei modi.