Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Diritto di critica | November 21, 2019

Scroll to top

Top

L’omicidio-suicidio di Bergamini, il calcio e l’ombra dell’ndrangheta - Diritto di critica

L’omicidio-suicidio di Bergamini, il calcio e l’ombra dell’ndrangheta

Gli amici, parenti e conoscenti del calciatore Denis Bergamini hanno colto una vittoria importante al termine di una battaglia legale e mediatica durata 22 anni: quella di aver riparto un caso spinoso, derubricato troppo presto a suicidio. Grazie all’alacre lavoro di avvocati, giornalisti e politici, la morte dell’ex centrocampista del Cosenza potrebbe avere una spiegazione alternativa. Nelle prossime ore il Ris di Messina consegnerà al procuratore capo di Castrovillari, Franco Giacomantonio, tutti i risultati dei test effettuati sui reperti, ritrovati sulla scena del crimine, datati 18 novembre 1989. Quel maledetto giorno Bergamini si gettò, stando alla versione dell’ex fidanzata Isabella Internò (unica testimone), sotto un furgone Fiat Iveco-180 sulla statale 106 Ionica, all’altezza di Roseto Capo Spulico.

Bergamini, dopo aver parcheggiato la sua Maserati bianca biturbo, si sarebbe gettato sotto le ruote del furgone, venendo trascinato per 60 metri. Partendo proprio dalla presunta dinamica dell’incidente, gli uomini del Ris hanno cercato di colmare alcune lacune ed errori della precedente inchiesta. Come, per esempio, l’ora della morte di Bergamini, che sarebbe avvenuta verso le ore 19, in una giornata piovosa. Alcuni reperti istologici (conservati dopo l’autopsia), come riporta la Gazzetta dello Sport, ribalterebbero la precedente versione, anticipando l’orario del decesso di un’ora, cioè intorno alle 18.

La simulazione effettuata dal Ris ha ricreato la dinamica dell’incidente, anche senza il furgone originale (demolito forse nel 2007), e i risultati emersi sono evidenti: un corpo trascinato per 60 metri avrebbe subito danni ben più significativi e lo stesso discorso vale per gli oggetti indossati da Bergamini (catenina, orologio e scarpe), risultati privi di danni. Le analisi sulle ferite dell’ex calciatore farebbero pensare a dei colpi inferti quando il corpo era a terra. Le stesse scarpe, a un’attenta analisi, sono state ritrovate prive di fango, nonostante l’ex ragazza avesse affermato che l’uomo aveva camminato in una piazzola di sosta piena di fango prima di suicidarsi.

Alcune tracce, ritenute valide dagli inquirenti, sarebbero state ritrovate intatte nella Maserati del giocatore anche dopo un accurato lavaggio il giorno dopo l’incidente. La magistratura nel 1989 dette credito alle tesi del suicidio, poi a quella dell’omicidio colposo con il conducente del camion che è stato assolto. Tutte le perizie, effettuate dai periti nominati dal tribunale, non furono prese in considerazione. Ora, l’obiettivo della famiglia è quello veder riconosciuta l’imputazione di omicidio volontario, prima di procedere contro qualcuno. A più di vent’anni di distanza, non è semplice indagare nel ‘sottobosco’ della criminalità organizzata che potrebbe aver dato il via libera all’eliminazione di Bergamini.

Nel 1994, la squadra mobile di Cosenza trasmise un’articolata informativa sollecitando nuovi approfondimenti e inducendo la procura ad aprire un fascicolo per omicidio volontario. Un procedimento che, tuttavia, fu archiviato. Recentemente, è stato ritrovato un fascicolo con la dicitura ‘Materiale trattenuto perché ritenuto ininfluente..’. Dopo 20 anni sono state trovate, inoltre, le fotografie di Denis sulla strada davanti al camion, delle istantanee che non erano mai state consegnate ai periti. La criminalità organizzata, in particolare la ‘ndrangheta, s’interessava, secondo gli inquirenti, del calcio perché erano alti i guadagni garantiti dalle scommesse clandestine.

E’ stato sentito in procura anche Michele Padovano (ex compagno di stanza e stella della Juventus), ma seguiranno altri interrogatori. Potrebbero testimoniare due persone rimaste nell’ombra per paura di una ritorsione. L’esempio di Bergamini è, tuttora, vivo nei tifosi del Cosenza, nei cronisti calabresi, negli uomini di sport. Il 27 dicembre 2010 è stato festeggiato il secondo anniversario del ‘Bergamini Day’, una manifestazione organizzata dal gruppo Facebook ‘Verità per Donato Bergamini’, dal Forum ‘Cosenza United’ e dagli ‘Ultrà Cosenza’, per chiedere verità e giustizia sulla morte dell’idolo rossoblù.