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Diritto di critica | October 21, 2020

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Gli stipendi italiani? Tra i più bassi d'Europa - Diritto di critica

Gli stipendi italiani? Tra i più bassi d’Europa

Se i politici italiani sono tra i più pagati In Europa, non è possibile dire lo stesso per il resto della popolazione. L’Italia si caratterizza infatti per disoccupazione, contratti atipici e stipendi bassi, addirittura inferiori a quelli di Paesi europei in crisi come la Grecia.

La classifica. I dati dell’Eurostat riportati nel rapporto «Labour market statistics», posizionano l’Italia tra le ultime in classifica per gli stipendi medi più bassi dell’Eurozona. Persino in Grecia, paese sull’orlo della bancarotta le persone, secondo l’ente di statistica europeo, guadagnano di più. Ma anche altre Paesi in gravi difficoltà economiche come la Spagna e Cipro possono vantare stipendi più alti. Secondo il rapporto infatti, un Italiano guadagna mediamente 23.406 euro lordi, vale a dire la metà rispetto allo stipendio medio in Lussemburgo (48.914), Olanda (44.412) o Germania (41.100). Meno ricchi ma comunque sopra all’Italia, paesi come l’Irlanda (39.858), Finlandia (39.197) Francia (33.574) e Austria (33.384). Mentre in Secondo l’Eurostat, in Grecia gli stipendi si attestano intorno ai 29.160 euro, in Spagna a 26.316 e a Cipro dove i lavoratori guadagnano 24.775 euro. Gli Italiani superano solamente i maltesi, gli slovacchi, gli sloveni e i portoghesi. Un’amara consolazione di fronte all’enormi differenze in termini di grandezza e di grado di sviluppo.

La crescita negli anni. Gli studi condotti da Eurostat si basano su dati che fanno riferimento all’anno 2009. Lo studio ha analizzato anche gli anni precedenti mostrando come l’Italia si sia distinta anche per la scarsa crescita delle retribuzioni aumentata in 4 anni, ossia dal 2005, solo del 3,3% contro il +29,4% della Spagna e del +22% del Portogallo. Anche Paesi più virtuosi come il Lussemburgo, l’Olanda, il Belgio, la Francia e la Germania, nonostante partissero da livelli già molto alti, sono riusciti a registrare aumenti significativi rispettivamente del +16,1%, +14,7%, +11,0% +10,0% e 6,2%.

Istat: “dati non paragonabili”. Tuttavia, i dati relativi alla crescita sono stati smentiti dall’Istat il quale ritiene non confrontabili i dati con gli altri paesi per mancanza di dati relativi al 2009 (lo studio per l’Italia fa riferimento al 2006). Secondo l’istituto italiano in realtà la retribuzione media nel nostro Paese si attesterebbe al di sopra di quella greca e di quella spagnola.

Il gap tra uomini e donne. L’unica nota positiva in un rapporto alquanto desolante, è la riduzione della disuguaglianza nelle retribuzioni tra uomini e donne. Nonostante tutto però l’Italia continua a distinguersi in Europa rimanendo con un gap che supera di poco il 5%, nettamente al di sotto della media europea pari al 17%. Un buon risultato che però non tiene conto del fenomeno della bassa occupazione femminile che tende a ridurre il divario numerico negli stipendi tra i due sessi. Per lo stesso motivo Polonia, Romania, Bulgaria e Malta vantano uno scarso divario dovuto alle poche donne lavoratrici.

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