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Diritto di critica | November 16, 2019

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No Tav, Indignados e "studenti". Le "rivoluzioni" senza idee - Diritto di critica

No Tav, Indignados e “studenti”. Le “rivoluzioni” senza idee

L’EDITORIALE – Che fine hanno fatto gli “studenti” che il 15 dicembre del 2010 misero a ferro e fuoco il centro di Roma? Qual era il loro credo politico? Il loro progetto? In nome di cosa combattevano? E gli indignados che fecero altrettanto nell’ottobre scorso? Dove sono finiti tutti? Per ora non se ne ritrova traccia. In compenso, però, sono subentrati i No Tav: non hanno – per fortuna – devastato la Capitale ma si sono limitati a bloccare il traffico. Un’allegra passeggiata sulla Tangenziale. Peccato però che la maggior parte delle loro richieste fosse già stata accolta ma pochi se ne sono accorti.

Le “rivoluzioni” degli anni Duemila hanno senza dubbio perso tanto del loro smalto: a guardarle con una prospettiva di continuità storica – cercando un filo conduttore tra scontri e progetti politici – ci si rende conto che sono fuochi di paglia capaci di bruciare per una giornata e poi perdersi. Manca una progettualità, una linea di azione costante, capace di svilupparsi nel tempo e tutto si riduce allo scontro di piazza o al blocco del traffico. Sconcertante anche discutere con questi “studenti” che scendono in piazza “contro la politica”: il bagaglio di argomentazioni si riduce troppo spesso a slogan senza spessore.

Condivisibili o sbagliati che fossero, il paragone con i movimenti del Sessantotto è inevitabile. All’epoca la politica non veniva percepita come un qualcosa da ripudiare in toto ma come un’entità malata, da riformare. Contestandola senza mezzi termini ma in chiave costruttiva. Oggi il movimentismo si è perso nel sentimento strisciante ma sempre ben alimentato dell’antipolitica per cui – a priori e a prescindere – dai Palazzi bisogna stare lontano perché tutto è malato, tutto è marcio. Un appiattimento verso il basso che sta contribuendo a rafforzare una casta che difende se stessa proprio grazie al disinteresse dei più: è grazie a chi si astiene se la politica non cambia.

Ed è così che il “movimento” degli studenti si fa notare in modo spot e lascia il segno più per gli scontri che non per una progettualità alternativa da mettere sul tavolo delle proposte. E lo stesso fanno gli indignados: ondate di protesta che arrivano e se ne vanno in poche ore, mal strutturate e mal comprese dai più. I NoTav, invece, lo dice il nome, qualche argomento sembra ce l’abbiano. A questo si aggiunga che il mondo dell’associazionismo non sforna più (né forma) personalità in grado di proporsi sulla scena politica e condizionarne le scelte. Come dire: la Casta difende se stessa grazie all’antipolitica. E se i partiti “fanno schifo”, meglio evitarli, protestare qualche volta, sfasciare città e bloccare il traffico. Salvo poi non cambiare una virgola della realtà attuale.

Comments

  1. Sara

    Il fatto che non se ne parli sui media non significa che non esista il movimento o che non abbia progettualità e una linea precisa…ma semplicemente che si tratta dell’ennesima voce ignorata dall'”informazione” ufficiale…dovreste saperlo meglio di chiunque altro.

  2. Simoinver

    non capisco se sia propaganda o semplice ignoranza dell’autore

  3. Marcellogiappichell

    I movimenti hanno un caratttere carsico e non è detto che il problema di cui sono portatori venga  portato a buon fine da loro medesimi. Per es.: la questione dell’ambiente oggi è diventata patrimonio abbastanza condiviso anche al di là degi ambientalisti propriamente detti. Negli anni settanta le retribuzioni dei lavoratori erano diventate tra le migliori in tutta l’Europa, oggi sono tra le peggioriì e non è stato  per caso ma per le caratteristiche del movimento italiano di quegli anni. Così va il mondo ..

  4. Federicobosco

     Questo articolo é da  3 1/2 , raccoglie una serie di luoghi comuni sbagliati e poco profondi, tipici di chi non si é mai interessato di approfondire i contenuti delle battaglie proposte dai cosiddetti movimenti. Mi aspetterei che una persona che ha la pretesa di scrivere degli editoriali per lo meno conosca ciò di cui sta parlando, altrimenti chiunque potrebbe permettere di scrivere quello che vuole su qualunque argomento.
    Provi ad informarsi meglio.
    Grazie.

  5. Uddhava

    Ciao. I NoTav non sono subentrati. Ci sono da due decenni. Tengono la stessa linea di protesta da anni. Inoltre non mi pare che le richieste del movimento siano state ascoltate.

  6. Sara M

    sono d’accordo su tutta la linea, tranne che….ci sono tanti giovani che invece si impegnano, ogni giorno, in ogni angolo del paese per cambiare questo sistema malato, che credono nella politica come strumento del cambiamento per lasciare migliorato ai posteri quanto hanno trovato sul loro cammino….solo che a questi giovani coraggiosi e rivoluzionari non viene dato spazio, non viene data voce…e l’unica voce inutile che si da è a chi non ha niente di meglio da fare che distruggere le uniche cose su cui ancora possiamo contare bloccando le città come fanno loro: i pochi servizi funzionanti, e la possibilità per ognuno di fare il proprio dovere. Questo paese non è perduto, ma piace ai più dipingerlo così!!