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Diritto di critica | March 4, 2021

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Fine pena e reinserimento nella società, la ricetta vincente arriva dall’Inghilterra - Diritto di critica

Fine pena e reinserimento nella società, la ricetta vincente arriva dall’Inghilterra

Gli ex carcerati impiegati come forza lavoro, preziosa per la società civile. L’Inghilterra da anni si interroga su come impiegare i circa 30mila reclusi che lasciano il carcere ogni anno. Su quali misure consentano un graduale e proficuo reinserimento al lavoro, evitando al contempo la reiterazione del reato. E la ricetta giusta sembra venire dal ministro del Lavoro inglese Chris Grayling, che martedì scorso ha illustrato i punti principali di un programma rivoluzionario e innovativo: accettare il piano di lavoro elaborato dal governo, con conseguenti vantaggi per l’ex galeotto assunto. In caso contrario, il lavoratore perderà l’indennità di servizio e i benefit previsti nel contratto. Un reinserimento ‘coatto’ al lavoro, per tagliare gli elevati tassi di recidiva degli ex detenuti, un fenomeno che in Inghilterra desta molta preoccupazione.

L’agenzia ‘Jobcentre Plus’, in primo piano nella fornitura di servizi e informazioni per la ricerca di un lavoro nel Regno Unito, elaborerà un piano accelerato per il reinserimento immediato dell’ex detenuto.

Allo stato attuale, la gran parte dei richiedenti, aderente al programma di lavoro, ha ricevuto sconti di pena dai 9 ai 12 mesi. Il ministero della Giustizia ha, inoltre, previsto una serie di sgravi fiscali per quelle aziende che assumono ex detenuti. La misura delle agevolazioni sarà proporzionale al numero dei nuovi assunti.

I partecipanti al programma di lavoro riceveranno un’indennità di 5.600 sterline (6700 euro) che li aiuterà a non commettere nuovamente delitti nel periodo del contratto di lavoro, due anni complessivamente.

I datori di lavoro dovranno fornire indicazioni sulle opportunità di impiego per i detenuti, mentre questi sono in custodia cautelare, prima del rilascio. I dati, che fanno riferimento ai Dipartimenti di giustizia di Inghilterra e Galles, mostrano come un terzo dei carcerati, che aderiscono al programma, abbia dei precedenti penali con il 28% degli assunti che ha dei vantaggi e agevolazioni per lo stato di salute e disabilità.

Nei due anni successivi all’uscita di prigione, circa il 75% dei detenuti inglesi ha chiesto di poter lavorare. I funzionari del ministero del Lavoro assicurano che tutti i 30mila carcerati, che finiscono di scontare la pena ogni anno, nei tre mesi successivi all’uscita di prigione chiederanno di poter aderire al programma di lavoro.

Una ricerca governativa ha rivelato l’efficacia del progetto, con il 40% in più dei sussidi, rispetto alla media nazionale dei lavoratori, a disposizione degli ex carcerati.

“Reinserire nel mondo del lavoro chi ha scontato la pena – ha detto il ministro Chris Grayling al Guardian – è fondamentale per affrontare la nostra sfida alla criminalità. Il tasso di recidiva in Gran Bretagna è molto alto e dobbiamo ridurlo. In passato – ha ammonito – non c’è stata una politica adeguata in tema di reinserimento al lavoro, il sostegno alle aziende è stato pressoché nullo e scarsi i vantaggi all’ex detenuto/dipendente che iniziava una nuova vita lavorativa”.