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Diritto di critica | September 21, 2020

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La Divina Commedia e quel politically correct che uccide la letteratura - Diritto di critica

La Divina Commedia e quel politically correct che uccide la letteratura

Razzista, islamofoba, omofoba e antisemita. E quindi da eliminare dai programmi scolastici, con buona pace del suo valore letterario, storico, poetico e culturale. A finire sotto il fuoco di accuse da parte di Gherush92 – organizzazione di ricercatori e professionisti che svolge progetti di educazione allo sviluppo e ai diritti umani, nonché consulente speciale con il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite – è stata la  “Divina Commedia” di Dante Alighieri, considerata da secoli una delle pietre miliari della cultura mondiale e pilastro fondamentale della formazione letteraria di generazioni di studenti italiani. Ma, secondo Gherush92, tutto questo non ha importanza: con un’opera scritta all’incirca settecento anni fa Dante, intellettuale del XIV secolo, offende il politically correct del XXI, e quindi deve essere messo al bando, o quantomeno studiato con le dovute accortezze.

RAZZISMO DANTESCO. Particolarmente incriminati sarebbero i canti XXXIV, XXIII, XXVIII e XIV dell’Inferno, nei quali si incontrano personaggi, termini e stereotipi che fomentano – questa l’accusa di Gerush92 – atteggiamenti di condanna antisemita, di razzismo, di islamofobia e omofobia: in particolare, nell’occhio del ciclone ci sarebbero la presenza di Giuda e dei Farisei nei gironi dell’Inferno, l’utilizzo reiterato e dispregiativo del termine “giudeo”, il trattamento riservato da Dante agli omosessuali e la descrizione offensiva e raccapricciante della pena assegnata al profeta Maometto, rappresentato come uno scismatico e fautore di una religione eretica. « L’arte non può essere al di sopra di qualsiasi giudizio critico – ha spiegato all’Adnkronos Valentina Sereni, presidente di Gherush92 – . L’arte è fatta di forma e di contenuto e anche ammettendo che nella Commedia esistano diversi livelli di interpretazione, simbolico, metaforico, iconografico, estetico, ciò non autorizza a rimuovere il significato testuale dell’opera, il cui contenuto denigratorio è evidente e contribuisce, oggi come ieri, a diffondere false accuse costate nei secoli milioni e milioni di morti». L’organizzazione chiede dunque «di espungere la Divina Commedia dai programmi scolastici ministeriali o, almeno, di inserire i necessari commenti e chiarimenti».

LE REAZIONI. Una richiesta, quella di Gherush92, che ha sollevato da più parti reazioni indignate a difesa del valore dell’opera dantesca. Secondo il presidente dell’Associazione nazionale dirigenti e alte professionalità della scuola (Anp) Giorgio Rembado «le opere d’arte vanno studiate nell’ambito della contestualizzazione storica cui appartengono», mentre per Aurelio Mancuso, presidente della rete Equality Italia che si batte appunto per il riconoscimento dei diritti civili, il poema dantesco è «un’opera magna riconosciuta dal mondo, è figlia del suo tempo come lo era Dante». E a bollare le affermazioni di Gherush92 come eccessive è anche Franco Grillini, presidente di Gaynet, che intervistato dall’Adnkronos ha sottolineato che «credo che in questo caso si esageri, che ci sia un eccesso di politically correct».

PRESENTE E PASSATO. Certo è che, secondo i criteri utilizzati da Gherush92, gran parte della letteratura e della cultura mondiale dei secoli scorsi dovrebbe essere abolita: che dire di Shakespeare dunque, nelle cui opere ricorrono i riferimenti dispregiativi ai Mori e la presenza di cattivi ebrei (basti pensare a Shylock ne “Il mercante di Venezia”)? Si dovrà vietare anche “L’Orlando Furioso” di Ludovico Ariosto, in cui i musulmani sono definiti “pagani”? Nella morsa della censura da politically correct finirà anche Charles Dickens, che in “Oliver Twist” ha incarnato l’archetipo del malvagio avaro e senza scrupoli nell’ebreo Fagin? Toccherà escludere dai programmi scolastici anche lo studio di Voltaire, principale esponente dell’Illuminismo settecentesco, per le accuse di razzismo ed eurocentrismo che gli sono state mosse circa le sue idee anticattoliche, antislamiste e antisemite?

L’elenco potrebbe essere ancora lungo: l’ingegno umano nel corso dei secoli ha prodotto opere letterarie e artistiche inscindibili dal contesto storico che ne ha permesso la nascita, contesti socio-culturali ed economici molto diversi da quello attuale. Quanto quindi applicare la chiave di lettura dell’attuale politically correct su un’opera di settecento anni fa può davvero e concretamente aiutare la causa dei diritti umani e la lotta alle discriminazioni?

Comments

  1. Perotta

    l’opera di Dante oltre ad essere arte è storia. Rappresenta bene ciò che si pensava in quel tempo e come la religione considerava gli omosessuali. 
    Nascondere il fatto che ieri si ragionava in modo diverso (magari opposto) a come ragioniamo oggi vuol dire rifiutare il nostro essere e la nostra cultura.
    Studiare l’opera di Dante è giusto e “doveroso” per ogni Italiano che vuole capire da dove viene.
    Inoltre è importante sapere che ieri esistevano dei parametri completamente diversi rispetto ad oggi in merito a ciò che è ammesso e ciò che è tabù, in modo da capire che domani sarà diverso da oggi.

  2. ospite Ebox

    Su Gherush92 ho trovato questo:
    http://digilander.libero.it/asdfghj2/dossier/Una%20risposta%20a%20Rossanda%20Asor%20Rosa%20DAlema%20Epifani%20Cofferati.htm
    Una risposta a Rossanda Asor Rosa D’Alema Epifani Cofferati
    per aiutarli a fare teshuvà

    http://digilander.libero.it/asdfghj2/dossier/Il%20papa%20buono%20la%20Chiesa%20Cattolica%20il%20Giorno%20della%20Memoria.htm

    Non mi pare che siano persone equilibrate, ma a sentir loro con buoni agganci.

  3. Aldo di pietra

    Patetici ed ignoranti (mooolto!) chi solo pensa cose del genere.
     

  4. Aldo Dipietra

    patetici ed ignoranti anche solo a pensare una cosa del genere.

  5. Glad 57

    Canto X,
    Inferno (ultimo  verso)

     

    Che ‘nfin là
    su facea spiacer suo lezzo.

    ./. (appendice)

    Da sterco  era tal lordura escreta

    E un’ombra
    altera vi giaceva in mezzo.

     

    Io cominciai
    rivolto al mio poeta:

    “Maestro,
    chi è costei che novella

    Nell’urna
    giace e non mi pare cheta?”

     

    E ‘l
    duca  a me: “Solo vedi già d’ella

    Qui ben l’anima
    sua. Ma senza freni

    Or su ti
    beffa, sciocca villanella.

     

    Da sodomiti
    giudei e saraceni

    Purgata vuol
    che sia la Comedìa,

    l’architetto
    Valentina Sereni”.

     

    Poscia s’allontanò
     lungo la via

    Maledicendo
    quel pensier balordo.

    Gli tenni
    dietro volto all’agonia 

     

    Di quel
    sepolcro dalle feci lordo.

     

     

     

     

        

     

     

        

  6. fio

    scioccante!!!
    lasciate in pace l’Arte, la nostra storia, il pilastro della nostra cultura e delle nostre radici.
    vergogna

  7. Vale

    Perché non si cercano un lavoro vero e se ne vanno a piegare la gobba qualche ora al giorno se hanno tutto questo bisogno di sfogarsi ?
    Cialtroni.

  8. innominato

    lasciamo in pace la nostra arte!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  9. Linda Moncado 93

    Credo che dire che Dante e’ vissuto nel XIV secolo sia una giustificazione sufficiente alle sue idee islamofobe, antisemite ed omofobe. Inoltre c’e da dire che essendo la Divina Commedia un’opera di carattere religioso, ed essendo il cattolicesimo la religione in questione, e’ piuttosto ovvio che Dante ne difenda le ragioni ed idee, come per esempio l’omofobia. Resta il fatto che l’autore non disprezzava certamente la cultura araba, infatti il tema dell’ascensione e’ ampiamente ripreso dal Libro della Scala. Sono infine pienamente d’accordo con l’autore dell’articolo quando prevede che prima o poi il politi alla corrente ci impedira’ di leggere qualsiasi opera, poiche’ ci sara’ sempre qualcuno la cui opinione si sentira’ ferita.
    Forse bisognerebbe preoccuparsi piu’ del nostro comportamento quotidiano o di quello dei nostri rappresentanti piu’ che di un’ opera del 1300. Il politi alla corrente dobbiamo rispettarlo noi adesso, leggendo Dante, ma non condividendone le idee che riteniamo sbagliate.