Quando gli annunci di lavoro sono poco chiari e nascondono sorprese
Spesso sono fuorvianti per convincerti a intraprendere un lavoro che non vuole fare nessuno. Talvolta nascondono vere e proprie truffe
Scritto da Emanuela De Marchi il 15 marzo 2012 in Vite precarie
È sempre più difficile capire gli annunci di lavoro, soprattutto quelli online. Poche righe in cui si chiede una laurea, la conoscenza dell’inglese ed una buona presenza. Nessun nome dell’azienda, naturalmente nulla sulla retribuzione e non è facile capire nemmeno con esattezza il lavoro in questione. Molti ragazzi decidono di mandare ugualmente il CV nella speranza che quanto meno, i dati personali non capitino nelle mani di persone poco affidabili.
Venditori porta a porta. Trovare annunci chiari, dettagliati, che rendano possibile scrivere una lettera motivazionale adatta o semplicemente che permettano di capire per quale lavoro si stia facendo domanda, sta diventando un’impresa sempre più ardua. A volte è l’intermezzo delle agenzie interinali che non permette di avere maggiori informazioni, altre volte semplicemente si tratta di una truffa. “Per mesi ho atteso con ansia che qualche azienda mi chiamasse per un colloquio. Quando finalmente è successo ho scoperto che si trattava di una presa in giro”, spiega Claudia, una ragazza disoccupata alla ricerca del suo primo impiego. Si è trattato di un vero colloquio “non-colloquio”. “Mi avevano chiamata spiegando che avevano selezionato il mio CV per lavorare presso una multinazionale del caffè. Poche e vaghe parole per spiegarmi il ruolo che avrei dovuto ricoprire. In realtà mi avevano selezionata per fare la venditrice porta a porta”. Il giorno del colloquio la sua felicità per la chiamata da parte dell’azienda si è trasformata ben presto in una profonda delusione. “Arrivata all’appuntamento in tailleur, sorridente e pronta a rispondere a tutte le domande dei responsabili del personale, sono stata messa in una stanza insieme ad altre persone con qualche anno in più di me oppure straniere, in attesa che arrivasse il selezionatore. Stavamo tutti per partecipare ad un vero e proprio lavaggio del cervello di due ore in cui ci volevano convincere che fare i venditori porta a porta è il lavoro più bello del mondo perché si diventa ricchi”.
Claudia, laureata con master, sa che di fronte alle grandi difficoltà di trovare lavoro è necessario dover ridimensionare le proprie ambizioni ma non avrebbe mai pensato fino a questo punto. “Per un’ora ci è stato spiegato come avremmo fatto a guadagnare tanti soldi in poco tempo con quel mestiere”, spiega Claudia. “Successivamente ci spiegato come è organizzato il lavoro e tutti i prodotti da vendere”. Dal caffè in capsule ai prodotti anticellulite. Dai materassi ai depuratori dell’acqua. “Naturalmente i primi acquirenti avrebbero dovuto essere parenti ed amici. Il ‘colloquio’ è durato molto di più di due ore ma io sono fuggita nonostante il selezionatore avesse fatto di tutto per non farmi andar via”.
Ma Claudia già altre volte ha avuto esperienze simili: “Avevo risposto ad un annuncio per ‘Addetta alle relazioni con le strutture alberghiere’. La mattina del colloquio mi sono ritrovata in una stanza con almeno una trentina di ragazze tutte rigorosamente laureate e la maggior parte anche con studi post-laurea. Lì, per due ore, il ‘selezionatore’ ci ha spiegato una serie di trucchetti grazie ai quali era riuscito a ‘spennare’ i turisti. Successivamente, ci ha fatto capire che gli servivano persone che ‘si lavorassero’ i portieri degli alberghi del centro di Roma per convincerli a pubblicizzare agli stranieri i servizi dell’azienda”. Ancora una volta il colloquio di Claudia si è concluso con una fuga. “Basta, sono davvero stufa. Trovare lavoro è incredibilmente difficile ma prendersi gioco delle persone in questa situazione è davvero triste”.
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