Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Diritto di critica | August 10, 2020

Scroll to top

Top

Il grande inciucio del dopo Monti - Diritto di critica

Il grande inciucio del dopo Monti

L’EDITORIALE – “Dopo Monti voglio continuare con Pd e PdL l’armistizio è necessario, deve andare avanti”. A twittare è Pier Ferdinando Casini, leader dell’UdC, che con queste parole ieri si avviava al vertice di maggioranza dei partiti con il premier Mario Monti.

Il segnale ai colleghi è chiaro: nel dopo Berlusconi tutti uniti sul modello del caro vecchio Pentapartito in salsa DC. L’obiettivo è quello di relegare le forze di opposizione nell’angolo, per presentarsi al Paese come una coalizione che ha dimostrato responsabilità sostenendo il governo tecnico e potrebbe continuare su questa direzione. Se una prospettiva di questo tipo si avverasse, equivarrebbe alla certificazione della morte della politica strictu sensu e dei programmi: nessuna differenza – se non marginale, da leggersi in chiave elettorale -, le forze politiche di destra e sinistra saranno capaci di incontrarsi e accordarsi su tutto. O quasi. La riforma dell’articolo 18, ad esempio, non appare più un ostacolo così insormontabile.

“Spero che il vertice di questa sera sia produttivo – ha aggiunto Casini – e che si inquadrino i problemi. E’ necessario dare un indirizzo anche al Parlamento per andare avanti spediti. Anche giustizia, frequenze e Rai si legano all’economia. Da sempre l’agenda la detta il Presidente del Consiglio”.

Sulla stessa linea anche Italo Bocchino che con la scusa del “disarmo”, lancia ami e segnali alle altre forze politiche. Il tormentone è sempre lo stesso: si sottoscriva una Santa Alleanza in Parlamento. Con il ruolo dell’opposizione delegato ai chiassosi deputati e senatori di Lega, SEL e IdV. “Se nella prossima legislatura – fa sapere Italo Bocchino – dovessero sussistere le condizioni per un disarmo multilaterale della politica e per una maggioranza tale da consentire le riforme la prosecuzione di una alleanza di governo tra Terzo Polo, Pdl e Pd anche dopo il 2013 potrebbe essere una strada percorribile. A patto di non trasformare il tutto in un inciucio”.