Monday, May. 20, 2013

Così cambia il mercato del lavoro, la proposta del Governo Monti – SCHEDA

Scritto da il 21 marzo 2012 in Società

fornero monti large e1332290961765 Così cambia il mercato del lavoro, la proposta del Governo Monti   SCHEDADi seguito, per punti, la riforma del mercato del lavoro proposta dal governo Monti:

- CONTRATTI: Il contratto a tempo indeterminato sarà «dominante» e verrà rafforzato l’apprendistato. Di contro, saranno penalizzati i contratti a termine (ad esclusione di quelli stagionali o sostitutivi) con un contributo aggiuntivo dell’1,4% da versare per il finanziamento del nuovo sussidio di disoccupazione (oltre all’1,3% attuale). Per i contratti a termine non saranno possibili proroghe oltre i 36 mesi. Aboliti anche i contratti di stage gratuiti in presenza di una formazione universitaria o postuniversitaria già acquisita. Vietate anche le cosiddette “dimissioni in bianco”.

  – AMMORTIZZATORI: Il nuovo sistema andrà a regime nel 2017, ma se il nuovo sussidio di disoccupazione (l’Aspi) entrerà in vigore da subito, l’indennità di mobilità (che vale oggi per i licenziamenti collettivi e può durare fino a 48 mesi per gli over 50 del Sud) sarà eliminata definitivamente solo nel 2017. Per il nuovo sistema sono previste risorse aggiuntive per 1,7-1,8 miliardi.

- ASPI: l’assicurazione sociale per l’impiego sarà universale, sostituirà l’attuale indennità di disoccupazione. Durerà 12 mesi (18 per gli over 55) e dovrebbe valere il 75% della retribuzione lorda fino a 1.150 euro, e il 25% per la quota superiore a questa cifra, con un tetto di 1.119 euro lordi per il sussidio. Si riduce dopo i primi sei mesi. Sarà quindi più alta dell’indennità attuale che al suo massimo raggiunge il 60% della retribuzione lorda (e dura 8 mesi, 12 per gli over 50).

- CASSA INTEGRAZIONE: si mantiene per la cassa ordinaria e la straordinaria con i contributi attuali, ma viene esclusa la causale di chiusura dell’attività (resta possibile solo quando è previsto il rientro in azienda). Esisterà, inoltre, un Fondo di solidarietà – su base assicurativa e pagato dalle aziende – per i lavoratori anziani licenziati a pochi anni dalla pensione.

- ARTICOLO 18: Il Governo ha annunciato la diversificazione delle tutele sui licenziamenti con il reintegro nel posto di lavoro nel caso di licenziamenti discriminatori e il solo indennizzo (fino a 27 mensilità di retribuzione) nei licenziamenti per motivi economici (giustificato motivo oggettivo) considerati dal giudice illegittimi. Nel caso di licenziamento cosiddetto disciplinare (giusta causa o giustificato motivo soggettivo) considerato dal giudice ingiustificato sarà possibile per il magistrato decidere tra il reintegro e l’indennizzo economico con il pagamento al lavoratore ingiustamente licenziato tra le 15 e le 27 mensilità.

APPROFONDISCI:

  • fabio

    DISGUSTO. AVETE LEGALIZZATO LO SCHIAVISMO MODERNO.