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Diritto di critica | August 10, 2020

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Cade Berlusconi e per Mediaset è crisi nera - Diritto di critica

Cade Berlusconi e per Mediaset è crisi nera

Sarà colpa della crisi. O più probabilmente si tratta della fine di un ciclo politico. Dalla caduta di Silvio Berlusconi, Mediaset ha visto una contrazione repentina della raccolta pubblicitaria. Prima di novembre, nonostante una crisi economica cavalcante, l’azienda del Biscione perdeva il 2% della raccolta rispetto al 4,6% delle tv rivali. Poi però, con l’uscita di scena del Cavaliere, qualcosa è iniziato ad andare storto.

Meno pubblicità, meno soldi. Oggi la riduzione degli introiti pubblicitari è pari all’8,1% per Mediaset. Va meglio – o meno peggio – alle dirette concorrenti (Rai, TiMedia-La7 e Sky) che vedono una contrazione dei guadagni del 7%. Ma la situazione per le tv del Cavaliere sarebbe anche peggiore se non ci fossero i nuovi canali digitali. Infatti, le tre reti presenti prima dello switch off – Italia1, Canale5 e Rete4 – vedono un segno meno a due cifre: -11%.

Endemol e Telecinco, un salasso. Insomma, per l’azienda di Silvio Berlusconi gli affari vanno piuttosto male. Infatti, non c’è solo il flop della raccolta pubblicitaria a preoccupare il Cavaliere e Fedele Confalonieri. Infatti, oggi Mediaset controlla un terzo delle azioni Endemol, la società di produzione televisiva famosa per programmi come il Grande Fratello e Affari Tuoi. Ma la società, che ha sede in Olanda, ha debiti per 3 miliardi di euro e non rappresenta per Mediaset fonte di introiti. Inoltre, pesa sull’azienda dell’ex premier anche la convalescente Telecinco (tv spagnola di proprietà di Mediaset Group) che sta uscendo, non senza fatica, da un periodo economicamente piuttosto difficile. Così, gli utili sono calati del 36%.

Meno share e la pay-per-view non va. La famiglia Berlusconi intascherà quest’anno 45 milioni di euro, meno della metà dell’anno scorso, quando ha potuto contare su un tesoretto di 150 milioni. Ma non si tratta solo di un problema di pubblicità. Le reti Mediaset generaliste stanno perdendo anche quote di share a causa dell’ingresso di nuovi canali digitali Rai e Cielo (Sky) e di una concorrenza più forte da parte delle altre tv generaliste (Rai in testa). Inoltre, non decolla la pay-per-view sul sistema terrestre con Mediaset Premium dove l’utile, secondo gli analisti interni, si raggiungerà solo nel 2014.

E Mediaset taglia. “Taglieremo i costi per Mediaset, che rimarrà azionista-creditore di Endemol, ma non ci saranno tagli al personale”, ha dichiarato Pier Silvio Berlusconi. “Già nel 2012 avremo un calo delle spese televisive tra il 4 e il 5%. Questo dovrebbe essere un anno ancora piuttosto difficile, ma siamo fiduciosi perché Mediaset è diventata un network completo, con un avvio di presenza su Internet grazie al progetto ‘all news’, un’integrazione tra televisione e il Web che intendiamo rafforzare anche con nuovi progetti”. Ma al di là degli speranzosi annunci, l’ultima pesante batosta che potrebbe segnare l’inizio della fine dell’impero economico del Cavaliere è la questione irrisolta delle frequenze tv. Se ci sarà un’asta, Mediaset rischia di ricevere un colpo dal quale potrebbe non risollevarsi più.

Comments

  1. Johnny Stecchino

    Dovete fallire

  2. Johnny Stecchino

    Dovere andare a chiedere l’elemosina in marocco