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Diritto di critica | March 20, 2019

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L'accordo segreto tra Monti e il Pd sulla RAI - Diritto di critica

L’accordo segreto tra Monti e il Pd sulla RAI

“Mi dia qualche settimana e vedrà”. Così il premier Mario Monti nel gennaio scorso annunciava da Fabio Fazio che avrebbe messo mano alla Rai. Il tono e la determinazione erano quelli del chirurgo che stava per infilarsi i guanti operatori. Un’operazione lunga e complessa che avrebbe dovuto estirpare la politica dalle stanze di viale Mazzini, lasciando spazio a tecnici e professionisti del settore per riformare dall’interno la televisione di Stato, eliminando i partiti. Le settimane sono diventate mesi ma le trattative si sono avviate non appena il premier ha lasciato gli studi di Che Tempo Che Fa.

In prima fila nel dire “fuori i politici dalla Rai”, il Pd, con cui sarebbero già partiti una serie di “incontri” sottobanco per riformare viale Mazzini. E mentre Monti sarà impegnato per otto giorni in Asia (andrà in Cina, Corea del Sud e Giappone), le trattative saranno portate avanti da Matteo Orfini (Pd) per conto di Pierluigi Bersani che qualche giorno fa ha ribadito come quella della Rai sia “una questione ancora aperta”, lanciando poi il guanto all’esecutivo: “Qualsiasi persona autorevole con quella governance è destinata a perdere autorevolezza. Nessuno può fare miracoli. Si faccia una governance più adatta, nel frattempo si faccia un breve commissariamento però si cambi passo”.

Il Piddì, dunque, è disponibile a trattare e – con una mossa di anticipo sul PdL che invece rimane alla finestra, arroccato sulla legge Gasparri e auspica una riforma della Rai solo nel 2013 – ha deciso di giocare ancora una volta la carta della responsabilità davanti ai cittadini. Quel “fuori i partiti dalla Rai”, infatti, rilancia il Pd come interlocutore “responsabile” e aperto alle riforme, lontano dagli arrocchi della politica. Un format riveduto e corretto di quanto già visto nel novembre scorso, quando il partito di Bersani accettò di “capitalizzare” il vantaggio elettorale rinunciando alle elezioni e optando per un governo tecnico: se con Monti i partiti restano alla finestra, Bersani vuole invertire la rotta. Con buona pace del Popolo delle Libertà. Che insegue.