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Diritto di critica | September 23, 2020

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La battaglia di Kabul, in Afghanistan scatta la vendetta talebana - Diritto di critica

La battaglia di Kabul, in Afghanistan scatta la vendetta talebana

di Giovanni Giacalone

Kabul sotto assedio. Intorno alle 13 ora locale di domenica i talebani hanno dato il via a un’offensiva coordinata, prendendo di mira diversi siti nella zona della capitale e nelle zone di Jalalabad, Logar, Kundoz e Paktia. Fonti BBC parlano di una ventina di morti, oltre a numerosi feriti e arresti.


In primis è stato assaltato il Parlamento, dove hanno avuto luogo feroci combattimenti a cui hanno partecipato anche alcuni parlamentari afghani dal tetto dell’edificio. I talebani hanno provato a penetrare all’interno ma sono stati respinti dalle forze di sicurezza. Contemporaneamente è stato preso di mira anche il compound del presidente Karzai, mentre i servizi segreti afghani avrebbero fermato quattro terroristi che stavano per attaccare la residenza del vice presidente Khalili.

Sono poi state bersagliate con razzi, granate e armi da fuoco alcune ambasciate tra cui quella britannica, tedesca, russa e iraniana, nonché una base ISAF nel Wazir Akhbar Khan district e due hotel: il Kabul Star Hotel e il Serena.

A Jalalabad alcuni kamikaze nascosti da burqa hanno tentato di assaltare una base aerea della NATO, ma sono stati uccisi dalla polizia prima di riuscire ad avvicinarsi all’obiettivo.

Il portavoce dei talebani Zabiullah Mujahid ha rivendicato la responsabilità degli attacchi definendoli una risposta al massacro del tenente americano Robert Bales e alle copie del Corano bruciate all’interno di una base NATO. Egli avrebbe inoltre affermato che gli attacchi sarebbero solo l’inizio di una lunga offensiva di primavera.

Tutto ciò è avvenuto a poche ore di distanza da un altro attacco nel vicino Pakistan, precisamente a Bannu, nella zona tribale Pakhtun al confine con l’Afghanistan, dove centinaia di talebani hanno assaltato il carcere, liberando circa quattrocento detenuti. Secondo fonti pakistane tra gli evasi vi sarebbe anche Adnan Rasheed, noto alle forze di sicurezza per aver organizzato e preso parte a un attentato contro l’ex presidente Pervez Musharraf.

Non è assolutamente da escludere che gli episodi siano correlati ma, al di là di ciò, i talebani hanno dato oggi una chiara dimostrazione di come siano ancora vivi, in forze e, secondo fonti NATO, sostenuti dai servizi di sicurezza pakistani, che avrebbero tutto l’interesse a far cadere un governo Karzai considerato fantoccio degli USA.

A questo punto c’è da chiedersi cosa accadrà dopo il ritiro delle truppe statunitensi che, secondo Leon Panetta, potrebbe aver luogo già a metà del 2013. Se oggi i talebani sono in grado di attaccare sedi governative, ambasciate e basi militari nel pieno centro di Kabul, quante ore potrà durare un potenziale governo autonomo afghano con a capo Hamid Karzai?