Il “Salva-Italia” di Beppe Grillo
Scritto da Emilio Fabio Torsello il 20 aprile 2012 in Editoriale
Ormai sulle dichiarazioni di Beppe Grillo – un comico – le agenzie emettono anche i cosiddetti “barrati”, servizi di una certa lunghezza e rilevanza, dedicati ai temi “caldi” della giornata. Un tempo l’Italia aveva i De Gasperi e i Berlinguer, adesso corre dietro a comici, cantanti e starlette che smerciano verità rivelate come “si stava meglio quando si stava peggio”.
Già, perché questa è la sfolgorante e illuminata ricetta del comico genovese, Beppe Grillo, passato ormai agli onori della cronaca per essere contro tutto: dal finanziamento pubblico ai giornali (senza riflettere che togliendoli resterebbero in vita solo i grandi monopolisti), ai “politici”, alle banche, alla tav. Tutte parole chiave atte a far presa sulla pancia di chi non va troppo per il sottile, supportate però da pochi argomenti concreti. E ieri il comico ha svelato il suo personalissimo “Salva-Italia”: “valutare una seria proposta di rimanere in Europa e, con il minor danno possibile, uscire dall’euro, non pagare il debito pubblico o pagarne solo una parte”. Che genio. E poi?
Nonostante questo, però, il M5Stelle ha guadagnato oltre tre punti in soli due mesi, secondo il Barometro politico Demopolis-l’Espresso: era al 4,5 per cento in febbraio, è salito verso l’8 con l’avvicinarsi del voto del 6 maggio, in ascesa negli ultimi giorni. E ben 12 elettori leghisti su 100 si direbbero adesso disposti a dare il voto prossimo venturo o al PdL o a Grillo. Secondo gli ultimi sondaggi, inoltre, Il Pd, secondo le intenzioni di voto fotografate da Demopolis, è il primo partito, al 26%. Seguono Pdl 23%; Idv 8,8%; Udc 8,3%; M5S 7,5%; Sel 7,2%; Lega 7%; Fli 3,7%; Prc 2%. Altri 6,5%.
Se la situazione restasse questa, dunque, Grillo tornerebbe ad avvicinarsi – almeno in termini percentuali – all’ex amico, Antonio Di Pietro, che proprio ieri ha fatto sapere: «Ho grande rispetto e ammirazione di Grillo, anche se abbiamo scelto due modi diversi di fare politica. Lui critica tutti a prescindere, noi ci siamo posti un obiettivo: puntare a ricostruire sulle macerie di chi ha commesso troppi errori negli anni passati».
Al di là della battuta sul “non paghiamo il debito e usciamo dall’euro”, buona per un palco di uno dei suoi tanti spettacoli in cui nessuno lo interrompe, ci si chiede cosa davvero possa fare Grillo in Parlamento. Secoli fa si vagheggiava dei filosofi al Governo, oggi ci siamo ridotti ai comici.
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