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Diritto di critica | January 14, 2021

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L’India sfida la Cina, lanciato il missile Agni - Diritto di critica

L’India sfida la Cina, lanciato il missile Agni

Ora anche l’India fa parte del novero dei paesi che possiedono la ‘tecnologia ICBM’, missili balistici intercontinentali, capaci anche di attraversare oceani e intere nazioni e colpire obiettivi sensibili. I test, effettuati ieri mattina, hanno dato esito positivo: il missile ‘Agni V’, in grado di trasportare una tonnellata di testate nucleari, è partito da Wheeler Island, al largo della costa dello stato di Orissa, e ha raggiunto in 20 minuti un bersaglio designato nell’Oceano Indiano.

 “Con questo lancio – ha spiegato un consulente della Difesa al quotidianoThe Hindu’ – l’India ha una potenza missilistica maggiore. Facciamo parte del ristretto numero di paesi in grado di progettare, sviluppare e costruire missili a lungo raggio di questa complessità tecnologica”. La messa a punto dell’Agni V fa parte della strategia indiana di rafforzamento militare, nello specifico nucleare, in una ‘zona calda’ dell’Asia specie in risposta alla Cina e alle continue tensioni con il Pakistan. Nuova Delhi sebbene abbia speso quest’anno il 17% in più in tecnologia militare, rispetto al 2011, è ancora lontana dagli investimenti degli altri paesi. La bilancia militare, infatti, rappresenta ‘solo’ il 2% del Pil.

 Il missile Agni V, che ha un raggio complessivo di 3.100 miglia (circa 5mila chilometri), è in grado di colpire le maggiori città cinesi, comprese Pechino e Shangai. Le autorità militare indiane considerano questa tecnologia come un deterrente e non come una potenziale minaccia contro uno specifico paese. La Cina, dal canto suo, ha ridimensionato l’importanza dei test. In un articolo pubblicato sul sito governativo Global Times’, s’invita l’India a non “sopravvalutare i risultati dei test e il valore dei suoi alleati occidentali. E anche se i missili fossero in grado di raggiungere gran parte delle città cinesi, ciò non significa che l’India ora possa avere un maggiore potere diplomatico nelle controversie con Pechino. L’energia nucleare cinese – si legge ancora nell’articolo – è superiore e più affidabile. L’India non avrebbe alcuna possibilità di superare la Cina nella corsa globale agli armamenti nucleari”.

In Europa, dopo un briefing a Bruxelles, il segretario generale della Nato Andres Fogh Rasmussen, ha detto di “non considerare l’India una minaccia per gli alleati della Nato o per i territori della Nato”. Tuttora, solo pochi stati, come detto, possono vantare nel loro arsenale missili balistici intercontinentali e tra questi ci sono la Cina, gli Stati Uniti, il Regno Unito, la Francia e la Russia. L’India stava lavorando al programma missilistico dal 1983. Nel novembre scorso, è stato lanciato l’Agni IV, che aveva un raggio di 2.200 miglia (circa 3.500 chilometri). Il nuovo modello, l’Agni V, ha un’altezza superiore di 17,5 metri e pesa 50 tonnellate (può trasportare una tonnellata di testate nucleari).