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Diritto di critica | July 11, 2020

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Berlusconi si riaffaccia sulla scena politica? Arrivano le intercettazioni su Ruby - Diritto di critica

Berlusconi si riaffaccia sulla scena politica? Arrivano le intercettazioni su Ruby

Silvio Berlusconi si riaffaccia sulla scena politica e puntuali arrivano le intercettazioni su Ruby Rubacuori, Emilio Fede e la corte dei miracoli che vivacchiava nelle stanze di Arcore. Si parla di cene, svenimenti per il troppo alcool, sfuriate, ragazze e soldi. Di penale – almeno ad ascoltare quelle diffuse fino ad oggi sul sito di Repubblica.it – sembrerebbe però non esserci niente. Di curioso, gossipparo e chiacchierato, invece, molto. Ma qui non si tratta di un talk show, in ballo c’è il processo ai danni di un ex presidente del Consiglio. Di più, nelle intercettazioni non si parla di sesso con l’ex premier, anzi, la diretta interessata nega la circostanza.

I titoli apparsi sui quotidiani on line, però, fanno riferimento a una somma di denaro che il Cav. avrebbe corrisposto alla giovane marocchina. Eppure, che Silvio Berlusconi desse 47mila euro a Kharima El Marough, in arte “Ruby” – come emerge dalle intercettazioni della giovane – non è certo un reato. Che gli dicesse “fai la pazza”, nemmeno. Nei fatti, Ruby non è mai stata dichiarata pazza né pare essersi comportata come tale. Alle cronache, invece, al di là delle intercettazioni gossippare, restano gli interrogativi di sempre (anche se sarebbe meglio chiamarli “punti deboli” dell’inchiesta): come dimostrare che Berlusconi era a conoscenza della reale età di Ruby? Come dimostrare che l’ex premier ha avuto rapporti sessuali con Kharima el Maroiugh e soprattutto che l’abbia fatto dietro pagamento di un compenso? Tutti interrogativi che restano senza risposta e le intercettazioni appena diffuse non risolvono. Già perché un conto è la chiacchiera e l’affresco di una corte dei miracoli poco onorevole, altro è il versante penale, dove accuse e ipotesi di reato vanno dimostrate e provate.

E proprio sul fronte processuale, due giorni fa la dottoressa Iafrate, l’agente di Polizia che rilasciò Ruby, ha dichiarato di non aver mai subito pressioni da parte di Silvio Berlusconi, scatenando – in aula – l’ira di Ilda Boccassini. E sulla stessa linea anche le testimonianze del capo di Gabinetto, Pietro Ostuni, del capo delle volanti, Ivo Morelli e del questore, Vincenzo Indolfi. Ma c’è di più, la Iafrate ha infatti dichiarato che Ruby avrebbe detto anche a lei di avere l’abitudine di spacciarsi per la nipote di Mubarak. Prevedibile l’ira di Ilda Boccassini: “E perché non lo ha detto quando venne interrogata nelle indagini preliminari?”. Risposta: “Non lo so”. “E davanti alla scelta – ha proseguito la Iafrate – se tenere una minore in camera di sicurezza, in una situazione non sicura, e affidarla a un consigliere regionale eletta dal popolo italiano, non ho avuto dubbi”. Una risposta che mette all’angolo la Procura, almeno per l’accusa secondo cui Berlusconi avrebbe esercitato pressioni sui funzionari di polizia nella notte tra il 27 e il 28 maggio 2010. Il resto sono chiacchiere da bar, corona di un’inchiesta che rischia di naufragare.

Comments

  1. con tutte le occasioni che avevano per incastrare una persona sempre vissuta border line con la legge pretendono di indagare su fatti accaduti in luoghi privati e senza la minima denuncia di eventuale reati da chi secondo loro ha subito quei reati .
    Robba da mentecatti e da principi del gossip