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Diritto di critica | October 21, 2020

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Francia, Hollande in vantaggio su Sarkozy nelle elezioni più "multimediali" di sempre - Diritto di critica

Francia, Hollande in vantaggio su Sarkozy nelle elezioni più “multimediali” di sempre

Prima domenica di voto domenica scorsa per la Francia, che da qui al 6 maggio, data del secondo turno elettorale, sceglierà il suo Presidente. Quasi scontato alla vigilia il risultato: lotteranno per la vittoria il favorito François Hollande, socialista, e il popolare Nicolas Sarkozy, il capo uscente dell’Eliseo travolto da crisi economica e disoccupazione. Secondo le proiezioni, i due andranno al ballottaggio con rispettivamente il 28,5 e il 27 per cento dei voti.

Al primo turno si sono presentati, tra gli altri, anche la destra del Fronte Nazionale di Marine Le Pen, schizzata ad un insperato 19 per cento e ora decisiva per l’esito finale del voto, il movimento Democratico di François Bayrou (8,5 per cento) e il Fronte di Sinistra guidato da Jean-Luc Mélenchon. (11,7 per cento).

«Sono in testa nel primo turno – ha commentato Hollande – ora sento ancora di più la responsabilità all’impegno per ritrovare crescita e lavoro, per preparare l’avvenire del Paese e la transizione energetica. Nessuno può fermare il cambiamento». La vittoria del candidato socialista riporterebbe la sinistra all’Eliseo dopo ben diciassette anni.

Sarkozy ora punta al sorpasso e spera al secondo turno di recuperare consensi, raccogliendo i voti dispersi dalle altre coalizioni di centro-destra; impresa non facile, visto l’attacco nei giorni scorsi proprio al Front National della figlia di Le Pen. La campagna elettorale di Sarkò, partita in sordina rispetto a quella roboante dell’avversario, si è ripresa solo in parte nelle ultime settimane, complice anche l’esposizione della Première dame Carla Bruni, scesa attivamente in campo per risollevare le sorti del marito. Così, tra manifestazioni e foto celebrative, il primo ministro si è riavvicinato nei sondaggi al rivale Hollande. E adesso la battaglia è sul duello continuità-cambiamento, veterano-uomo normale, varietà-sobrietà. C’è da dire che le relazioni diplomatiche non hanno giovato certo ad Hollande: il premier uscente può contare su collaudate alleanze con Angela Merkel e i vertici della Ue, ma è anche vero che, professando il distacco dall’«arroganza tedesca», l’anti-Sarkozy ha fatto leva sul tradizionale nazionalismo francese e sull’avversione all’egemonia di Berlino. La vittoria di Hollande riporterebbe la sinistra all’Eliseo dopo ben diciassette anni.

In attesa della seconda tornata di voto, i social network francesi sono impazziti sin dalle 18.30 di ieri, ora prevista per la chiusura dei seggi nelle città più piccole; in Francia mai le elezioni sono state così “tecnologiche” e monitorate ora per ora su Facebook e Twitter che, lo ricordiamo, hanno conquistato circa 40 milioni di francesi. Inevitabile dunque la fuga di notizie ed exit poll, temuta fino all’ultimo e sfuggita al controllo di Parigi. Scatenati anche blog e siti in lingua spagnola: si è votato infatti anche nelle piccole dipendenze d’oltremare, resti del passato coloniale della Francia (Martinica, Guadalupa, Reunion e Guiana Francese), abitati da quasi novecento mila persone.

A conferma dell’intensa partecipazione virtuale dei francesi, l’affluenza alle urne ha registrato l’ottima percentuale del 71 per cento degli aventi diritto, solo in leggero calo rispetto alle presidenziali del 2007.

Le elezioni francesi, seguite col fiato sospeso dalle altre potenze europee, costituiscono un importante indice di valutazione del malumore dei cittadini europei; da queste consultazioni dipenderanno le strategie future della Ue nel cercare di superare la recessione e iniziare un nuovo corso economico e di sviluppo. In attesa di sapere chi governerà la Francia, le Borse hanno reagito negativamente, in naturale ribasso data l’incertezza della situazione politica a Parigi.