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Diritto di critica | September 19, 2020

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Paralimpiadi a Londra, dopo lo scandalo tornano gli atleti con disabilità intellettiva - Diritto di critica

Paralimpiadi a Londra, dopo lo scandalo tornano gli atleti con disabilità intellettiva

di Lorenzo Rezza

Dopo lo scandalo la riabilitazione. A dodici anni dall’ “Olimpiade della vergogna”, Sidney 2000, che macchiò indelebilmente l’immagine del basket paralimpico, il comitato internazionale ha riammesso parzialmente tre sport: nuoto, atletica e tennistavolo. Gli atleti con disabilità intellettivo – relazionale, quindi, torneranno a competere nella massima manifestazione sportiva a ‘cinque cerchi’ in soli tre sport e con appena sette gare: il lancio del peso, il salto in lungo e 1500 metri nell’atletica leggera; i 200 stile libero, i 100 dorso e i 100 rana nel nuoto; il torneo singolare nel tennistavolo. Un ritorno ‘soft’, ma pur sempre significativo.

La decisione era stata già presa nel novembre del 2009 a Kuala Lumpur in Malesia, ma ora ha assunto i crismi dell’ufficialità. La ferita lasciata aperta dalla finale di basket Spagna – Russia, vinta dagli iberici per 87-63, proverà a essere rimarginata dall’impegno concreto di nuovi atleti che, a vario titolo, si sono qualificati alle Olimpiadi di Londra. In occasione dei Giochi di Sidney (prima e unica volta in cui furono ammessi atleti con disabilità intellettiva ai giochi paralimpici), il giornalista spagnolo Carlos Ribagorda si finse uno dei componenti della squadra spagnola di pallacanestro e appurò che 10 atleti su 12 non erano, affatto, disabili. Il cronista sostenne che la truffa non era solo legata allo specifico sport, ma estesa ad altre discipline per motivi legati alla conquista delle medaglie e ai lauti rimborsi degli sponsor.

Per ovviare a episodi incresciosi e contrastare fenomeni del genere, il comitato olimpico internazionale ha disposto “regole ferree” e l’atleta, che parteciperà alle manifestazioni sportive, dovrà sottoporsi a due valutazioni: in primo luogo ci sarà una diagnosi della disabilità intellettiva, effettuata dalla federazione di appartenenza (in Italia la Fisdir, Federazione Italiana sport disabilità intellettiva – relazionale); in secondo luogo ci sarà un’analisi dell’influenza della disabilità intellettiva nella pratica della specifica disciplina sportiva, un’operazione complessa poiché richiede che si tenga conto dei contesti sociali e culturali in cui vivono gli atleti e attuata sempre secondo gli standard internazionali riconosciuti.

Gli atleti con disabilità intellettiva e relazionale, che parteciperanno alle Paralimpiadi di Londra, dovranno seguire le norme dell’Inas (Federazione Internazionale degli sport per atleti con una disabilità intellettuale), una sezione dell’Ipc, il Comitato Paralampico internazionale. In Italia, la federazione richiede anche il certificato di ‘idoneità allo sport agonistico adattato ad atleti disabili’, effettuato dai medici specialisti in Medicina dello sport, autorizzati sulla base delle normative delle singole leggi regionali. Per gli atleti con sindrome di Down è prevista la valutazione della mappa cromosomica e del certificato medico attestante la presenza o meno di ‘instabilità atlanto-assiale’, oltre alla dichiarazione delle condizioni fisiologiche dell’atleta firmata da un medico di fiducia, dall’atleta o dal genitore/tutore.