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Diritto di critica | October 21, 2020

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Strage di cristiani in Africa, gli estremisti islamici alzano il tiro - Diritto di critica

Strage di cristiani in Africa, gli estremisti islamici alzano il tiro

di Giovanni Giacalone

Nella giornata di domenica ben tre diversi attacchi, in Nigeria e in Kenya, hanno portato alla morte di una trentina di persone e a numerosi feriti. A Kano, nel nord della Nigeria, i militanti islamici di Boko Haram hanno attaccato un campus universitario e un teatro dove si stavano svolgendo cerimonie della locale comunità cristiana e le vittime sarebbero 22. I terroristi hanno inizialmente lanciato bombe all’interno delle strutture per poi falciare a colpi di mitra i fedeli che scappavano.

Sempre nel nord del paese, a Maiduguri, gli estremisti hanno preso di mira una chiesa, uccidendo cinque persone tra cui il pastore a quanto pare pochi momenti prima della comunione.

Un’altra chiesa è poi stata attaccata anche a Nairobi dove il terrorista, probabilmente di nazionalità somala, ha scagliato una granata all’interno dell’edificio, uccidendo una persona e ferendone più di venti, alcune delle quali in modo gravissimo.

Le azioni contro i cristiani in Africa rischiano dunque di allargarsi e non è un caso che le autorità keniote erano da tempo in allerta per potenziali infiltrazioni nel paese di terroristi somali appartenenti ai gruppi radicali islamisti Shabab i quali, anche se differiscono dai Boko Haram per alcuni elementi interpretativi, hanno comunque un nemico comune: i cristiani.

C’è poi un altro elemento inquietante che aiuta a comprendere in modo più approfondito la folle ideologia di queste frange estremiste; risulta evidente come, oltre ai cristiani, siano stati presi di mira anche obiettivi educativi e culturali di stampo laico: infatti l’università assaltata a Kano è un’istituzione laica dove studiano anche numerosissimi musulmani, i quali hanno paura per la propria incolumità tanto quanto i cristiani. I Boko Haram non fanno infatti distinzione e uccidono anche tutti quei musulmani che si oppongono alla loro violenza, autorità incluse, come ad esempio Mustapha Geidam, ammazzato lo scorso febbraio a Konduga.

In Mali gli estremisti islamici hanno invece assaltato numerose biblioteche e centri culturali nella capitale, Bamako, incluso il centro “Ahmed Baba”, fondato dall’Unesco per proteggere 18 mila antichi manoscritti provenienti da Marocco e Andalusia.

Non solo attacchi ai cristiani ma anche alle università, ai centri culturali, alle biblioteche; dunque abbiamo a che fare anche con un attacco sistematico all’istruzione. Istruzione di stampo laico, scientifico, che questi gruppi rigettano ma soprattutto temono. Pur nella loro follia ed ignoranza, gli estremisti sono ben consapevoli della pericolosità di queste “armi”.

Istruzione significa anche insegnare a pensare e ragionare in modo autonomo e critico, significa allontanare le persone dall’ignoranza, mettendo così facilmente in discussione le folli teorie predicate dall’estremismo islamico che, oltre che anacronistiche, risultano estranee a qualunque tipo di contestualizzazione sociale, storica, culturale o scientifica. L’istruzione mette in crisi il sistema su cui si basa questa ideologia violenta, ovvero ignoranza e intolleranza, dunque va colpita perché pericolosa.

Non è un caso che il defunto fondatore dei Boko Haram, Ustaz Muhammad Yusuf, oltre che per tristi eventi, è per noto anche per alcune affermazioni assurde fatte alla BBC, dove dichiarava che la pioggia non è una conseguenza dell’evaporazione dei mari ma piuttosto un “dono di Dio” e avrebbe addirittura affermato la peccaminosità del riconoscere la sfericità della terra.