Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Diritto di critica | November 18, 2019

Scroll to top

Top

Siamo il Paese dei Grillo e dei Celentano - Diritto di critica

Siamo il Paese dei Grillo e dei Celentano

Ormai ci siamo ridotti a loro, ai Beppe Grillo e agli Adriano Celentano. Entrambi con una caratteristica in comune: si dilettano nel dire la loro – quasi fossero verità rivelate – e si atteggiano a capipopolo di un’Italia senza timone. Si resta imbambolati davanti alla televisione a sentire comici e cantanti che sparano a zero su tutto (in alcuni casi profumatamente pagati con soldi pubblici), salvo quasi mai indicare una soluzione concreta alla distruzione che resterebbe se quanto dicono venisse messo in atto.

Grillo, ad esempio, negli ultimi giorni è quotidianamente sulle agenzie con frasi che ribadiscono la “morte dei partiti”, infelici cadute di stile sulla mafia, attacchi ai media. Lui, che da sempre rifiuta il confronto a favore dei monologhi e dei comizi.

A sottolineare come il fulcro del problema non siano Grillo, Celentano e quanti parlano alla pancia degli italiani è stato il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: “Per uscire dalla crisi – ha detto – bisogna recuperare la fiducia in noi stessi e recuperare la fiducia degli altri. Compito del governo e delle varie formazioni politiche, in questa fase politica così complicata e fuori dagli schemi, provare le vie di rigenerazione della politica di cui abbiamo assolutamente bisogno”.

In questo Paese immobile, infatti, non solo siamo passati da De Gasperi, Moro e Berlinguer a Grillo e Celentano, ma continuano ancora e nonostante tutto ad esercitare il più antico vizio italico: la pigrizia, quella tendenza a delegare ad altri l’impegno, salvo poi astenersi dal votare e lamentarsi di tutto ciò che non funziona. Ma dalla sedia di casa. Magari ascoltando il Grillo di turno che tanto piace a chi vuole sentirsi dire che tutta la politica fa schifo – come dire che tutti i siciliani sono mafiosi. E’ una manipolazione – o il Celentano in salsa Sanremese che con tranquillità – alla faccia del pluralismo e della democrazia – invoca la chiusura di questo o quel giornale (“rei” di avergli pestato i piedi qualche giorno prima).

Quello che manca agli italiani è la capacità di impegnarsi nel concreto per cambiare le cose. E invece no: “la politica fa schifo quindi non mi candido, non voto, non cerco di riformare il sistema con l’apporto di idee e contenuti di cui sono capace”. Sono scuse, giustificazioni prive di senso, pretesti per restare immobili e delegare ad altri. Quello che serve è tornare ad essere cittadini consapevoli, mettendo da parte la lamentazione facile e il dito puntato, alla prima occasione. Altrimenti ci meritiamo Grillo, Celentano e le loro lezioni di disfattismo.

Twitter @emilioftorsello

Comments

  1. Ma quale delegare gli altri…non sai niente del Movimento ti limiti a commentare i titoli dei giornali su qualche battuta di Grillo…INFORMATI…sei giovane ma parti proprio, male sarà il nome

  2. Pietro

    credevo che questo blog fosse piu’ serio, poi leggo le parole di questo mezzo uomo che dice che Celentano e’ stato pagato profumatamente……Ma dove vivi, sulla luna? non lo sai che Celentano ha devoluto tutto il suo cache’ a famiglie bisognose scelte da sette sindaci? quindi ha fatto tutto a gratise come si dice a Roma…..buuuuuuuuuuuuuuuuuuu, informazione sbagliata, c’e’ il dolo buuuuuuuuuuuuuu……emilioftorsello….ahahahhah……che poverino che sei………..buuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu

  3. Marco

    E questo sarebbe un editoriale??? Se non aveva nulla di intelligente da dire sarebbe stato molto meglio tacere. Per favore si informi prima di scrivere e si accerti di avere acceso il cervello prima di informarsi.

  4. Maverick100

    che articolo imbarazzante. Superficialita’ allo stato puro.  Ed ancora piu’ triste vedere che è stato scritto da un giornalista nato nel 1980.
    Celentano è una leggenda vivente.  Il suo primo disco è del 1958.  50 di carriera, 150 milioni di dischi venduti , 40 film , trasmissioni da record di ascolti, una notorieta’ intenazionale incredibile (in siberia in questo ultimo natale trasmettevano un ciclo dei sui film). 
    Potrebbe starsene zitto e non dire nulla e godersi la sua villa a galbiate dove si diverte a fare manufatti, ma non fa parte del suo modo di essere. In fondo dice sempre le stesse cosa da 40 anni , sia sulla religione, sull’ambiente , sulla guerre ecc. ben prima che questo giornalista poco documentato nascesse.

    La chiusura poi è ridicola. Grillo e il suo movimento immobile?  Un movimento che esprime 4 sindaci (tra cui parma), 4 consiglieri regionali , 250 consiglieri comunali e che è dato dai sondaggi al 18% è immobile?