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Diritto di critica | December 13, 2019

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Europei 2012, la ‘‘grana Tymoshenko’’ che l’Ucraina vorrebbe evitare - Diritto di critica

Europei 2012, la ‘‘grana Tymoshenko’’ che l’Ucraina vorrebbe evitare

Quando l’Ucraina fu scelta nel 2007, per ospitare insieme alla Polonia gli Europei di calcio nel 2012, la più importante rassegna calcistica continentale era considerata anche come un’importante occasione politica” per continuare l’opera di modernizzazione del paese e di affrancamento dall’ex Unione Sovietica. Ora, a un mese dall’inizio della competizione, previsto per l’8 giugno, la detenzione in carcere dell’ex primo ministro Yulia Tymoshenko rischia di trasformarsi in un autogol per l’Ucraina e il suo presidente autoritario Viktor Yanukovich.

Una delle protagoniste della “Rivoluzione Arancione” è dall’ottobre scorso in prigione dopo essere stata condannata a sette anni di reclusione per abuso d’ufficio. Nelle settimane scorse, la Tymoshenko sostiene, con tanto di prove documentali fotografiche, di essere stata brutalmente picchiata dalle guardie carcerarie mentre stava per essere trasferita in un ospedale per curare il suo mal di schiena cronico. Dal 20 aprile, l’ex premier ucraino ha iniziato lo sciopero della fame e i leader politici occidentali, compreso il segretario di stato americano Hillary Clinton, hanno più volte chiesto che fosse liberata, pena il boicottaggio dei prossimi Europei di calcio.

La detenzione in carcere della Tymoshenko rappresenta solo uno degli ultimi elementi negativi per l’immagine del paese, che si va ad aggiungere alle difficoltà nei preparativi del torneo, ai prezzi astronomici degli hotel che ospiteranno turisti da tutto il mondo e alle recenti esplosioni nell’Ucraina occidentale. “Euro 2012 non sarà la rappresentazione trionfale del paese che abbiamo sognato cinque anni fa”, ha sottolineato il noto editorialista Mustafa Nayem al sito web “Ukrainska Pravda”.  Nel 2009, l’Uefa minacciò più volte i paesi organizzatori dell’Europeo di calcio di ritirare la loro candidatura, visto il ritardo nella costruzione degli impianti sportivi e delle infrastrutture cittadine. Il premier Yanukovic, nel 2010 dopo la vittoria di stretta misura sulla Tymoshenko, annunciò che il paese avrebbe raddoppiato gli sforzi in vista di Euro 2012, con la costruzione di nuovi terminal aeroportuali, strade e viabilità. L’Uefa rimase favorevolmente impressionata e lo stesso presidente Michel Platini lo scorso mese ha elogiato pubblicamente il premier ucraino.

I lavori di modernizzazione del paese sono stati duramente criticati dall’opinione pubblica. Una delle accuse riguarda l’assegnazione degli appalti, da parte degli alti funzionari pubblici, a una stretta cerchia di aziende. “Euro 2012 poteva essere un’occasione per attrarre investimenti – ha spiegato un deputato dell’opposizione al Time –, ma si è trasformata in una mangiatoia solo per alcuni”. Dopo le violenze perpetrate sull’ex primo ministro Tymoshenko, il presidente della Commissione Europea Manuel Barroso ha minacciato il boicottaggio, seguito dalle parziali adesioni dei governi di Austria e Belgio. Un portavoce del governo tedesco sostiene che la “presenza della nazionale di calcio è subordinata al destino della signora Tymoshenko”. Almeno 10 leader europei, tra cui il presidente tedesco Joachim Gauck, diserteranno il summit europeo organizzato dall’Ucraina e previsto per la fine di maggio. Il governo ucraino ha reagito in maniera decisa alle minacce di boicottaggio: “Il tentativo di politicizzare gli eventi sportivi può avere effetti devastanti nell’immagine del paese”.

Per quanto riguarda il capitolo sicurezza, le autorità cominciano a preoccuparsi dopo le quattro bombe esplose il 27 aprile scorso lungo la linea del tram nella città Dnipropetrovsk, a est dell’Ucraina, che hanno provocato il ferimento di 30 persone. La polizia locale sospetta che gli attentanti siano legati a delle contese tra bande criminali. Durante il periodo degli Europei, i visitatori attesi sono circa 1 milione. Alcuni hotel hanno aumentato le tariffe fino a 10 volte, il governo ha assicurato che saranno approntate delle politiche per la riduzione dei prezzi.