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Diritto di critica | December 10, 2018

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Caso Marta Russo, la testimonianza: "Nel bagno del Rettorato la scheda tecnica di una pistola" - Diritto di critica

Caso Marta Russo, la testimonianza: “Nel bagno del Rettorato la scheda tecnica di una pistola”

Come hanno attestato anche i verbali della Polizia, alla Sapienza qualcuno aveva il grilletto facile: si sparava per gioco. E di sicuro – come ha dichiarato anche la Scientifica – si era sparato anche dal bagno della Facoltà di Statistica, punto da cui probabilmente è partito il colpo che ha ferito a morte Marta Russo.

Stefano (nome di fantasia) lo incontro in università. Ci vediamo fuori dal Rettorato della Sapienza. Quando ci siamo conosciuti mi aveva raccontato quanto gli era accaduto, descrivendomi nei dettagli ciò che aveva visto. Per ulteriore conferma, gli chiedo di tornare sui luoghi di cui mi aveva detto pochi giorni prima. Il Rettorato appunto. Tutto avviene qualche mese prima, dell’omicidio di Marta Russo.

LA SCHEDA: “LE OMBRE DEL CASO MARTA RUSSO”

Poco prima della morte di Marta – mi racconta – ricordo che le lezioni di Sociologia si tenevano nelle aule all’ultimo piano del Rettorato. Una mattina lascio il motorino, sono in ritardo ma per un’urgenza devo andare di corsa in bagno. Per non salire su e non fare le scale entro nel Rettorato dalla porta piu’ piccola sotto al ponte/tunnel. Il portiere mi indirizza subito alla mia sinistra (entrando dalla porta), dove c’è un corridoio stretto, di servizio, che costeggia il cortile. Tra varie porte chiuse ce n’e’ una aperta. Piccola e stretta. Apro e accanto alla tazza del water ci sono scope e detersivi, sembra un deposito delle pulizie. Comunque mi scappa e allora chiudo la porta“.

La porta si chiude e Stefano si rende conto di un particolare che dopo l’omicidio ricorderà con chiarezza.

E’ allora che mi accorgo di una cosa stranissima. Sulla parte interna della porta è appiccicata con lo scotch una fotocopia su foglio A4 riportante la particolareggiata descrizione balistica di una pistola. Avendo una certa conoscenza delle armi, mio padre è stato nell’esercito ed è un cacciatore, ricordo di essere rimasto molto colpito dal fatto“.

Ma il foglio A4 non si limita a riportare solo la fotografia della pistola: ci sono capacità di tiro, possibili traiettorie del proiettile. Un vademecum per sparare.

La pistola, se non ricordo male, era una piccola automatica che, però, spiccava per le prestazioni balistiche e l’affidabilità offerta. Sul foglio erano descritte la traiettoria del proiettile e le variazioni a diverse distanze. Mi chiesi come mai ci fosse quel foglio appeso in un bagno universitario. La rivista da cui era preso l’articolo era sicuramente una pubblicazione di nicchia. Pensai che all’interno del rettorato ci fosse un patito delle armi. Solo un appassionato legge certa roba. Dopo l’omicidio Marta Russo raccontai a molte persone l’accaduto“.

La testimonianza risulta particolarmente interessante se ricollegata a quanto si legge nei verbali della scientifica sul bagno di Statistica: “anche in precedenza all’evento delittuoso, e probabilmente dallo stesso punto di fuoco sono stati sparati dei colpi”. Nessuno però ha mai voluto approfondire la circostanza raccontata da Stefano. Una circostanza che sottolinea un’ipotesi di verità ben diversa e più complessa rispetto a quanto emerso dall’inchiesta.

Twitter@emilioftorsello