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Diritto di critica | October 25, 2020

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Facebook in Borsa, ma costa troppo - Diritto di critica

Facebook in Borsa, ma costa troppo

Mark Zuckerberg tenta il colpaccio. Ad una settimana dal debutto in borsa le valutazioni continuano a lievitare: siamo già oltre i 104 miliardi di dollari per l’intera società, prezzo considerato ‘eccessivo’ da tutti gli analisti finanziari. Eppure c’è chi si prepara a versargli, cash, qualcosa come 5,6 miliardi di dollari. Cosa c’è dietro il social network più discusso e commerciale del mondo?

Il Roadshow di Facebook è quasi finito. L’ultima tappa, nella Silicon Valley, ha raccolto circa 200 possibili investitori milionari: a questo danaroso pubblico il carismatico Zuckerberg si è offerto per un’ora, tra un discorso ispirato e decine di domande tecniche. Domande che vertevano su un solo elemento, alla fine: perché dovremmo pagare così tanto le tue azioni?

La risposta è controversa. Gli analisti di Barron’s, Bloomberg e Wall Street ritengono che 34-38 dollari ad azione siano esagerati. L’azienda è cresciuta molto, innegabilmente, ma nel 2011 ha fatto (solo) 3,7 miliardi di dollari di fatturato. E la pubblicità non sta seguendo la vertiginosa evoluzione degli iscritti. I ricavi sono più bassi delle attese, come se il mondo pubblicitario cominciasse a dubitare dell’utilità di investire su Fb.

Per sventare tale rischio di “diffidenza”, Zuckerberg punta all’exploit in borsa. Primo, per prendere tempo; nessuno dubita di un’azienda che raccoglie 12 miliardi di dollari alla sola quotazione in listino, senza nemmeno aver perso il controllo societario – il Fondatore manterrà un inossidabile 57% delle azioni. Secondo, per varare un programma d’investimento nuovo. Mirato proprio a sostenere la pubblicità, che dovrà diventare – inevitabilmente – fonte stabile e crescente di ricavi. Pagati con l’attenzione – volontaria o meno – degli utenti.

Il vero rischio è che l’ingresso in borsa cambi radicalmente la filosofia di Zuckerberg: invece di “focalizzare l’attenzione su un miglioramento dell’esperienza degli utenti”, comincerà forse a tenere sott’occhio “la creazione di fatturato“. C’è da vedere le conseguenze sugli iscritti.