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Diritto di critica | October 16, 2019

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Festival di Cannes, è il giorno di Garrone - Diritto di critica

Festival di Cannes, è il giorno di Garrone

di Aida Antonelli

 

Saranno i colori e i suoni di Napoli a risuonare sulla Croisette, nella Francia appena sotto il segno di Hollande. Oggi alla 65esima edizione del Film Festival di Cannes (16-27 maggio) è il giorno di Matteo Garrone, unico italiano in gara, che presenta il suo attesissimo “Reality” e il suo cast tutto partenopeo. Gli attori, professionisti e non, sono già arrivati in Costa Azzurra, una moltitudine variegata tra cui anche una piccola di appena sei anni, che frequenta la prima elementare a Castellammare di Stabia: a giudicare dalle prime dichiarazioni dei protagonisti, dalle interviste rilasciate, c’è stata una grande partecipazione e un grande affiatamento col regista, esigente e dalle idee chiare. Ed è proprio lui, Garrone, a confermare che dopo “Gomorra”, pluripremiata pellicola che gli valse il Grand Prix proprio a Cannes qualche anno fa, “l’intenzione era diversa, volevo cambiare totalmente e fare una commedia”. Eccoci allora nella Napoli di oggi, dove Luciano, pescivendolo simpatico ed estroverso, per sbarcare il lunario non esita a compiere anche piccole truffe con la complicità di sua moglie Maria: finchè i suoi parenti e amici non gli consigliano di partecipare al Grande Fratello….

Matteo Garrone non intendeva fare un’opera di denuncia, o un film contro la televisione in se’: piuttosto realizzare una fiaba moderna, pop e un po’ trash, di questa contemporaneità deviata dall’idea che i reality show di cui siamo invasi, siano una sorta di terra dei miracoli. Una volta passata la selezione per il programma, la visione della realtà per Luciano sarà completamente diversa; una riflessione amara e consapevole, che certamente farà discutere.

Oltre a Garrone – gli altri italiani presenti alla kermesse saranno Dario Argento con “Dracula” e Bernardo Bertolucci con “Io e Te”, entrambi fuori concorso – , saranno tanti i nomi illustri che sfileranno su Montèe des Marches, capisaldi del cinema internazionale: Wes Anderson ha aperto il festival con “Moonrise Kingdom”, accolto fiaccamente dalla critica, ma nei prossimi giorni sarà la volta di Michael Haneke, Abbas Kiarostami, il maestro Alain Resnais, Ken Loach, David Cronenberg con l’attesissimo “Cosmopolis”, Walter Salles. A chiudere il 27 maggio  “Therese Desqueyroux” di Claude Miller, scomparso da poco, a cui il festival dedicherà la giornata. Una rassegna tutta nel segno della grandeur, non solo per il segno delle star mondiali che stanno popolando la Croisette, ma per la celebrazione dell’arte del cinema in tutta la sua spettacolarità: a cominciare dal mito che insegue quest’anno il festival più famoso di Francia, quello della diva più diva di chiunque altra, Marilyn Monroe. E’ un grande tributo alla più famosa tra le attrici hollywoodiane, nel 50esimo anniversario della sua morte, avvenuta prematuramente ad agosto del 1962.  La Monroe, in tutta la sua grazia e fascino misto a seduzione, campeggia sui manifesti del Festival, e in tutta Cannes: un mito che non tramonta, un omaggio dovuto ad un’icona, una leggenda del nostro tempo, in una data così importante. Madrina di questa edizione Berenice Bejo, la stella di The Artist, cinque Oscar conquistati e un’annata record alle spalle con 215 milioni di spettatori.

A dare un po’ di austerity al concorso, c’è da scommettere che sarà Nanni Moretti a conferirla alla competizione: il regista italiano, che a Cannes ha portato sei tra i sui film, guida la giuria internazionale chiamata a conferire l’ambita Palma d’Oro; salutato con una standing ovation al red carpet di apertura del festival, lui ha ringraziato la Francia e il suo cinema, arte tenuta in  gran considerazione a differenza di altri Paesi (ogni riferimento sarà stato puramente casuale) e giè ieri richiamava serietà e compostezza, vietando ad esempio di applaudire alla fine delle proiezioni. Ad affiancarlo, nell’arduo compito di valutare i 22 film in concorso – 86 in verità, considerando i titoli di tutte le altre sezioni – Un certain regard, Out of competion, Special screenings, Cinefoundation, Short Film – tanti nomi noti dello spettacolo, tra cui Ewan McGregor, Diane Kruger, Alexander Payne, lo stilista Jean Paul Gaultier.

L’evento speciale di questa 65 esima edizione vedrà domani la presenza di Robert De Niro, testimonial d’eccezione per la proiezione di “C’era una volta in America”, pellicola restaurata e reintegrata di sei scene fino ad ora rimaste inedite: un’operazione lodevole finanziata da Martin Scorsese e benedetta dalla maison Gucci.