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Diritto di critica | September 23, 2020

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L'attentato di Brindisi e la mania di twittare fotografie delle vittime - Diritto di critica

L’attentato di Brindisi e la mania di twittare fotografie delle vittime

Brindisi. Un ordigno esplode davanti alla scuola dedicata a Francesca Morvillo e Giovanni Falcone e l’Italia riscopre un panico vecchio di trent’anni. A fare la differenza, però, questa volta sono il web e Facebook.

In men che non si dica grandi giornali e noti giornalisti (anche ex direttori di importanti quotidiani nazionali) hanno pubblicato e twittato le fotografie delle vittime (giovani ragazze sorridenti), in barba alla sensibilità o al dolore dei familiari. E’ diritto di cronaca, si dirà. Vero. Ma in questi casi e davanti a tragedie simili ci vorrebbe un maggiore tatto, insieme alla capacità di mettere da parte la “fregola” di cinguettare la prima fotografia che si raccatta sul web. Anche questo è essere bravi giornalisti.

Comments

  1. non potrei essere più d’accordo. 

  2. OLIVERIO GIO1

    RITENGO CHE SIA UNA PORCATA ENTRARE COSI’ NELL’INTIMO DI CHI NON C’E’ PIU’.
    PER QUANTO RIGUARDA L’ATTENTATO, RITENGO CHE NON SI TRATTI NE DI MAFIA NE DI TERRORISMO , O SI TRATTA DI UN “ERRORE” FATTO DA QUALCHE STUDENTE ZELANTE DELLO STESSO ISTITUTO, O PIU’ PLAUSIBILE SI TRATTA DI UNA STRAGE DI STATO VOLTA A DISTRARRE L’OPINIONE PUBBLICA. QUESTA MMIA TEORIA POTREBBE ESSERE FACILMENTE CONFUTATA SE LE INDAGGINI INVECE CHE ESSERE SVOLTE DA AGENTI DI POLIZIA “NORMALI” VENISSERO AFFIDATE A SERVIZI SPECIALI O ADDIRITTURA SEGRETI.