Monday, May. 20, 2013

L’attentato di Brindisi e la mania di twittare fotografie delle vittime

Scritto da il 19 maggio 2012 in Editoriale

brindisi attentato 150x150 Lattentato di Brindisi e la mania di twittare fotografie delle vittimeBrindisi. Un ordigno esplode davanti alla scuola dedicata a Francesca Morvillo e Giovanni Falcone e l’Italia riscopre un panico vecchio di trent’anni. A fare la differenza, però, questa volta sono il web e Facebook.

In men che non si dica grandi giornali e noti giornalisti (anche ex direttori di importanti quotidiani nazionali) hanno pubblicato e twittato le fotografie delle vittime (giovani ragazze sorridenti), in barba alla sensibilità o al dolore dei familiari. E’ diritto di cronaca, si dirà. Vero. Ma in questi casi e davanti a tragedie simili ci vorrebbe un maggiore tatto, insieme alla capacità di mettere da parte la “fregola” di cinguettare la prima fotografia che si raccatta sul web. Anche questo è essere bravi giornalisti.

APPROFONDISCI:

  • http://twitter.com/lilactree8427 Lilac tree

    non potrei essere più d’accordo. 

  • OLIVERIO GIO1

    RITENGO CHE SIA UNA PORCATA ENTRARE COSI’ NELL’INTIMO DI CHI NON C’E’ PIU’.
    PER QUANTO RIGUARDA L’ATTENTATO, RITENGO CHE NON SI TRATTI NE DI MAFIA NE DI TERRORISMO , O SI TRATTA DI UN “ERRORE” FATTO DA QUALCHE STUDENTE ZELANTE DELLO STESSO ISTITUTO, O PIU’ PLAUSIBILE SI TRATTA DI UNA STRAGE DI STATO VOLTA A DISTRARRE L’OPINIONE PUBBLICA. QUESTA MMIA TEORIA POTREBBE ESSERE FACILMENTE CONFUTATA SE LE INDAGGINI INVECE CHE ESSERE SVOLTE DA AGENTI DI POLIZIA “NORMALI” VENISSERO AFFIDATE A SERVIZI SPECIALI O ADDIRITTURA SEGRETI.