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Diritto di critica | April 7, 2020

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Ruotolo mette alla gogna il falso killer di Brindisi e il web lo distrugge

Ruotolo mette alla gogna il falso killer di Brindisi ma il web non perdona

Galeotto fu il tweet e chi lo scrisse. Eppure lo insegnano nelle scuole di giornalismo. Rispettare la privacy delle persone. Insegnano anche che un sospettato non è indagato né tantomeno colpevole. Ma a volte i giornalisti dimenticano le poche basilari regole deontologiche. Da rispettare anche sul web.

La deontologia sotto i piedi. In Questura a Brindisi c’era un sospettato per la bomba nella scuola. Si chiama Claudio Strada. Colpevole di nulla, si scoprirà dopo poche ore. Ma il giornalista 2.0 non poteva evitare di twittare. Cosa? Il nome del sospettato: “Il cognome sarebbe Strada. Il sospettato si chiamerebbe Claudio. Il fratello che sarebbe in questura M.”, scrive Sandro Ruotolo, giornalista di lungo corso e braccio destro di Michele Santoro, mentre il sig. Strada veniva interrogato dagli inquirenti. Perché citare il nome di questa persona? Forse per far vedere al mondo che in fondo a quasi 60 anni, si è ancora capaci di fare i cronisti. Ma la privacy e l’incolumità delle persone? Quella non conta.

“Il Derrick dei morti di fame”. Il segugio Ruotolo non molla la sua preda e continua a twittare: “Quartiere popolare. Lui mano offesa. Vive con il fratello e una signora. All’ultimo piano di un palazzo. Edilizia popolare”. E qualcuno gli fa notare che forse forse ora sta un po’ esagerando e che si rischia un linciaggio, non solo mediatico. Ma il baffuto giornalista non molla: “Abita qui il sospettato della strage di Brindisi”, e pubblica la foto della palazzina. “Ho fatto vedere il volto scoperto dell’uomo che aziona il telecomando ad un suo vicino di casa che era titubante: si può essere lui”. Poi arriva il rilascio dei due sospettati e Ruotolo scrive freddo: “Prima l’ex militare ora l’uomo con la mano offesa. Dopo i riscontri, i sospetti tornano liberi. Non ci sono indagati per ora”. La parola “scusatemi” non la conosce. Solo il giorno successivo, dopo essere stato subissato da critiche su Twitter (qualcuno lo dfinisce “il Derrick dei morti di fame”), scrive: “Accolgo i vostri rilievi ma tutti sapevano. La mia intenzione era di raccontare i fatti. Mi dispiace di aver ferito sensibilità”. Chissà se avrà chiesto scusa anche al sig. Strada.

Twitter: @PaoloRibichini

Comments

  1. Marco B.

    alla sua età Ruotolo farebbe MEGLIO a sfankularlo SAN TORO quando lo manda a fare l’inviato impossibile .. Ruotolo .. riposati che oramai ne hai già del vissuto .. prenditi una PAUSA da SAN TORO .. e così la Giulia Innocenzi ..

  2. Parte il Metodo Ruotolo. Rutolo, figura indegna d giornalista, ha la fortuna d essere schierato e ciò gli garantirà l’impunità!!

  3. Giannib5

    Be’ se Ruotolo ha sbagliato, non si può dire che chi continua a diffondere quel nome , come l’articolo qui presente,  stia facendo del buon giornalismo..

    • PaoloRibichini

      Diffondere il nome di un innocente proprio a scanso di equivoci e di fronte alla sua oramai non voluta notorietà, non ha nulla a che vedere con quello che ha fatto Ruotolo. Anzi, ricordare a tutti che quel signore è un innocente con un alibi grosso come una casa è un favore che gli si fa, di fronte allo schifo che gli si è riversato contro

      • Momo

        Bella teoria! Così si possono portare assassini ed innocenti alla stessa gloria! Ma fai ridere. La tentazione di fare il nome di un innocente l’hai avuta anche tu. Non mi pari diverso da Ruotolo. Non si fa comunque un bel servizio a quel malcapitato recitando il suo nome ad ogni occasione. L’anonimato è l’unico favore che gli si può rendere. Buffone.

        • PaoloRibichini

          Ma quale anonimato! Il suo nome era già pubblico. Buffone sarà lei che nemmeno si firma

  4. rovi dani

    cosa sei? il cronista dei cronisti?vai cercando il pelo nel uovo perchè altrimenti non avresti un cazzo da scrivere?se fossi stato io ad essere indagato sarei stato contento di essere citato, perchè sereno di essere innocente, ne sarei uscito a testa alta, la privacy citata in questo modo assomiglia molto al termine omertà.(siamo propio il paese de “fatti i cazzi tuoi”)

    • Talsano1999

      il problema …che non riesci a capire e che c’e’ sempre qualcuno come te e come quel pazzo che ci crede,e che potrebbe fare del male a quel poveretto … ma tanto a te che te ne frega …quel che conta e’  dire io sono stato il primo a dirlo….

      • rovi dani

        ma se si è fatto intervistare un motivo ci sarà, forse per fugare ogni dubbio su di se?forse per chiarire la sua posizione in merito, forse perche appunto spiegando di non centrare evitava di eccitare i pirla che potevano dargli fastidio,non credo che lo abbiano intervistato a sua insaputa.

  5. PaoloRibichini

    Quel Ruotolo è il fratello di Sandro. Guido Ruotolo lavora alla Stampa

    • sigh

      none: il Ruotolo che gira il video è Guido, il  fratello del Sandro che invece fa l’intervista. fai attenzione al “Vai!” di Giodo e alla voce poi di Sandro

  6. Bacarozzo

    Ma perchè dare addosso a prescindere ad un giornalista che ha riportato qualcosa che è stato presentato e ripresentato miliardi di volte, che è rimbalzato su tutti i social network e su internet tutta? Questa è una goccia nel mare. 

    Piuttosto, Ruotolo ha dimostrato, una volta in più, di non avere scrupoli. 

  7. Bacarozzo

    È la sua prassi da sempre. Ricordo una puntata della storia siamo noi in  cui è stato intervistato un politico finito in galera per 15 anni anche se innocente. Indovinate che gli ha fatto il processo mediatico prima ancora che iniziasse quello giuridico. Quel qualcuno lavorava con Santoro….

  8. PaoloRibichini

    Potrebbe. E potrebbe farlo anche con altri giornali che hanno fatto il suo nome mentre era in Questura. Dovrebbe rivolgersi al Garante della Privacy, ma la cosa appare non poco complessa. Più facile invece fare un esposto all’Ordine che però sembra intervenire su queste vicende solo quando si viola la privacy di un altro iscritto, come nel caso di Dino Boffo, ex direttore di Avvenire