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Diritto di critica | October 20, 2020

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Soffiate e tradimenti, il Vaticano trema - Diritto di critica

Soffiate e tradimenti, il Vaticano trema

Tra le mura vaticane il tradimento serpeggia. Sfiduciato il presidente dello Ior, Gotti Tedeschi, le guardie svizzere arrestano il maggiordomo del Papa e lo accusano di essere una “gola profonda” con la stampa. Ma sarebbero altri, “almeno 20” i corvi che vendono i panni sporchi della Chiesa per 30 denari – tra questi anche cardinali. Proprio contro di loro, secondo alcuni, si sarebbe messa in moto la macchina vaticana; Ratzinger ha bisogno di ripulire San Pietro dalle cimici.

Ancora libero. Il Consiglio di Amministrazione dell’Istituto per le Opere Religiose ha chiesto le dimissioni del presidente Ettore Gotti Tedeschi. Le accuse sono molteplici: aver diffuso notizie riservate (“informazioni non accurate”, si legge nel memorandum del board) senza giustificato motivo. Aver accentrato poteri a lui non spettanti, non rendendo conto del proprio operato al Consiglio di Amministrazione. E aver tratto da queste informazioni vantaggio personale – elemento ancora da verificare in termini quantitativi, ma dato per “significativo” da fonti bene informate.

I sospetti sono altri. Secondo alcuni beninformati, in Vaticano ci sarebbero “almeno 20 corvi” che con costanza inviano notizie e documenti riservati alla stampa. E’ più che semplice pettegolezzo: sono colpi d’artiglieria per eliminare oppositori in Curia o influenzare la condotta papale. La gravità del fenomeno è nota a Benedetto XVI, che ha nominato una commissione d’inchiesta composta esclusivamente da cardinali: solo loro, infatti, hanno il potere di accusare e indagare su altri cardinali. Il motivo è ovvio, nel mirino ci sono delle calze viola.

Il “capro espiatorio”. Per Paolo Gabriele, il 46enne maggiordomo del Papa, invece, l’accusa è meno velata e più bruciante: furto aggravato. Le guardie svizzere l’hanno portato in cella già in stato di detenzione (in Vaticano non esiste il fermo), subito dopo la formulazione ufficiale dell’accusa. Avrebbe sottratto documenti privati di Ratzinger -dei fax, per l’esattezza, i famosi “Vatileaks” pubblicati nei mesi scorsi – per diffonderli alla stampa. Gli inquirenti cercano soprattutto il movente: “pronto a morire per il Pontefice”, lo definiscono nelle sale vaticane, un “capro espiatorio” che trascorre il tempo della cella in preghiera. Il denaro non è un movente: forse lo è l’ideologia. Sarebbe infatti un fautore della “riforma” della Chiesa, una specie di fan di Francesco D’Assisi. Altro argomento debole, se si conta la sua dedizione – lunga oltre vent’anni – alla sfarzosa corte papale, prima con Woytila e poi con Ratzinger.

Il caso Gabriele è un paravento. Le udienze contro di lui – a porte chiuse, da cui trapelerà ciò che vuole il Vaticano – porteranno ad un’assoluzione silenziosa entro novembre. Intanto la commissione di Benedetto XVI avrà tempo e modo per smascherare le altre “gole profonde” ed epurarle. Oltretevere è partito il repulisti di Ratzinger, quel “rinnovamento che il Pontefice, già da cardinale, tentò sul capitolo pedofilia – trovando il muro di gomma di Giovanni Paolo II. Ora il papa tedesco cerca di chiudere i conti sulle soffiate e sui ladri, che siano in porpora cardinalizia o in doppiopetto di banchiere.

Comments

  1. Eliminiamo il Vaticano! i corvi sono senza dubbio animali più nobili dei tanti maiali dai cui è popolato.

  2. maurizione

    buonasera
    vorrei sapere il nome dell’autore dell’articolo sull’arresto del maggiordomo papale Paolo Gabriele…..
    credo che i giornalisti debbano essere una categoria da difendere allo strenuo,se,le notizie che pubblicano sono fondate su certezze……il talentuoso giornalista di cui chiedo il nome dove trae le sue notizie?
    l’arresto del suddetto maggiordomo è avvenuto per mezzo della Gendarmeria Vaticana che ha i compiti di polizia giudiziaria, cosa che del tutto manca alla guardia svizzera,i compiti di quest’ultima sono di presidio all’ingresso dello stato e presidio al palazzo apostolico.Punto
    informatevi beoni!

  3. ladroni che hanno come unico dio l’ euro e l’ oro , ma lo rubano agli altri 

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