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Diritto di critica | July 6, 2020

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Brokers attaccano Madrid, spread alle stelle - Diritto di critica

Brokers attaccano Madrid, spread alle stelle

Le Borse assaltano la Spagna. Un articolo – smentito – del Financial Times ha fatto esplodere la sfiducia verso Madrid, spingendo gli investitori a vendere titoli di stato iberici in gran fretta. A fine giornata, lo spread è schizzato a 539 punti, proprio come il nostro negli ultimi giorni dell’era Berlusconi. Il tasso d’interesse è ad un soffio dal 7%, considerato il punto di non ritorno. Perché far saltare ora la Spagna dopo mesi passati a piangere – e speculare – sulla Grecia?

Aeroporti fantasma. La Spagna arranca ormai da un decennio. La bolla immobiliare è esplosa nel 2008, dopo anni di crescita incontrollabile: il mix di denaro a basso costo, sgravi fiscali sulle case e boom edilizio avevano spinto le famiglie spagnole ad indebitarsi pesantemente per comprare prima e seconda casa. L’affare crollò come un castello di carte sotto la crisi finanziaria di Lehman Brothers, svelando l’insostenibile leggerezza di Madrid. Banche e famiglie spagnole erano piene di debiti, la crescita economica era già allora rallentata e le prospettive grame. La migliore immagine della crisi iberica la dà un rapporto Ue: dal 1990 sono stati costruiti 48 aeroporti commerciali per sostenere un frenetico traffico di merci e persone. Solo 11 sono stati ultimati e funzionano.

Al posto della Grecia. L’assalto alla Spagna non è casuale. Negli ultimi giorni la Grecia ha perso fascino per gli speculatori, perché è ormai evidente che gli elleni accetteranno l’austerity: le dichiarazioni dei leader politici e le intenzioni di voto vanno tutte in quella direzione. Se quindi Atene si stabilizza – relativamente – i brokers devono puntare su una nuova scommessa, altrettanto ghiotta e dirompente.

Ecco allora che il Financial Times spara la notizia: la Bce rifiuta il piano di “salvataggio” della prima banca spagnola, il colosso Bankia (330 miliardi di euro di attivo, oltre 490 miliardi di giro d’affari). La notizia è stata smentita dalla banca, dal premier spagnolo e da Olli Rehn, il vicepresidente della Commissione Europea. Soprattutto, Rajoy ha assicurato che Bankia verrà rifinanziata dal fondo salva-banche iberico, il Frob, senza chiedere denaro alla Bce: da Francoforte, intanto, si pensa a rendere più flessibile e dinamico il fondo salva-stati Esm, consentendo di intervenire a sostegno delle banche.

Le notizie – credibili o meno – sono sempre terreno fertile per la speculazione. Per un po’ i riflettori hanno abbandonato la Grecia e puntano su Madrid: dopo averla dimenticata, ci sembra improvvisamente ad un passo dal baratro. Apriamo gli occhi. L’economia europea è quella reale, non quella delle borse: sono gli aeroporti che non hanno merci l’indicatore più importante, non lo spread.