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Diritto di critica | October 27, 2020

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Imboscata media-pm, Buffon si sente accerchiato e Agnelli dà un colpo al cerchio e uno alla botte

Imboscata media-pm, Buffon si sente accerchiato e Agnelli dà un colpo al cerchio e uno alla botte

Colpisce la tempestività con la quale è stato diffusa l’informativa della Polizia Tributaria datata 13 giugno 2011 su una presunta movimentazione di denaro da un conto bancario di Buffon (che non risulta indagato) a quello del titolare di una tabaccheria di Parma, abilitata alle scommesse sportive. Ovvero, il giorno dopo la conferenza stampa del portiere della nazionale, nella quale si faceva riferimento alla fuga di notizie su eventuali procedimenti a carico di alcuni giocatori della nazionale o di  allenatori e dirigenti del calcio italiano.

Allegata all’informativa della Polizia Tributaria c’era anche una lettera inviata alla procura di Cremona, datata 29 dicembre 2011, nella quale il pm di Torino Cesare Parodi chiedeva ai colleghi magistrati di inviargli le notizie relative a Buffon “per appurare la tesi che lo avrebbe visto affidare ingenti somme di denaro (totale circa 1,5 milioni di euro) a soggetti terzi per alcune scommesse sportive”. Circa 14 assegni bancari (del valore compreso tra 50 e 200mila euro) emessi nel periodo gennaio 2010-settembre 2010 a favore di Massimo Alfieri, titolare di una tabaccheria a Parma (dove il capitano della nazionale iniziò la carriera da professionista), abilitata, tra l’altro, alle scommesse sportive. Anche nel 2006 era stato aperto un fascicolo a carico di Buffon per associazione a delinquere finalizzata a frode sportiva ma, alla fine degli accertamenti, la sua posizione era stata archiviata perché gli inquirenti della procura di Parma non ebbero modo di ricostruire con esattezza i movimenti di denaro legati ad alcune scommesse effettuate, prevalentemente, all’estero.

Dal tono di sfida, avuto da Buffon due giorni fa in conferenza stampa, si evince come il capitano della nazionale abbia il ‘dente avvelenato’ contro alcuni pm che a suo modo “spettacolarizzarebbero” la giustizia, trovando nella stampa un terreno fertile per diffondere notizie durante la fase delle indagini. Certo è che alla vigilia di ogni importante manifestazione sportiva, il calcio italiano non dà una bella immagine di sé. Da rivedere, inoltre, anche la figura del capitano della spedizione azzurra nelle ultime competizioni sportive. Nel 2006, prima del trionfo a Berlino, fu Cannavaro a trascinarsi le ombre di un comportamento poco limpido in materia di assunzione di sostanze che facilitavano il recupero fisico (il “Neoton”, un cardiotonico considerato non dopante, fu assunto dal giocatore alla vigilia di un importante finale di Coppa Uefa nel 1999). Ora, su Buffon aleggia lo spettro del calcioscommesse, anche se il presidente della Juventus Andrea Agnelli si affretta ad allontanare sospetti e illazioni: “Gigi – ha detto il patron bianconero alla Stampa –, è un atleta assolutamente leale e non ha bisogno di arrivare a situazioni di scommesse per far quadrare nulla. Buffon non è indagato e il fatto, che sia uscita un’informativa del 2011 che lo riguarda, è singolare, così come è singolare che venga pubblicata la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati di Bonucci, da parte di Cremona, trasmessa dalla procura di Bari”.

Proprio il difensore juventino fa parte della lista dei 23 azzurri che parteciperanno ai prossimi Campionati europei in Ucraina e Polonia. Prandelli ha giustificato la disparità di trattamento, tra Bonucci e il non convocato Criscito, facendo riferimento al fatto che il primo avrebbe già chiarito la sua posizione davanti ai pm. Chissà che non arrivi una chiamata dalla procura di Cremona, mentre l’Italia è impegnata nel girone di qualificazione. A quel punto, Prandelli si ritroverebbe con un difensore e un giocatore in meno, ma questo è un rischio già preventivato da parte del tecnico della nazionale. Intanto, la macchina della giustizia sportiva sembra aver avviato i suoi congegni, seppur un po’ inceppati. Colpa del patteggiamento, forse, che ha diminuito alcune squalifiche, rispetto alle previsioni iniziali. A Cristiano Doni, il “Colpevole” per eccellenza, individuato come il capro espiatorio di un malvezzo condiviso, sono stati inflitti 2 anni di squalifica (da sommare ai 3 e 6 mesi di stop del primo processo sportivo che portò all’Atalanta una penalizzazione di 6 punti nello scorso campionato). Gli orobici dovranno pagare, inoltre, un’ammenda di 25mila euro e scontare, nuovamente, due punti di penalizzazione in classifica. La Commissione Disciplinare ha accolto le istanze di patteggiamento proposte da 15 giocatori e dell’ex tecnico Gianfranco Parlato (con squalifiche tra i 20 e i 2 mesi). Per le società, penalizzazioni che vanno dai 6 punti di penalizzazione (da scontare il prossimo campionato) del Grosseto in serie B all’ammenda di 15 mila euro per il Livorno.
Come dire, per ora, “la montagna ha partorito il topolino”.

Comments

  1. Charro_003

    che schifo e cosi che si vuole fare pulizia nel calcio?non c’è più dignità neanche da parte degli organi di competenza che dovevano giudicare questi truffandini e dare una pena esemplare,ma vi rendete conto che hanno truffato tutti quei poveri cristi che magari cercavano nella vincita di una schedina l’illusione di sistemarsi un pò economicamente,e inutile più soldi avete e più ne volete non vi bastano mai siete come i pilitici siete dei BASTARDI

  2. antiinvidia

    uno dei suoi soldi fà ciò che gli pare,nn sono juventino e odio il calcio ma ha ragione buffon,soldi suoi,politici,sportivi e magistatura,lotta di caste,ma i più onesti nn mi sembrano quelli che dovrebero far rispettare la legge e naenche un comico di seria c reietto dalla tv come grillo che si permette di parlare e dire cazzate