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Diritto di critica | July 15, 2020

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La ‘‘Partita della morte’’, il film sui collaborazionisti nazisti che imbarazza l’Ucraina di Euro 2012 - Diritto di critica

La ‘‘Partita della morte’’, il film sui collaborazionisti nazisti che imbarazza l’Ucraina di Euro 2012

Ufficiali nazisti che sfilano lungo il viale principale di Kiev tra la folla acclamante e assaggiano pane e sale, piatto tipico ucraino preparato dalle donne vestite in abito tradizionale. E’ solo una delle scene del film che ha suscitato irritazione tra i vertici governativi di uno dei paesi che ospiterà i prossimi Europei di calcio. “Match”, pellicola realizzata in Russia e distribuita all’inizio di questo mese in Ucraina, racconta la storica “Partita della morte” giocata a Kiev il 9 agosto del 1942 tra la squadra ucraina dello ‘Start’ e quella tedesca del ‘Flakelf’. Sullo sfondo, l’occupazione nazista di quella che, allora, era la Repubblica Socialista Sovietica Ucraina.

La sfida terminò 5-3 in favore dei giocatori ucraini e questo risultato decretò la loro condanna a morte (da questa partita ha tratto ispirazione la pellicola “Fuga per la vittoria” di John Huston del 1981). Solo due calciatori di quella squadra imbattibile riuscirono a salvarsi, gli altri furono dapprima picchiati o torturati e poi mandati nei lager. Il film, che ha ricevuto la gran parte dei finanziamenti dalla Russia, rispetta una trama tipica delle pellicole di guerra, ma ciò che lo contraddistingue rispetto agli altri è la disposizione dei protagonisti ucraini, apertamente filo-nazista e collaborazionista. Il sindaco di Kiev, per esempio, è rappresentato come un ‘fantoccio’ del regime nazista. I poliziotti ucraini, che aiutarono i nazisti nel massacro di Babij Jar (fossato nei pressi di Kiev), dove furono trucidati circa 33mila civili ebrei e circa 90mila tra ucraini, zingari e comunisti, sono rappresentati come cinici e corrotti.

La critica ucraina si è scagliata contro quello che appare un tentativo di umiliare il paese, governato per lunghi decenni da Mosca e ora più vicino all’Europa. Fin dal crollo dell’Unione Sovietica nel 1991, la Russia ha lottato duramente per mantenere sull’Ucraina la sua sfera d’influenza. Inizialmente, il governo ucraino voleva proibire la proiezione del film, per timore che potesse fomentare tensioni etniche nel paese, anche in vista dei Campionati europei di calcio alle porte (inizio 8 giugno). Alla fine si è scelto di trasmetterlo e, durante l’anteprima del 26 aprile scorso, ci sono stati alcuni attivisti del partito nazionalista Svoboda” che hanno manifestato il proprio dissenso con slogan del tipo “Fuori gli occupanti moscoviti” e “Vergogna, un film ucraino-fobico”. Gli storici concordano sul fatto che è improprio e sbagliato, come si evince dalla pellicola, definire tutti gli ucraini collaborazionisti.

“Si vede che il film è stato girato dal punto di vista ufficiale russo – spiega la giornalista ucraina Oksana Faryna al Post Kiev –. L’idea è far apparire tutti gli ucraini cattivi e collaborazionisti. La propaganda russa ci vorrebbe far apparire come una nazione che non ha una storia senza il ‘fratello maggiore rappresentato dalla Russia. E anche sulla storica “Partita della morte” le versioni sono contrastanti: secondo quella russa, i giocatori ucraini sarebbero stati avvertiti da tedeschi circa il loro destino se non avessero accettato di perdere. La storia è diventata leggenda in Unione Sovietica, sinonimo di lealtà patriottica e resistenza. Ma gli storici ucraini non la pensano così. Alcuni sostengono che i giocatori siano stati uccisi, semplicemente, nei panifici dove lavoravano senza che vi sia stata una fantomatica Partita della morte, dal sapore epico.

I produttori del film hanno escluso categoricamente che il fine dell’opera fosse propagandistico: E’ un dramma storico-patriottico – hanno detto durante la cerimonia di presentazione –. E’ un film sul calcio, sull’amore, su come fosse stato difficile sopravvivere in quel particolare momento storico”. Nessun film, a livello locale, è stato realizzato sulla storica partita di calcio durante la Seconda Guerra Mondiale. “Non abbiamo una nostra industria cinematografica – è il grido d’allarme lanciato dalla giornalista Faryna sulle colonne del Post Kiev –. Qualora un regista ucraino riuscisse a produrre film, storie alternative e con sfumature diverse, rispetto alla versione moscovita, si potrebbe parlare di reale autonomia, anche culturale, dalla Russia”.