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Diritto di critica | October 15, 2019

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Lavorare gratis, o non lavorare?

Lavorare gratis, o non lavorare?

Lavorare gratuitamente o non lavorare. Un dilemma che divora milioni di giovani italiani alle prese con un’infinità di annunci che offrono nient’altro che posti di lavoro senza stipendio. Ma un lavoro senza retribuzione che lavoro è?

Il lavoro e il volontariato. Fino a qualche anno fa, quando si lavorava gratuitamente si parlava di volontariato. Oggi però quella che era un’eccezione è diventata la regola. Senza alcuna vergogna, le aziende e le istituzioni cercano ogni giorno persone che lavorino per loro gratuitamente. In un momento di grave crisi occupazionale e con la paura di invecchiare lasciando il curriculum troppo scarno e privo di quell’esperienza lavorativa tanto richiesta, molti ragazzi sono disposti a scendere anche a questo compromesso. Disoccupazione, stage gratuiti e contratti atipici che prevedono miseri stipendi. Il risultato è che 480 mila famiglie sono costrette a mantenere i proprio figli, molti dei quali a 30 anni ancora non sanno come andar via da casa.

A non pagare sono sempre i più ricchi. Se nessuno fosse più disposto a lavorare gratuitamente forse i datori di lavoro smetterebbero di approfittarsene e inizierebbero a pagare, perché i soldi li hanno. Tra le 10 persone più ricche d’Italia ci sono alcuni imprenditori che nelle loro aziende prevedono stage della durata di 6 mesi rigorosamente gratuiti. Alcune grandi banche italiane prevedono un misero rimborso spese. I ministeri e i comuni pagano i propri dipendenti (alcuni dei quali assenteisti, come ha recentemente messo in luce Striscia la Notizia) stipendi decisamente soddisfacenti ma per tutti gli altri i soldi sono pochi o inesistenti. Ci sono poi, tutti quei contratti a progetto che prevedono una retribuzione mensile di 500-700 euro e tutti coloro che assumono promettendo un futuro stipendio non appena il progetto decollerà.

Quale alternativa? Purtroppo, le persone non riescono a sopravvivere solo di aria. Ma sembra che molti imprenditori non siano in grado di rendersene conto. Oggi, i giovani che hanno la fortuna di avere una famiglia che li può mantenere senza problemi, vanno avanti. Tutti gli altri rimangono indietro. Ma qual è l’alternativa a questo stato di cose? Non lavorare. Non avere più neanche la speranza di farsi notare, conoscere qualcuno o fare un’ulteriore esperienza di lavoro da aggiungere al CV per non lasciarlo tristemente e drammaticamente fermo a quei titoli accademici faticosamente ottenuti e a quel primo stage gratuito o praticantato che era stato messo in conto.

In Italia i giovani sono maltrattati e sottovalutati. Non se ne riesce a cogliere il valore e l’importanza. Eppure sono il motore del paese. Sono le persone maggiormente disposte a spendere. Sono la chiave per rilanciare l’economia. Se gli si tolgono gli stimoli e le ambizioni per continuare a tutelare i più anziani, quella classe dirigente responsabile di questa situazione allora l’Italia non riuscirà mai a darsi una seconda possibilità per tornare ad emergere.

Comments

  1. Solo i giovani????Venite a Rimini e vedrete che non sono solo i giovani a lavorare gratis o quasi!!!!!!!

  2. raybec12121212121

    come dire….ma le ricchezze prodotte dal lavoro di chi lo fa gratis dove vanno ad accumularsi? quanto dovrà continuare questa storia? i soldi vanno redistribuiti. Finché andrà avanti così si va allo sfacelo e mi auguro sia il prima possibile, così un paio di teste cadranno letteralmente parlando

  3. raybec12121212121

    come dire….ma le ricchezze prodotte dal lavoro di chi lo fa gratis dove vanno ad accumularsi? quanto dovrà continuare questa storia? i soldi vanno redistribuiti. Finché andrà avanti così si va allo sfacelo e mi auguro sia il prima possibile, così un paio di teste cadranno letteralmente parlando

  4. raybec12121212121

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  6. raybec12121212121

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