Grillo spacca il Fatto Quotidiano. Telese fonda un nuovo giornale
All'origine delle dimissioni, contrasti con Marco Travaglio, accusato di aver appiattito il giornale sul MoVimento
Scritto da Paolo Ribichini il 7 giugno 2012 in Politica
Questa volta non è realmente colpa di Beppe Grillo. Tuttavia, l’ascesa politica del MoVimento ha messo in crisi non solo i partiti, ma anche i giornali. È il caso del Fatto Quotidiano che, immediatamente dopo la vittoria di Pizzarotti a Parma, è entrato seriamente in crisi al suo interno. Così, Luca Telese, uno dei fondatori della testata, lascia il giornale, portandosi via sette componenti della redazione.
Telese vs. Travaglio. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è il titolo pubblicato dal Fatto all’indomani della vittoria grillina nella città emiliana: “Parmacotti”. Un titolo che a Telese non è proprio andato giù. Già da qualche tempo non apprezzava l’atteggiamento “grillino” del giornale. In realtà, Telese individua rapidamente il colpevole: si chiama Marco Travaglio, il tele-tribuno di Anno Zero/Servizio Pubblico, nonché da poco più di un anno e mezzo vice-direttore del Fatto.
Un Fatto grillino. “Quando Berlusconi è caduto ci siamo chiesti: ora cosa dobbiamo cambiare? Travaglio ha risposto ‘nulla’, io ‘tutto’”, spiega Telese al Corriere. “Non puoi solo demolire, è il momento di costruire”. Telese fa capire che all’interno della redazione ci sono sempre state due fazioni (li definisce “croati e bosniaci”). Una di queste, ad un certo punto “ha preso il potere”. Così, spiega Telese, “dopo il primo turno Beppe Grillo è diventato Gesù e Casaleggio un guru”. Così non c’era spazio nemmeno per un intervista a Tavolazzi, l’ex grillino cacciato dal MoVimento dopo aver chiesto maggiore democraticità interna. “Erano due culture diverse che sarebbero potute convivere, ma con Marco (ndr: Travaglio) non si parla”. E con Padellaro?
In arrivo un nuovo giornale. Insomma, Telese lascia il Fatto ma non rinuncia alla carta stampata. Così, insieme ad alcuni ex colleghi del giornale di Travaglio e ad altri provenienti dall’Unità, fonderà un nuovo giornale dal nome poco originale: “Pubblico”. Costerà 1,50 euro e sarà in edicola il 18 settembre (20 pagine in tutto). Francesca Fornario e Tommaso Labate le punte di diamante, mentre collaboreranno anche Ritanna Armeni, Carlo Freccero, Corrado Formigli e Mario Adinolfi. Auguri.
Twitter: @PaoloRibichini
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