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Diritto di critica | August 15, 2020

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Al via Euro2012 tra polemiche e la paura di un grosso flop

Al via Euro2012 tra polemiche e la paura di un grosso flop

Iniziano oggi i campionati europei di calcio. Ad ospitare la manifestazione saranno due paesi “di confine”, Polonia e Ucraina. Ma non sarà solo “l’europeo del pallone”, ma una manifestazione ricca di significati e uno spunto di riflessione su una realtà a cavallo del confine orientale della Ue.

L’ombra della Timoshenko sulla festa. Gli occhi sono tutti puntati sull’Ucraina. Il gigante dell’est che impensierisce la Ue. Da lì passano gran parte delle forniture energetiche dell’Europa settentrionale. Il gas in primo luogo. E lì si gioca una delle sfide geopolitiche più importanti, un rimasuglio della guerra fredda, uno stato cuscinetto in bilico tra Russia e Unione europea. Non è bastata la “rivoluzione arancione” a far voltare lo sguardo dell’Ucraina verso occidente. Non è bastato per dare nuovo impulso al processo di democratizzazione. La vecchia padrona Russia è lì, sempre lì che preme lungo i confini. Così oggi a farne le spese è l’ex premier Timoshenko, rinchiusa in prigione. Per questo molti capi di stato e di governo europei stanno in questi giorni annunciando la loro assenza dalla terra ucraina. Una protesta, tuttavia, molto, forse troppo silenziosa, al di là di qualche sporadico appello al boicottaggio rivolto ai tifosi da parte di qualche giocatore britannico. Allora oggi alla cerimonia di apertura le sedie riservate ai leader dei vari paesi potrebbero rimanere vuote, ma niente di più.

Partite e mazzette. Ma ad offuscare una manifestazione di sport e divertimento, oltre alla vicenda della Timoshenko, sono i sospetti che Ucraina e Polonia si siano aggiudicate Euro2012 attraverso una mazzetta di ben 9 milioni di euro con la quale sarebbero stati pagati quattro o cinque dei 12 giurati dell’Esecutivo della Uefa, durante la selezione del paese ospitante. Era il 2007 ed in lizza c’era la favoritissima Italia. Così, la Figc tornò a casa a mani vuote. Qualcun altro con le tasche piene. La seconda beffa per l’Italia (che giocherà la sua prima partita domenica 10 giugno) dopo la “partita truffa” contro la Corea nel 2002, dieci anni fa. Chissà che anche quest’anno ci sarà un nuovo Byron Moreno a favorire le squadre di casa.

La Polonia dimenticata. Si gioca anche al di qua del confine europeo, anche se in pochi se lo ricordano. Il governo di Varsavia vuole sfruttare l’evento per far conoscere la nuova Polonia, moderna, pulita, funzionale. Via il grigio di Solidarnosc e delle manifestazioni operaie. E soprattutto via la deriva catto-populista dei gemelli Kaczynski. Insomma, la Polonia si appresta a vincere la sua partita, quella di entrare a pieno titolo tra i paesi industrializzati. E poco importa se la nazionale di calcio uscirà al primo turno. Lì il calcio non è tutto, ma solo un’opportunità.

Twitter: @PaoloRibichini