Adesso la Fornero rischia il posto
di Virgilio Bartolucci
Adesso Elsa Fornero è davvero rimasta sola. Nel governo è considerata terribilmente scomoda. In primis da Mario Monti, ma in generale da tutti i ministri che in futuro mirano a restare in politica ed a cui quel suo fare la “maestrina”, la piemontese dura che tratta gli interlocutori come scolaretti un pó discoli, proprio non va giù. Ma se questa è la situazione nel governo, in compenso, fuori dall’esecutivo, la Fornero ha ormai tutti contro. Partiti, sindacati, importanti apparati dello Stato e, ovviamente, la società civile, alla testa della quale figurano i lavoratori esodati.
Il governo si è mosso per 65 mila di essi, ma – secondo l’Inps – ne rimangono esclusi 390 mila, una cifra abnorme. Persone lasciate senza reddito, né pensione. La mancanza di chiarezza sul numero effettivo degli esodati ha prodotto un balletto di cifre polemiche e recriminazioni durato mesi e infine sciolto dall’Ansa. Un rimpallare di so e non so, che, oltre a rappresentare un grave errore tecnico, segna un autogol politico di proporzioni clamorose.
Lunedì scorso, l’Ansa ha diffuso la relazione dell’Inps. Un bilancio completo dei lavoratori che nei prossimi anni rischiano di divenire degli esodati. Si tratta di coloro che non avendo la copertura assicurata dal Salva Italia e dal Milleproroghe – grazie a cui i 65 mila esodati sono potuti andare in pensione con le vecchie regole, quelle in vigore precedentemente alla riforma pensionistica varata dal governo Monti – rischiano di finire nel limbo. Quella situazione paradossale per cui lasci il lavoro, ma, contemporaneamente, non ricevi la pensione perché le regole sono cambiate in corsa.
Le cifre reali, rilanciate dall’Ansa, hanno provocato un terremoto e portato il ministro Fornero a convocare in tarda serata sia il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, che il direttore generale, Mauro Nori. È sua la firma alla relazione di cui è venuta in possesso l’agenzia di stampa e che indica in 390 mila e duecento persone il totale potenziale degli esodati nei prossimi anni. Un numero sempre negato dal ministero.
Che la cifra fosse maggiore di 65 mila unità, per la verità, la Fornero l’aveva ammesso. Il provvedimento sui lavoratori salvati, aveva detto, “non esaurisce la platea di persone interessate alla salvaguardia…”, e non esaurisce “l’impegno per questi altri lavoratori a trovare soluzioni eque e finanziariamente sostenibili”. Di contro, però, in tutto questo tempo, la Fornero non ha mai rivelato quale fosse il numero esatto degli esodati.
Ed è soprattutto questo che le si imputa, aver voluto avere ragione comunque, a tutti i costi. E da questo punto di vista, a nulla è valsa la parziale retromarcia dei vertici Inps, che hanno tentato di ridimensionare la discrepanza con il ministero, affermando di non avere mai diffuso “stime diverse e ulteriori rispetto al tema dei salvaguardati”. In sostanza, quello che l’Ansa ha mostrato – secondo Fornero e Inps – è un calcolo inesatto, in quanto non si tiene conto dell’arco temporale a cui fa riferimento.
È chiaro, però, come tutte le spiegazioni cadano come birilli di fronte a quella che appare come un’inaccettabile sottovalutazione di un dramma sociale. Portata avanti per lungo tempo e sempre negando quella cifra prossima ai 400 mila, divenuta solo ora effettivamente reale. Logico che, adesso, chi sente di essere stato dall’inizio dalla parte della ragione avverta un che di farsesco in tutta la vicenda, una presa in giro smascherata dai numeri. Dal canto suo, la Fornero non ci sta a fare da bersaglio e parla di “ un atto irresponsabile, fatto per danneggiare il governo”. Secondo la ministra, il “testo è parziale e non spiegato. Dare numeri così è improprio e deresponsabilizzante”. Il ministro attacca, “nel settore privato le strutture responsabili della diffusione di un documento come quello dell’Inps sugli esodati di ieri sarebbero sfiduciate”. Non usa mezzi termini, arrivando a ipotizzare le dimissioni dei vertici dell’Inps, “se fossimo in un settore privato questo sarebbe un motivo per riconsiderare i vertici. Siamo in un settore pubblico, ci sono le leggi e c’è il parlamento e tutte queste procedure vanno rispettate», ha aggiunto, quasi con una punta di dispiacere, la Fornero. Chiarissimo il rimando ad Antonio Mastrapasqua, il manager di Stato più pagato d’Italia, anche grazie alle numerosissime poltrone su cui siede. Su di lui, però, fanno quadrato le forze politiche, in particolare quelle che tengono in vita il governo.
A difesa dell’Inps intervengono in tanti a cominciare da Renato Brunetta, “evidentemente il governo è vicino ad una crisi di nervi. Invece di affrontare il tema degli esodati, se la prende con l’Inps e con il suo bravo presidente Antonio Mastrapasqua perché sono stati pubblicati numeri non coerenti con quelli forniti dal ministro”. Stessa linea per Rosy Bindi, ”Fornero è il ministro vigilante sull’Inps e il suo compito è fornire i numeri esatti non minacciare i vertici dell’istituto. Mi chiedo quale sarebbe stata la reazione se a parlare come Fornero fosse stato un ministro politico. Tanto più che da tempo le viene ripetuto che la cifra di sessantacinquemila esodati non è realistica”.
Sul ministro il fuoco è bipartisan. Secondo Lupi, del Pdl, “Fornero continua a giocare con il numero degli esodati senza rispetto per il fatto che, dietro quel numero, ci sono persone e famiglie…. È troppo facile scaricare la responsabilità sui vertici dell’Inps dimenticandosi delle proprie”. Secco Fioroni, del Pd, “invece di cimentarsi nell’indignazione per la verità, si cimenti nel lavorare a soluzioni e non pensi di utilizzare il tema esodati per cercare di creare sconvolgimenti anche all’Inps». Durissimo Di Pietro, “quella sugli esodati non può essere considerata solo l’ennesima incomprensione. Per questo l’IdV ha chiesto al ministro del Lavoro di venire a riferire in Parlamento, in ogni caso, sarebbe meglio fare a meno di un ministro dal comportamento irresponsabile e ignorante, poiché ignora come stanno realmente le cose. È lei che dà i numeri e che deve essere sfiduciata”.
Su Twitter, intanto, il segretario del Pdl, Angelino Alfano, scrive, sono “persone, non numeri! Quando si parla di esodati dobbiamo renderci conto che dietro il dramma ci sono padri e madri di famiglia”. Mentre Nichi Vendola definisce come davvero “sconcertante lo spettacolo che il governo dei tecnici sta continuando a dare al Paese”.
I partiti attaccano senza pietà quella che è stata a lungo la donna forte dell’esecutivo. Del pianto, delle pensioni, della riforma dell’articolo 18 – che ha scontentato tutti – e adesso anche degli esodati. Questione su cui la Cgil per bocca del suo segretario, Susanna Camusso, chiede lo sciopero generale. In un momento storico, politico ed economico come l’attuale, è forte per tutti il tentativo di prendere le distanze da un esecutivo sempre più in crisi politica e di consenso popolare, fiaccato dagli attacchi dei mercati e della speculazione. E in un tale clima, appena Monti potrà rimettere il naso sugli affari di casa nostra, non è nemmeno escluso che la testa della Fornero possa essere fatta rotolare in cambio di una tregua.



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