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Diritto di critica | August 24, 2019

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Bilancio, Metro B1 e Acea, i disastri di Alemanno - Diritto di critica

Bilancio, Metro B1 e Acea, i disastri di Alemanno

Alemanno ha soltanto 10 giorniper presentare e approvare il bilancio del Comune di Roma: il 1 luglio, se non si vota, la Capitale verrà commissariata. Ma tra la discussione assurda e infinita sulla Vendita di Acea e la gaffe dei tempi di percorrenza della nuovissima linea Metro B1, il Sindaco non ha tempo per fare chiarezza.

 Bilancio fantasma e decreti “salva-Alemanno”. I ritardi si pagano. Il Sindaco Alemanno sta tergiversando ormai da mesi per l’approvazione dei conti di Roma Capitale, che non sono ancora stati presentati in Campidoglio. I tempi stringono: il 30 giugno scade il termine per tutta Italia, e il sindaco di Roma sta indietro. Il rischio è che il Governo Monti, pressato dal PdL in Parlamento, approvi in extremis un decreto salva-Alemanno, per prorogare al 30 agosto l’approvazione dei bilanci. “Ci auguriamo che Monti non copra l’incapacità di Alemanno”, dicono nel Pd romano, temendo soprattutto un nuovo “inciucio” del Direttivo Bersani con il Pdl scavalcando Roma: solo un Commissario di Governo – se ben scelto – potrebbe sciogliere l’impasse e rimettere la Capitale in carreggiata. “Se Alemanno non riesce ad approvare il bilancio nei tempi previsti se ne assuma la responsabilità, una volta tanto”, concludono a sinistra.

Acea, ferita ancora aperta. Il fatto è che Alemanno è impegnato. Deve forzare la mano ad un’Assemblea capitolina in fiamme per il decreto di vendita del 21% di Acea, mentre la società civile e i movimenti per l’Acqua Bene Comune manifestano e premono ai portoni del Campidoglio. Per approvare il Bilancio di Roma Capitale, basterebbe accantonare il decreto “svendi-Acea” a dopo il 30 giugno, ma da questo orecchio Alemanno non vuol sentire. Il sindaco ha gli interessi di Caltagirone da difendere, ma anche un’assemblea da gestire: non è riuscito a far passare tutto con un colpo di mano, ed ora lotta in trincea su ordini del giorno e rinvii.

La Metro che non Passa. Al danno si aggiunge la beffa. Ieri Alemanno ha tentato il bagno di popolarità con il primo “giro ufficioso” sulla Metro B1: si è presentato ai tornanti di Conca d’Oro per toccare “con mano” la situazione della nuova linea metropolitana. Risultato paradossale. Lo stesso sindaco si è lamentato dei tempi di percorrenza abnormi: rispetto agli 8 minuti previsti dal Patto per i trasporti, “i treni passano ogni 14, 16 o 18 minuti” – parola di Gianni primo cittadino di Roma. Ne dà la colpa ai macchinisti e ad una congiura, una specie di “sciopero bianco”. Pur di non ammettere che il progetto è minato da previsioni ottimistiche, su una linea già intasata a pochi giorni dall’apertura.