Giovanni Favia e quella commissione “da abolire”. Passo falso a 5 Stelle
Il consigliere regionale dell'Emilia Romagna si era speso per la chiusura di un' ''inutile'' commissione. Oggi ne è presidente
Scritto da Paolo Ribichini il 26 giugno 2012 in Politica
“Una commissione da abolire”. Così Giovanni Favia, consigliere regionale emiliano del MoVimento 5 Stelle nel 2010 se la prendeva con la commissione Regolamento e Statuto della regione. E come dargli torto: istituita nel 2001 per riscrivere la carta fondamentale dell’Emilia Romagna, doveva rimanere in funzione per 30 mesi. I lavori, invece, durarono nove anni. Così, nel 2010 Favia chiedeva la sua abolizione. Ma i suoi colleghi di Consiglio hanno preferito prolungare la sua durata di altri cinque anni. Il motivo? “È necessario revisionare il Regolamento”.
Una commissione inutile.“Uno spreco”, protestava Favia. E aveva ragione. La commissione ha un budget di oltre 100mila euro l’anno, più spese di rappresentanza e un emolumento maggiorato per il presidente che ha a sua disposizione due dirigenti e un funzionario della Regione. Tutto questo per un lavoro complessivo, scrive l’Espresso, di 30 ore nel 2011. Troppa fatica.
Alla ricerca di un posto di peso. Nel 2010 Favia ha perduto la sua battaglia. Eppure, quando venne eletto in Regione con il MoVimento (che si aggiudicò il 7% dei consensi), il suo peso politico non era ininfluente. Forse fece l’errore di puntare troppo in alto. Infatti, prima chiese di far parte dell’ufficio di Presidenza del Consiglio regionale senza successo. Ripiegò quindi sulla commissione Bilancio. Chiese ma non ottenne la presidenza che fu data ad un esponente del Pdl. E qui viene il bello.
Il premio di consolazione. Il MoVimento, con il suo 7%, non poteva rimanere a mani vuote. Così, a Favia fu offerto un premio di consolazione: la presidenza della commissione Regolamento e Statuto, proprio quella commissione che Favia voleva abolire. Ma il grillino non se lo fece ripetere due volte e accettò. Oggi si giustifica: “accettai solo perché sono state aggiunte deleghe fondamentali”. Quali? “Democrazia partecipativa” e “strumenti di controllo”. Insomma, deleghe così fondamentali da far cambiare idea a Favia. Ora sì che quei soldi sono spesi bene. Intanto il consigliere grillino nel 2011 si è intascato ben 125.239,68 euro per i suoi servigi in Regione senza rinunciare ai benefit previsti. “Io quei soldi in tasca non me li metto. Il mio stipendio è di 2.700 euro al mese”, spiega. I restanti soldi? Finiscono, a detta di Favia, ai vari comitati del MoVimento. Insomma, le prime avvisaglie di una casta a 5 Stelle.
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