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Diritto di critica | August 13, 2020

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Spending Review, i militari consigliano: più farmaci e meno armi - Diritto di critica

Spending Review, i militari consigliano: più farmaci e meno armi

Spendere meno e spendere meglio. Sembra facile dirlo, nel governo dei Tecnici: in realtà, è un sottile equilibrio tra razionalità e macelleria sociale. Sulla sanità si alzano barricate, mentre una proposta ragionevole arriva dalle Forze Armate – unificazione delle diverse Armi e stop agli F35, per 7,4 miliardi di risparmio. Chi li ascolterà?

“La Sanità non è un bancomat”. Esordisce così Giovanni Bissoni, presidente dell’Agenzia Nazionale per i servizi sanitari regionali. Il paladino della sanità federale sa bene che la battaglia sul risparmio rischia di far cadere molte mannaie su ospedali e Asl locali. “E’ un taglio facile per il Governo, perché Roma risparmia subito, ma la faccia ce la mettono le Regioni”. Effettivamente, un tratto di penna nella Capitale può garantire all’Esecutivo un annuncio di “risparmi succosi”, tutto pagato da meno infermieri, meno farmaci, meno posti letto in corsia.

Meno Armi, più Sanità. La battaglia per la Spending Review potrebbe però risolversi facilmente, dando retta – per una volta – ai militari. Riunificare sotto un’unico comando le forze di polizia, compresa la Guardia di Finanza, consentirebbe di risparmiare 4 miliardi di euro l’anno. Lo afferma Luca Marco Comellini, segretario del Partito per la tutela dei Diritti dei Militari e Forze di Polizia. “E’ dal 2009 che i partiti ignorano ogni nostro appello di razionalizzazione delle spese: si potrebbero tagliare oltre 7,4 miliardi per lo Stato in pochi mesi, abolendo norme anacronistiche e inutili”.Vero però anche il contrario: la spesa dei farmaci, secondo Bissoni, può essere “ridotta di circa un miliardo”, a cui aggiungere altri risparmi “su beni e servizi sanitari e non, introducendo criteri severi e precisi di costi standard”. Ma sia chiaro: non si può pretendere altro dalla Sanità nazionale, dopo i 17 miliardi di tagli imposti nel 2011.

Via privilegi e Aerei. Tra queste, in particolare, “l’ausiliaria, gli avanzamenti di grado all’ultimo giorno di servizio, i richiami in servizio e i trattamenti economici superiori” destinati agli ufficiali e ai dirigenti  al compimento dei 13-15 e 23-25 anni di servizio. Ma i 472 milioni per anno risparmiati in questo modo impallidiscono, contro la proposta successiva – inaudita per dei militari: “sospendere e dimezzare la spesa di acquisto dei caccia d’attacco Jsf (i famosi F35), con un risparmio di 2,9 miliardi nel triennio 2012-2014 e 4,38 miliardi nel periodo 2015-2026″. Anche i militari dicono no ai Caccia F35.

 

Comments

  1. claudio Novello

    spero che tutti gli eserciti del mondo vengano aboliti, e credo che nel mondo ci siano armi sufficienti per distruggere questo pianeta per almeno un paio di volte. Basta con le spese in armamenti, le mie tasse non devono servire alle lobby delle armi

  2. Vulka

    Cosa che dico da molto: evitare le spese pazze ed inutili e avviare un programma medico-preventivo.
    I militari ormai lo sanno da tempo che una nazione forte è una nazione ben tenuta e con zero malati. Non serve arrivare all’hitlerismo o alla dittatura per averla, perché oggi le tecnologie sono molto avanti, ma poco sfruttate a causa di chi vuole fare la cresta sulle spese, come non serve abolire l’esercito perché non c’è solo il fattore possibile belligerante interno, e serve una salvaguardia in caso di possibili catastrofi naturali. Chi chiamano quando la situazione è veramente impossibile? I militari!!!
    Bisogna uscire dai vecchi schemi imposti ed iniziare a pensare differente o lo sviluppo non sarà così positivo e veloce. Questo vale per l’Italia come nel resto del mondo.

  3. Se lo dicono pure loro…c’è altro da aggiungere?non credo.