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Diritto di critica | August 19, 2019

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Che fine faranno i soldi degli sms per l'Emilia?

Che fine faranno i soldi degli sms per l’Emilia?

Era successo a L’Aquila, potrebbe ripetersi in Emilia. Immediatamente dopo la scossa di terremoto del 6 aprile 2009 la Protezione Civile aveva istituito un numero per raccogliere fondi attraverso gli sms. Lo stesso è avvenuto il 20 maggio. Ma questi soldi che fine fanno?

L’Aquila dimenticata. La Protezione Civile di Bertolaso optò per una gestione “particolare” dei soldi raccolti con gli sms, circa 5 milioni di euro. Nel capoluogo abruzzese quei soldi durante l’emergenza non sono mai arrivati. Ma fu stabilito di impiegarli in una fase successiva. Come? Non usandoli. quei soldi sono finiti nelle casse della Regione Abruzzo come fondo di garanzia per un progetto di microcredito. Una parte di quel denaro (poco più di 400mila euro) è stato speso per la gestione del progetto che ha una durata di 9 anni, mentre gli altri soldi sono rimasti lì.

Una garanzia per le banche. Il progetto prevede prestiti a tasso agevolato da parte di alcune banche da destinare agli aquilani. In questo modo molti cittadini e aziende aquilane hanno potuto usufruire di questi prestiti, anche se non tutti coloro che ne hanno fatto richiesta. Infatti, chi comunque non possiede più nulla è rimasto – secondo il Fatto Quotidiano – a bocca asciutta. In pratica, i più bisognosi non hanno avuto modo di beneficiare di alcun prestito.

E in Emilia? Per ora non se ne sa niente. Quei soldi giacciono nelle mani della Protezione Civile e ancora non sono stati utilizzati. Il governo sembra essere intenzionato a ripetere l’esperienza dell’Aquila, anche se Monti per ora ancora non si è espresso in merito. A parlarne solo il ministro Giarda che ha lodato il sistema di microcredito messo in piedi in Abruzzo che ha “consentito l’attivazione di linee di credito per complessivi 45 milioni di euro, a condizioni di assoluto vantaggio per le categorie sociali che hanno subito dal terremoto le più gravi conseguenze finanziarie”. Ma di tutt’altro avviso Vasco Errani, presidente della Regione Emilia-Romagna e commissario straordinario per l’emergenza terremoto. “Abbiamo costruito un programma da mettere in rete per vedere e tracciare dove vanno tutte le donazioni, sulla base di quali progetti, in quali tempi e per quali realizzazioni”, spiega Errani. “Non pensiamo affatto di dare a banche o a microcredito queste risorse”. Eppure, come ricorda Franco Gabrielli, “l’economia emiliana ripartirà anche grazie al supporto delle banche”.

Twitter: @PaoloRibichini