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Diritto di critica | February 17, 2020

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Psicodramma al Fatto quotidiano: crollano i lettori e arrivano (forse) i finanziamenti pubblici - Diritto di critica

Psicodramma al Fatto quotidiano: crollano i lettori e arrivano (forse) i finanziamenti pubblici

Al Fatto quotidiano si sente aria di crisi e finanziamenti pubblici. Le copie vendute, infatti, sono scese dalle oltre 70mila dell’epoca del governo Berlusconi alle poco più di 50mila attuali (dati aggiornati al maggio scorso). E a poco sono valse anche le sparate grilline e l’avvicinamento ai discorsi del comico genovese, tentate nei mesi scorsi dal giornale di Padellaro-Travaglio.

Lo psicodramma, però, è un altro. Secondo quanto svela Libero, infatti, il Fatto quotidiano avrebbe fatto richiesta per finanziamenti pubblici pari a 162mila euro. In barba a quanto scrive sotto la testata “non riceve alcun finanziamento pubblico”. “L’opportunità – scrive “Fosca Bincher” citando una relazione dell’ex presidente del Cda del Fatto, Giorgio Poidomani – è arrivata da una legge del governo di Silvio Berlusconi, la n. 220 del 13 dicembre 2010 (art. 1, comma 40), che riconosceva a domanda delle imprese editoriali interessate un credito di imposta del 10% sulla carta acquistata e utilizzata. In teoria un finanziamento diretto a tutti. In pratica no: perché in tempi di crisi il plafond a disposizione non basta per tutti, quindi ottiene i soldi solo chi arriva prima degli altri. Il Fatto quotidiano non ha perso tempo, ed è stato fra i primi a fare domanda, anche se in attesa della risposta non ha inserito prudentemente l’importo del finanziamento pubblico in bilancio”.

E la situazione non è rosea nemmeno sul fronte delle copie vendute: «Nei primi tre mesi del 2012», spiega la relazione di Poidomani, «le vendite in edicola sono state in media pari a 52.849 copie al giorno, con un decremento del 24% rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente». Ma un -25% è stato registrato anche nella raccolta pubblicitaria del mese di aprile, rispetto allo stesso periodo del 2011.

C’è poi tutto il capitolo dei finanziamenti dati a Santoro – senza dimenticare la vicenda degli utili trasformati in obbligazioni bancarie che hanno spaccato il cda del Fatto – per la produzione di Servizio Pubblico, un’esperienza che ha portato a un rosso di oltre 200mila euro. Con buona pace di quanti avevano versato dieci euro a testa e che adesso hanno visto il teletribuno andarsene a La7.

E sulla questione “finanziamento pubblico” di cui sopra, si attendono smentite dal Fatto. Che per ora tace.

Comments

  1. Non amo particolarmente Il Fatto, ma il fallimento dell’esperimento di un giornale svincolato dal sistema economico politico di regime non dovrebbe rallegrare nessuno. Mala tempora currunt.

    • checcho ione

      nessuno tranne chi ci ha lavorato pochi mesi e poi….ese ne è “andato”…e tranne chi scrive di cambiamenti auspicando che non cambi nulla sennò….cosa scriverebbe?!?!

  2. Metallaro

    Secondo me il Fatto Quotidiano è il miglior quotidiano italiano, o, diciamo, il meno peggio. Patiscono in parte la crisi economica che porta gli italiani a risparmiare sul giornale (è un peccato perché essere informati è importante anche per uscire dalla crisi economica. Se continuiamo a votare i soliti politici corrotti, non arriviamo da nessuna parte) e in parte il qualunquismo di una grossa porzione degli italiani. Ma spero che continuino ad andare avanti.
    Ps: sbaglia chi lega troppo il fatto quotidiano al movimento 5 stelle. Vi ricordo che il blog di Beppe Grillo non lesina critiche anche dure a questo giornale

  3. Ma l’autorevole fonte in questione sarebbe Fosca Bincher (ossia Franco Bechis)? Libero – già autore del metodo Boffo – non vi pare quantomeno poco attendibile?

  4. ErPanfi

    L’ultima spintarella che mancava per convincermi ad abbonarmi…

  5. Perchè scandalizzarsi tanto? Sono contento che IL FATTO abbia chiesto il finanziamento … lì ci sono anche i miei soldi di contribuente. E che dire dell’Avanti di LaVitola cui erano destinati milioni di Euro? Il pluralismo è questo! Allora perchè indignarsi?

  6. zantpv

    ma come si fa a fidarsi di un giornale come libero che dice cazzate del genere???

  7. Ruggero Pintus

    non e un rimborso pubblico e solo aggevolazione fiscale testa di c….

  8. Emiliano

    Ma davvero dobbiamo discutere di una notizia presa da un rotolo di carta igienica come libero?io non vi capisco..se volete attaccare tutto e tutti trovate fonti attendibili..e poi concordo pienamente con Giancarlo, non si gioisce di queste cose..comunque staremo a vedere..

  9. stefano

    Secondo me i finanziamenti e le facilitazioni vanno tolte subito a tutti.
    In Italia abbiamo troppi giornalisti, molti dei quali al guinzaglio di qualche padrone.
    Molti, molti per non dire di più.
    Se è vero che nella classifica mondiale della libertà di stampa siamo al 61° posto, non credo che la colpa sia da addossare a Babbo Natale.
    Per cui, cari signori, guadagnarsi la pagnotta come qualsiasi altra persona (stavo quasi per scrivere “qualsiasi altra mignotta”), che non siete più belli degli altri.

  10. CamilloAmsterdam

    Libero e Bechis ma quanto vi rode il culo?

  11. … il problema è a …monti: gli italiani sono particolarmente sensibili agli strumenti di distrazione di massa: basta un qualsiasi governo tecnico o un plastico di vespa che tutto passa nel dimenticatoio!

  12. blomqvist

    Sono un abbonato della prima ora, il Fatto rispetta le regole, chi vi lavora è fondamentalmente onesto, non servo, non macchinista del fango, chi da le notizie contro è invidioso di non riuscire a sopravvivere se non facesse il cane da riporto, non guadagnerebbe neanche un bicchiere d’acqua se non servisse b e se non gli leccasse il deretano…..
    Invito tutti ad abbonarsi e comprare in edicola Il Fatto Quotidiano

  13. Piercarlo Carlini

    Beh, se la fonte di questo scoop è LIBERO, possiamo stare tranqulli; potremo goderci la lettura di un giornale senza vincoli e condizionamenti ancora per molto tempo…

  14. samuel

    se lo dice libero…

  15. irsus

    Il FQ è l’unico giornale che tenta di essere autonomo e indipendente, gli altri fanno solo concorrenza sleale grazie ai finanziamenti pubblici dei contribuenti e ai poteri politici/economici. Questa news è un fake.

  16. renato luccon

    non c’è niente da dire …. siete dalla parte di testa d’asfalto … altro che diritto di critica del caxxo …. sicuramente ben pagati …. e molto aperti … ma il didietro ….

  17. gigi

    hihihi, diritto di critica ne spara sempre una più divertente dell’altra…..siete grandi, ormai vi leggo con lo pspirito allegro di quando mi posso guardare un tg4, tra amici, per fare due risate…si intende

  18. Libero sì libero…
    Io preferisco dare i miei soldi a repubblica, l’avvenire, il messaggero, il tempo, il secolo, l’avanti etc etc, loro sì che sanno come fare in-formazione al servizio del padr, ehm, del cittadino…

  19. filippo

    Anche io vado a fare l’abbonamento, è rimasto l’unico vero giornale !

  20. Friddofrisco

    domani leggeremo la replica su “un giornale”.

  21. Giovanni DE IANNI

    Quanto mi manca, IL FATTO QUOTIDIANO, che non esce in edicola il lunedi.
    Fosca Bincher non vuole propri starci. Che goduriaaaaa

  22. Libero! de chè, raccontare stupidagini per mantenersi a galla?

  23. maddechee

    ambè LIBERO! ….che fonte!

  24. e voi credete a belpietro? ahahahah

  25. Libero se le sogna 50 mila copie vendute al giorno così come ilgiornale, ma intanto i nostri soldi continuano a prenderli.

  26. GiulianoCaruso

    Tanto per essere pignoli.
    Il finanziamento pubblico, deciso a palazzo Chigi, influenza le scelte editoriali, e chi dice che così non è mente sapendo di mentire.
    Il credito di imposta, invece, è una misura generale a cui tutte le imprese editoriali possono accedere. Punto.