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Diritto di critica | October 20, 2020

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L'incognita delle elezioni libiche - Diritto di critica

L’incognita delle elezioni libiche

Prime storiche elezioni in Libia dopo più di quarant’anni di regime e secondo i sondaggi l’alleanza liberale NFA, guidata dall’ex primo ministro degli insorti, Mahmud Jibril, sarebbe in vantaggio nelle due principali città del nord, Tripoli e Bengasi. La notizia è stata confermata anche da Mohamed Sowan, leader del maggior partito islamista libico, il Justice and Construction Party, legato ai Fratelli Musulmani; sembra invece che a Misurata e nel sud del paese sia proprio il partito di Sowan in vantaggio.

Tali affermazioni sono però state smentite dal presidente dell’Alta Commissione Elettorale, Nuri al Abbarin, che ha dichiarato durante un conferenza stampa che non vi sono notizie sul vantaggio di alcun partito. Bisognerà dunque attendere mercoledì per sapere chi sarà il vincitore.

La risposta della popolazione alle prime libere elezioni post-Gheddafi è stata comunque positiva, con una partecipazione di oltre il 60% secondo la Commissione Elettorale; molte persone erano già pazientemente in fila nella prima mattinata nonostante il caldo e visibilmente emozionate di poter partecipare a un evento di tale importanza.

Il voto servirà ad eleggere un’assemblea di 200 membri che guideranno il paese in questa delicata fase di transizione: 80 posti sono riservati ai partiti mentre i restanti 120 sono aperti anche a singoli candidati, alcuni dei quali in aperta alleanza con determinati partiti.

Il mondo attende dunque di sapere se la popolazione libica seguirà le orme di quella tunisina ed egiziana, optando per un partito di stampo islamista o se sceglierà la via liberale.

Il presidente americano Barack  Obama ha espresso sostegno e fiducia nei confronti del popolo libico che con enorme sacrificio si è conquistato la libertà di poter scegliere da chi essere guidato ed ha aggiunto che molti libici oggi possono partecipare a elezioni democratiche per la prima volta nella loro vita. La Libia, infatti, non vedeva il voto dall’epoca di re Idris I, deposto con un colpo di stato da Muhammar Gheddafi nel settembre del 1969.

Comments

  1. barbara78r

    Speriamo che il popolo libico riesca ad avere una vera democrazia, con un governo liberale.