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Diritto di critica | July 8, 2020

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La Fornero vieta gli stage gratuiti, saltano i bandi al Ministero degli Esteri

La Fornero vieta gli stage gratuiti, saltano i bandi al Ministero degli Esteri

Addio stage gratuiti. E il governo blocca tutti i tirocini per non dover pagare neo-laureati in cerca di esperienza. È l’effetto di una riforma a costo zero: stop a stage gratuiti ma senza oneri per lo Stato. E se lo Stato non può spendere di più, addio ai tirocini gestiti dalla Crui, ad iniziare da quello, ambitissimo, al Ministero degli Affari esteri.

I rettori polemici. Protesta la Crui, la Conferenza dei rettori delle università italiane. “I numeri parlano chiaro. Undicimila ragazzi in 10 anni hanno portato a termine un’esperienza formativa in una delle nostre rappresentanze diplomatiche all’estero coinvolte dal programma”, spiegano i rettori. Ben “Un’esperienza importante e un indiscutibile elemento di valore da inserire nel proprio curriculum”. L’importanza di questi stage – in verità – è tutta da dimostrare. Ma certamente sono un modo per le università per dimostrare di essere vicine al mondo del lavoro.

I giovani in rivolta. Scontenti anche i giovani neo-laureati o laureandi che speravano in questa occasione ma che sono rimasti esclusi a causa della sospensione del bando. Ma il Ministero degli Affari esteri si difende: “solo a seguito della definizione delle linee-guida sarà possibile rivedere la disciplina degli stage presso il Mae”. Tradotto: “attendiamo proroghe per continuare a sfruttare giovani gratis”. Infatti, per il Mae sono ben 1.700 i ragazzi che lavorano gratuitamente anche in ambasciate all’estero, senza uno stipendio, senza un rimborso spese, senza vitto e senza alloggio. La Crui parla di “esperienza formativa”, ma gran parte di chi ha fatto questi tirocini ha dichiarato di aver trascorso il tempo a fare fotocopie, portare caffè, fare la rassegna stampa o lavori amministrativi che non richiedono particolari competenze né le valorizzano. Pura e semplice manovalanza a costo zero e senza possibilità di assunzione, visto che al Ministero si entra per concorso pubblico.

Basterebbe veramente poco. Ma la decisione di sospendere il bando, però, appare al momento immotivata, anche perché mancano ancora le linee guida che effettivamente escludano la possibilità che questi tirocini si possano svolgere gratuitamente. La decisione della Fornero sembra un pretesto per qualche alto dirigente per creare il caso, suscitando indignazione per quei giovani che sognano (pare incredibile dirlo) una sedia da stagista al Mae o in altre sedi della Pubblica amministrazione. Eppure, al Mae non avrebbero troppi problemi a reperire due, tre o quattro milioni di euro l’anno per pagare agli stagisti un minimo di rimborso. Sarebbe sufficiente spostare risorse pari allo 0,1-0,2% del budget del Ministero.

Twitter: @PaoloRibichini

Comments

  1. marika

    chi presenta l’application per i tirocini Crui lo fa con tante speranze…che poi inevitabilmente si frantumano sul muro dello sfruttamento a pagamento….dello sfruttato però! pretesto o non pretesto questa sospensione non è altro che un favore fatto a chi ancora non si è scontrato con la realtà degli stage inutili. inutili perché non solo sono onerosi per chi li fa ma perché non formano e non fungono da esperienza per una futura application. è un plusvalore virtuale che all’atto pratico serve a poco per non dire niente. questo almeno nella mia esperienza.

  2. Non sono d’accordo con Marika. Lo stage del MAE CRUI può essere un’esperienza molto importante e può aprire porte per futuri lavoro. Certamente non al MAE se non si fa il concorso! Personalmente nel 2007 sono stato poco più di 3 mesi a Lima, nell’Ambasciata d’Italia, nell’unità distaccata della UTL di cooperazione e per me è stata un’esperienza stupenda. Bisogna vedere cosa si pensa fare con questa riforma: 1) Si pagheranno gli stage? 2) o questi stage saranno merce per Master costosi o per raccomandati. Se l’opzione è la prima credo che si fa un’importante passo in avanti. Se lo scenario è il secondo, e non è uno scenario surrealista, credo che si fa un grande torto verso giovani che vogliono imparare e cominicare a conoscere il mondo del lavoro.