Le contraddizioni di Grillo che imbavagliano il Pd
A favore dei matrimoni gay ma contro la cittadinanza ai figli degli immigrati, al comico genovese manca una linea sui diritti
Scritto da Emilio Fabio Torsello il 16 luglio 2012 in Editoriale
Il Pd si divide. Discute. E come sempre va avanti a tabù. Di matrimoni gay non si parla né si discute. Al massimo si rimanda. Ma così facendo si amplia l’eco di una questione da sempre irrisolta nel partito di Bersani. E poi arriva Grillo che con una battuta fa notizia, finisce sui giornali e apre ai matrimoni gay, sbaragliando un Partito democratico che a questo punto appare impantanato e fermo su posizioni lontane dal populismo facile e sbrigativo del leader 5Stelle. Peccato che Grillo non scenda nei particolari del suo essere favorevole ai matrimoni gay. Ma non serve, l’importante è superare il Partito democratico nell’annuncio.
E Nico Stumpo, del Pd, lo fa notare, chiamando in causa un Di Pietro che velocemente si è accodato al comico genovese (il rischio era di essere a sua volta superato, nel lampo di una battuta): “Il Pd – ha detto Stumpo – ha scelto un strada seria e percorribile decidendo di regolamentare giuridicamente le coppie di fatto, a partire da quelle omosessuali. Vedo che Di Pietro e Grillo strumentalizzano il dibattito e le decisioni del Pd per lanciare i loro attacchi”. Ma un percorso di questo tipo all’elettorato importa poco, la percezione che passa, infatti, è quella di un partito in balia di figure come quella del presidente, Rosy Bindi, arroccata su posizioni ben lontane da un’apertura sui matrimoni gay (e non a caso è stata ampiamente criticata anche all’interno del Pd).
Ma la posizione di Grillo prima che populista è contraddittoria. Se da una parte, infatti, è favorevole ai matrimoni tra omosessuali, dall’altra alcuni mesi fa fece discutere una sua dichiarazione contro lo jus soli e la cittadinanza ai figli degli immigrati. “La cittadinanza a chi nasce in Italia – scriveva il comico genovese sul suo blog – anche se i genitori non ne dispongono, è senza senso. O meglio, un senso lo ha. Distrarre gli italiani dai problemi reali per trasformarli in tifosi. Da una parte i buonisti della sinistra senza se e senza ma che lasciano agli italiani gli oneri dei loro deliri. Dall’altra i leghisti e i movimenti xenofobi che crescono nei consensi per paura della ‘liberalizzazione’ delle nascite”.
Delle due l’una: o Grillo è alla vigilia di una conversione sul fronte dei diritti (di tutti), oppure il suo è puro populismo. Il Pd eviti il panico.
Twitter@emilioftorsello
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