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Diritto di critica | July 19, 2019

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Tanto vale non commemorare - Diritto di critica

Tanto vale non commemorare

Siamo il Paese delle commemorazioni. Dei decennali. Dei ventennali. Dei trentennali. Tutti (o quasi) senza verità. Almeno per quel che riguarda le grandi stragi che molti – non a caso – chiamano “di Stato”. E la definizione è quanto mai giusta poiché gli apparati non hanno direttamente ucciso, in molti casi hanno coperto, deviato, viziato le indagini. E gli strumenti sono sempre gli stessi. Da trent’anni. Segreto di Stato, falsi pentiti, il valzer delle perizie (per cui diventa valido tutto e il suo contrario), tempi biblici per celebrare i processi.

Dalla strage di via D’Amelio, a quella di Capaci, fino ad arrivare a Ustica e alle uccisioni del terrorismo, passando per vicende di cui sempre meno spesso si parla, come l’omicidio di Graziella De Palo e Italo Toni. Ognuna si commemora e per ognuna si chiede una verità che però non arriva mai.  E così anche quest’anno – a vent’anni dalle stragi di Capaci e via D’Amelio – si tornerà a ribadire la necessità di far luce sui veri mandanti, si depositeranno corone, si innalzeranno propositi al cielo. Ma nessuno potrà portare sull’altare della memoria, la verità per quei morti. E anzi, da qualche parte chi davvero conosce come sono andate le cose, tirerà un sospiro di sollievo, consapevole che il ventennale con la sua solennità è ormai alle spalle e che per tornare ad avere una simile attenzione mediatica dovranno passare almeno altri dieci anni. Di commemorazioni, di richieste, di silenzi e polemiche.

Ovviamente ci si augura che la verità emerga domani, al più tardi la settimana prossima o entro la fine dell’anno. Ma se così non fosse, allora tanto vale non commemorare. Smettere di prendersi gioco della memoria, delle lacrime e del dolore dei parenti delle vittime e scegliere di portare corone e fiori solo quando sarà stata accertata la verità. Perché le commemorazioni e le preghiere sono la miglior scusa per lasciare tutto com’è: avvengono una volta all’anno e lavano la coscienza. Almeno per un po’. Fino alla prossima celebrazione.

Comments

  1. Magistrale editoriale. Ma il valore della Memoria resta intatto. La Storia prima o poi verrà scritta. Anche quella di questa povera Patria cantata da Franco Battiato. E anche se oggi, 19 luglio, in pena estate, mente ho nel cuore, insieme a mia sorella Graziella De Palo e Italo Toni, soprattutto Paolo Borsellino, sembra che l’invocata primavera tardi davvero troppo ad arrivare…

  2. ieri decantavano sul palco di palermo il nuovo eroe Ingroia… oggi ha mollato!… e noi?