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Diritto di critica | May 26, 2020

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Mattanza siriana: 20mila morti in sedici mesi

Mattanza siriana: 20mila morti in sedici mesi

In Siria continua la mattanza. Fatti ormai quotidiani macchiati di sangue che passano quasi in sordina tra le news dei telegiornali o le pagine della cronaca estera. Questo sono diventati gli scontri e le repressioni in Siria: appuntamento giornaliero con lo sdegno per ciò che succede altrove, per una guerra che ci coinvolge ma solo per sentito dire. E così giorno dopo giorno le violenze non accennano a placarsi. Una delle ultime notizie giunge dalla città di Aleppo, nel nord del Paese, dove il regime siriano ha lanciato un’offensiva via terra e via aria contro i ribelli: offensiva che secondo un bilancio provvisorio avrebbe causato almeno cento morti. Di cui 7 ribelli, 11 militari del governo e un numero ancora impreciso di civili.

A tenere costantemente monitorati gli scontri e a fornire dati aggiornati sul numero di vittime è l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), con sede a Londra, secondo cui le truppe di Assad nell’attacco ad Aleppo avrebbero usato jet da combattimento ed elicotteri e bombardato le aree della città in mano ai ribelli. «Si tratta – ha spiegato Rami Abdul-Rahman, portavoce dell’osservatorio, all’agenzia di stampa Dpa – degli scontri più violenti da quando è iniziata la rivolta in diversi distretti della città». Aleppo infatti, benché semi abbandonata dalla popolazione civile, è la seconda città della Siria e continua ad essere uno dei punti nevralgici del Paese. Secondo l’osservatorio, i soldati lealisti sarebbero entrati ieri nella zona sud-occidentale di Aleppo fino ai quartieri di Salaheddine e al-Hamdadinyeh , dove si sono asserragliati i ribelli dell’Esl (Esercito libero siriano). «Vengono combattuti scontri violenti – ha affermato il loro comandante Abu Omar al-Halabi sempre alla Dpa – e vengono usati tutti i tipi di armi». Il timore è che questo possa concretizzarsi in un attacco massiccio contro la città e i civili che ancora vi abitano, e quindi in una strage ancora più pesante.

L’osservatorio per i diritti umani in Siria ha diffuso anche gli ultimi dati circa il numero delle vittime del conflitto che si trascina ormai da mesi: sarebbero infatti state uccise più di 20 mila persone – di cui circa 14 mila civili – in sedici mesi e mezzo di proteste pacifiche soffocate nel sangue e sfociate poi in rivolta armata e guerra civile. Secondo l’Ondus, di questi 20 mila, circa 5 mila sarebbero membru delle forze governative e 968 i disertori, ma la conta dei morti a causa degli scontri in Siria sarebbe salita in modo vertiginoso nell’ultimo mese: secondo i dati dell’Ondus, infatti, a luglio sarebbero morte finora in media 131 persone al giorno, contro le 94 al giorno di giugno. Soltanto nella giornata dello scorso giovedì , le violenze hanno causato 300 morti.

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Comments

  1. In ogni guerra chi paga sono donne bambine vecchi famiglie intere. insomma paga la maggioranza della popolazione civili e indifesi. ogni ultima guerra di un paese arabo inizia con una certezza. un dittatore da abbattere (non so se ci sia un paese democratico in quella zona) caduto il dittatore le certezze si affievoliscono ed spesso si scoprono i veri motivi che portarono alla guerra e di quei massacri.