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Diritto di critica | October 17, 2019

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Mafia a Milano, "non c'è solo l'Expo" - Diritto di critica

Mafia a Milano, “non c’è solo l’Expo”

La mafia a Milano c’è e si vede. Ma soprattutto non si occupa solo dell’Expo. Secondo quanto emerge dalla relazione del Comitato antimafia del Comune, istituito dal sindaco Pisapia, infatti, i nuovi settori in cui hanno iniziato a operare le organizzazioni criminali – oltre all’edilizia – sono quello della ristorazione, del commercio e del turismo, con la gestione delle strutture alberghiere.

E’ una Milano insolita quella descritta dai risultati della relazione, un capoluogo molto più simile alla Capitale (con il centro storico e le periferie “spartite” tra ‘Ndragnehta e Camorra) se non addirittura a Reggio Calabria o Palermo, dove le infiltrazioni criminali hanno permeato ormai tutti i settori produttivi.

”L’Expo merita la massima attenzione possibile, ma non c’e’ soltanto l’Expo”, spiega il presidente del Comitato Antimafia, Nando Dalla Chiesa, che aggiunge: ”La mafia a Milano è presente ed è cresciuta negli anni indipendentemente dall’Expo”. Il Comitato in questi mesi ha infatti registrato ”forme di aggressività nei confronti del commercio e della ristorazione. Tutto il mondo del commercio – puntualizza Dalla Chiesa – è sottoposto a pressioni”.

La relazione semestrale offre un quadro sulla ‘spartizione’ dei diversi settori di business da parte delle varie associazione criminali: nei lavori pubblici, nell’edilizia, nelle costruzioni e in particolare nello spostamento terra ”la presenza della ‘Ndrangheta è quasi monopolistica”, mentre Cosa Nostra e Camorra appaiono maggioramente attive nel commercio e nella ricezione alberghiera. A testimoniarlo è soprattutto l’aumento degli incendi di autovetture o esercizi commerciali effettuato a scopo intimidatorio.

Un capitolo a parte merita l’Ortomercato, dove da anni ormai si registrano ”presenze storiche” della criminalità organizzata, secondo Dalla Chiesa in aumento per effetto del ”progressivo abbassamento dei controlli e del livello della legalità”.

Per constrastare questa tendenza, ha chiarito il sindaco Giuliano Pisapia, ”la giunta ha deciso di avviare importanti controlli a campione su tutti gli automezzi che entrano nell’Ortomercato”. Il problema numero uno è rappresentato da ”controlli effettuati in maniera troppo ridotta”, evidenzia Dalla Chiesa che propone di conferire ”piu’ poteri al sindaco”. ”Sarebbe utile, ma questo non dipende certo dal sindaco”, il commento di Pisapia.

Ma per dare la tara dell’infiltrazione, basta un dato: negli ultimi due anni nell’ambito dell’Expo sono state escluse ben 148 società.