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Diritto di critica | August 15, 2020

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Nella guerra tra comici, Benigni esce vincitore - Diritto di critica

Nella guerra tra comici, Benigni esce vincitore

E’ botta e risposta tra Beppe Grillo e Roberto Benigni. Il primo – piccato come sempre accade quando si sente attaccato – punge il secondo (pur senza nominarlo) per la sua partecipazione alla Festa democratica di Reggio Emilia. Ed era stato proprio Benigni, con tono scherzoso, a chiamare in causa il comico genovese citando un improbabile fax zeppo di “vaffa”, “fascisti” e “pidduisti” sproloquiati all’indirizzo del Pd. Una battuta che però non è piaciuta al Grillonazionale che ha sùbito contrattaccato usando un argomento sensibile per il grande pubblico: i soldi.

“Gli artisti invitati sul palco – si chiede Grillo – lo fanno per solidarietà verso il pdmenoelle o a fronte di un ricco cachet? E questo cachet a quanto ammonta? Domande perdute nel vento, blowing in the wind…”. E ancora si domanda: “Ma quanto esattamente? Con che soldi sono organizzati? Forse – chiede – quelli del finanziamento pubblico o grazie alla generosità di imprenditori “amici” e disinteressati, tipo Riva (il proprietario dell’Ilva di Taranto, ndr) per intenderci?”.

Il gioco è sottile e il colpo basso, ma il messaggio è chiaro: gli italiani hanno dovuto coprire le spese per il cachet di Benigni. Soldi pubblici. O peggio: Benigni è venduto ai potentati imprenditoriali. Immediata la smentita del diretto interessato: “Per abitudine – ha fatto sapere Lucio Presta, portavoce di Benigni – non prendiamo soldi dai partiti e anche questa volta non abbiamo incassato nulla dal Pd, ma dai biglietti venduti per lo show. Nel mondo dello spettacolo se c’è gente che viene a vedere l’artista e paga, incassiamo, altrimenti no. Non c’è nessun minimo garantito. Se poi Grillo vuole discutere di cachet, anche del suo, naturalmente – conclude – sono sempre pronto a incontrarlo”.

Ma il discorso di Grillo non sta in piedi anche per un altro motivo: la comicità di Benigni spesso ha colpito la politica – e Grillo, è innegabile, fa politica dal suo podio – e lo ha fatto sempre senza sconti verso chicchessia anche sulle reti RAI, queste sì, finanziate con i soldi pubblici. Agli italiani stava bene, anzi, le performance del comico fiorentino facevano registrare il “tutto esaurito”.

Adesso – ma questo forse Grillo lo dimentica – anche il Movimento 5 Stelle di cui l’altro comico – quello genovese – fa da araldo, è sceso in politica e inevitabilmente sarà bersaglio della satira. Che non dovrebbe essere zittita con gli isterismi del “quanto guadagni” o del “chi ti paga”, ma incoraggiata in quanto espressione di libertà d’espressione. Qualcuno lo ricordi anche a “Beppe”: si turi il naso e si faccia una risata.

Twitter@emilioftorsello

Comments

  1. PaoloRibichini

    Ma che filmato ha visto? Mi sembra strano che uno paga un biglietto per vedere Benigni e dopo soli 30 secondi decide che lo spettacolo non gli piaccia più…non crede?

    • jeppo

      Il filmato da voi linkato! Poi, se uno non vuole vedere, è un’altra cosa! Oltretutto, si sentono una marea di fischi.
      RIbichini, ma che video hai fatto finta di non vedere? :D

  2. Giuseppe Dazzi

    Dopo aver detto tante volte che la politica non la fanno i comici, si affidano ad un comico per accaparrarsi simpatia… mah…

    • PaoloRibichini

      In realtà sono decenni che Benigni partecipa ad incontri, manifestazioni e feste del Pci/PDS/DS/PD

  3. Benigni vincitore?Bè a giudicare dai commenti sui suoi profili è propio il contrario,la gente critica il suo appoggio incondizionato al pd,responsabile insieme al pdl dello sfascio totale della politica italiana…..comunque mi piacerebbe sapere se Benigni ha finalmente consegnato in beneficenza come promesso il cachet ricevuto 2 anni fà da Sanremo

  4. ma che cazzo dici vincitore dove?
    il cachet è il pagamento della prestazione sono daccordo,
    ma non implica una mini campagna elettorale a favore di bersani-gargamella,
    quindi prima di scrivere stronzate x intortare la verità alla gente scrivete che fine hanno fatto i soldi che dovevano andare in beneficenza presi da benigni a san remo e almeno forse tornerete a fare i giornalisti

  5. Pino

    Ma per cortesia!..Figuriamoci..è ovvio che ora che Berlusconi non è più il diretto avversario del PD, Benigni ha dovuto trovarne un altro fresco fresco: Grillo! Io personalmente Benigni non l’ho mai sentito fare satira su Bersani..CHISSA’ PERCHE?!..

  6. Il bello è che la visibilità al vostro sito arriva praticamente tutta dal Blog di Grillo.

  7. Il bello è che la maggior parte di visibilità al vostro sito arriva proprio dal blog di Grillo.

  8. Vulka

    Se lo dici tu… a me comunque Benigni non piace perché palesemente opportunista! E’ uno di quelli che bada bene a scornarsi col “partito” , mentre Beppe li ha mandati tutti AFF***O da tempo e ancora ce li manda.

    Caduto in trappola? Ma sei sicuro di stare bene di testa? Vuoi l’indirizzo di uno specialista bravo?

    Comunque prima di postare cose proprie che intitoli come di altri (Beppe Grillo e il suo Salva Italia) fatti un giro sul suo blog o sito e prendi le info di là, senza inventartele, almeno posti verità, quella che i media sempre tagliano esponendo solo ciò che loro comoda. Schiavi e servi di partito, tra poco si balla… sapete ballare?
    Sicuri? Vedremo!

  9. robiro

    Facile fare il comico in casa, come si chiama il movimento di Benigni ? ah!! non esiste chissà perchè

  10. Umberto Fiordispino

    La “finezza” è proprio quella: annoverare Grillo tra i politici, così che la cosiddetta opinione pubblica cominci a considerarlo alla stregua dei d’alema, fassino, polverini, bassolino, berlusconi formigoni etc (in minuscolo per disprezzo). E’ questa la direzione.
    “La comicità di Benigni spesso ha colpito la politica”. La frase dovrebbe estromettere Benigni dalla tenzone, poiché è articolata in modo che chi legge veda Benigni come “super partes”.
    Invece non è così. Benigni ha SEMPRE fatto politica ed a me e spero a tanti altri, l’ha fatta interpretando al meglio il suo ruolo di critico, satiro e scopritore della falle che guarda caso, solo da poco tempo sono “trendy”, ma se avesse fondato un movimento anche lui? Sarebbe, a sua volta, nel mirino?! O no?
    Benigni ha “dovuto” per quel che è diventato come istituzione culturale.
    Ha DOVUTO per tutti gli interessi connaturati al suo ruolo e posizione attuali, nel suo personaggio e soprattutto, nei suoi interessi economici (finanziari?).
    La speranza, remotissima, è la realizzazione del “duo comico” Benigni Grillo contrapposta alla “compagnia drammatica” dei parlamentari.
    Sarebbe a dire: Intelligenza contro marciume mediocre autoreferenziale.

  11. Umberto Fiordispino

    Ha ha ha ha! Siete dalla loro parte!

  12. PaoloRibichini

    Guardi Umberto…non creda di aver rivelato verità indicibili…semplicemente i commenti su questo sito sono moderati e nel weekend non c’è nessun moderatore che possa mandare online i suoi commenti.