Via la super-scorta di Calderoli: “Sono un uomo libero”
Per una sua bravata in tv nel 2006 gli è stata concessa una protezione rafforzata che hanno pagato i cittadini. Mentre la Polverini si fa riservare in ospedale un intero reparto
Scritto da Paolo Ribichini il 31 agosto 2012 in Politica
Calderoli non ha più la sua scorta. O meglio, non ha più il presidio fisso di ben otto uomini che vigilavano notte e giorno la sua villa a Mozzo, nel Bergamasco. Una revoca sospetta visto che arriva solo dopo pochi giorni dalla polemica nata intorno alle spese eccessive per la scorta di Gianfranco Fini. Ma la notizia, in realtà non è questa. Piuttosto, a cosa serviva una scorta così poderosa un ex ministro che si occupava di semplificazione normativa?
Le magliette di Maometto. La vicenda risale a quando Calderoli nel 2006 mostrò in tv una maglietta con una vignetta raffigurante Maometto, realizzata da un vignettista danese qualche settimana prima e che aveva già scatenato varie polemiche. La provocazione dell’allora ministro per le Riforme scatenò una serie di proteste anti-italiane. A Bengasi, davanti al consolato italiano morirono una decina di persone. Seguirono minacce al ministro e così gli fu assegnata la scorta. Una provocazione che ha distolto dal regolare servizio un numero elevatissimo di agenti, carabinieri e finanzieri dal controllo del territorio.
La scorta rimane. L’ex ministro mantiene, però, la scorta personale composta da otto agenti, divisi equamente tra Bergamo e Milano, che è costata ai contribuenti ben 900mila euro negli ultimi due anni secondo quanto riferito dai sindacati di polizia.
“Sono un uomo libero”. Interpellato dai cronisti, Calderoli se la ride: “Sono tornato un uomo libero. A tutti è stato abbassato di un grado il livello di sicurezza, e trovo che sia giusto”. Eppure se l’ex ministro si sentiva “in prigione”, poteva chiedere la revoca già qualche anno fa. Cosa che non ha fatto. A scapito dei cittadini della provincia di Bergamo che si sono ritrovati – in una situazione già non semplice a causa dei vari tagli – con un numero ridottissimo di forze dell’ordine sul campo.
Polverini “da film”. Ma Calderoli è in buona compagnia in tema di sprechi. Basta scendere da Bergamo a Roma per scoprire che Renata Polverini, governatrice del Lazio per un piccolo intervento chirurgico avrebbe preso possesso di un intero reparto dell’Ospedale Sant’Andrea nella Capitale. L’accusa, che arriva da un esponente del Pd regionale, è stata smentita dall’avvocato della Polverini, ma secondo le telecamere di Piazza Pulita, quel reparto era stato allestito da alcuni ausiliari ai quali era stato detto che lì si sarebbe girato un film.
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