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Diritto di critica | April 6, 2020

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Via i nomi dai simboli, fine della personalizzazione della politica?

Caduto Berlusconi, sembra che qualcosa sia davvero cambiato. Non solo a Palazzo Chigi, si intende. Sono passati dieci mesi e, nonostante il Cavaliere promette di ritornare in campo, il berlusconismo sembra comunque arrivato al capolinea. E con lui questa strana seconda Repubblica con la personalizzazione della politica, soprattutto a destra. E pensare che nelle ultime elezioni del 2008 nei vari simboli di lista comparivano i nomi di Berlusconi, Bossi, Casini, Veltroni, Di Pietro e Santanché.

Il Pdl ci pensa. Il primo effetto lo si vedrà a queste elezioni. Si ritorna all’antico. Via il nome del leader del partito dal logo. Addirittura nel Pdl, poderosa macchina da guerra del Cavaliere, oggi si sta pensando di togliere la parola “Berlusconi”. Certo, qui dipenderà se il grande capo tenterà effettivamente per la sesta volta di tornare a Palazzo Chigi. Altrimenti non sarà il nome di Alfano a fare la differenza. Ma il segretario sarebbe comunque orientato a mantenere il cognome del Cav nel simbolo, non si sa mai.

Lega e Udc “senza leader”. Chi ha invece deciso è Casini: “Via il mio nome dal simbolo”. Verrà sostituito dalla parola “Italia”. La scelta arriva dopo quella presa dalla Lega a luglio. Il Carroccio sostituisce nel logo la parola “Bossi” con “Padania”. Una decisione che non è piaciuta molto a Roberto Maroni ma che rappresenta un giusto compromesso tra le due anime di via Bellerio.

La sinistra con i leader. Chi invece non toglierà di certo il nome del proprio leader dal simbolo è l’Idv. Il cognome dell’ex magistrato di Mani Pulite rimane in bella vista nel logo, con caratteri più grandi rispetto al nome del partito. Eppure non era proprio Di Pietro a contestare a Berlusconi di essere “padrone” del suo partito? Anche Sel sembra destinata a mantenere il nome del suo carismatico leader, Nichi Vendola, nel simbolo. Senza di lui è un partito che non c’è.

Il “doppio” simbolo del Pd. Strategia particolare quella del Pd. I democratici non hanno mai avuto nel simbolo ufficiale il nome del proprio leader. Ma nel 2008 hanno partecipato alle elezioni con un simbolo modificato con il nome di Veltroni, anche se non particolarmente in risalto. Cosa farà il Partito Democratico per le elezioni del 2013? Per ora non si sa. Si aspettano i risultati delle primarie poi sarà presa una decisione sul simbolo da presentare. Ma forse dipenderà anche dalla legge elettorale con la quale si andrà a votare.

La presenza di Grillo. E il MoVimento 5 Stelle? Per ora l’unico simbolo riconosciuto è quello con la dicitura interna “beppegrillo.it”, indirizzo web del blog del comico genovese nel quale i 5 Stelle si organizzano.

Twitter: @PaoloRibichini