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Diritto di critica | August 14, 2020

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L'impietoso elenco dei mestieri che i nostri laureati rifiutano

C’è un’Italia che vorrebbe lavorare ma assolutamente e solo nel campo per cui ha studiato. Salvo poi lamentarsi della disoccupazione.

Secondo un recentissimo studio pubblicato dalla Confartigianato nel luglio scorso, infatti, sono migliaia i posti di lavoro liberi e le professioni che lamentano carenze di organico. A fronte di una difficoltà che riguarda un’assunzione su quattro nel mondo dell’artigianato, infatti, il nostro Paese fa contare 44.700 laureati in cerca di lavoro a quattro anni dalla laurea. Eppure il lavoro – a ben cercarlo – non manca. Ma è necessario sporcarsi le mani, lasciare a casa i libri per ottenere uno stipendio che molto spesso è anche ben più alto di quello di un laureato alla prima assunzione. E i nomi dei mestieri senza personale richiamano il lavoro manuale e la fatica.

LA POLEMICA: “MA CHE CI AVETE FORMATO A FARE?” – LEGGI

L’ANALISI: CARA LAUREA, TI VOGLIO, NON TI USO, MA TI APPENDO – LEGGI

I settori “scoperti”. Il settore dove più elevata è la difficoltà di reperimento a causa della scarsità di persone che esercitano la professione – spiegano da Confartigianato – è quella dei pavimentatori e posatori di rivestimenti, “con il 26,6% delle assunzioni previste dal totale delle imprese, artigiane e non, che sono rese difficili dalla scarsità di offerta”. Seguono i Montatori di carpenteria metallica con il 18,8% delle assunzioni previste; camerieri e assimilati con il 18,5% delle assunzioni previste, meccanici, riparatori e manutentori di automobili con il 17,3% delle assunzioni previste, gli attrezzisti di macchine utensili e affini con il 16% delle assunzioni previste, i sarti e tagliatori artigianali, modellisti e cappellai con il 14,4% delle assunzioni previste, i fabbri, lingottai e operatori di presse per forgiare con il 14,4% delle assunzioni previste, i carpentieri e falegnami nell’edilizia (esclusi i parchettisti) con il 14,1% delle assunzioni previste, gli addetti a macchinari industriali per confezioni di abbigliamento in stoffa e affini con il 13,4% delle assunzioni previste, i meccanici e montatori di apparecchi termici, idraulici di condizionamento con il 13,4% delle assunzioni previste.

Le lauree con meno prospettive occupazionali. E’ interessante – proseguono da Confartigianato – affiancare questa analisi con l’elaborazione dei dati recentemente pubblicati dall’Istat (2012) sull’inserimento dei laureati nel mercato del lavoro e che mettono in evidenza un ulteriore mismatch del mercato del lavoro rappresentato da 44.662 laureati – complessivamente per lauree triennali, a ciclo unico, lauree specialistiche biennali e lauree magistrali biennali10 – del 2007 che nel 2011 risultano ancora in cerca di lavoro con un tasso di disoccupazione del 17,5%. La difficoltà di inserimento più elevata è quella dei laureati del Gruppo geo-biologico per cui il tasso di disoccupazione a 4 anni dalla laurea è del 32,7%, seguito dal Gruppo letterario con il 31,4%, del Gruppo psicologico con il 28,9% e del Gruppo giuridico con il 26,4%.

Il parallelismo di Confartigianato. In particolare – si legge nello studio in un interessante quanto provocatorio parallelismo – prendendo a riferimento le professioni maggiormente numerose si osserva che:

– a fronte di 1.192 assunzioni di difficile reperimento per Meccanici, riparatori e manutentori di automobili ed assimilati vi sono 1.207 Laureati in Scienze dell’educazione e della formazione (triennale) disoccupati a 4 anni dalla laurea.

– a fronte di 951 assunzioni di difficile reperimento per Montatori di carpenteria metallica si registrano 869 laureati in Scienze della mediazione linguistica (triennale), disoccupati a 4 anni dalla laurea.

– a fronte di 887 Cuochi in alberghi e ristoranti vi sono 878 laureati disoccupati in Lettere e materie letterarie (ciclo unico). 

– a fronte di 879 Parrucchieri, estetisti di difficile reperimento vi sono 878 laureati disoccupati in Lettere e materie letterarie (ciclo unico).

– a fronte di 621 Attrezzisti di macchine utensili e affini di difficile reperimento vi sono 652 laureati in Filosofia (triennale) in cerca di lavoro a 4 anni dalla laurea.

– a fronte di 568 Carpentieri e falegnami nell’edilizia di difficile reperimento vi sono 616 laureati in Scienze politiche; Scienze internazionali e diplomatiche; Relazioni pubbliche (ciclo unico)

– a fronte di 502 Addetti a macchine utensili automatiche e semiautomatiche industriali di difficile reperimento vi sono 506 laureati disoccupati in Scienze della formazione primaria; Scienze dell’educazione; Pedagogia (ciclo unico).

– a fronte di 459 Meccanici e montatori di macchinari industriali di difficile reperimento vi sono 445 laureati disoccupati in Scienze e tecnologie agrarie, agroalimentari e forestali (triennale).

– a fronte di 409 Sarti e tagliatori artigianali, modellisti e cappellai di difficile reperimento vi sono 496 laureati disoccupati in Scienze del servizio sociale (triennale).

Inutile dire: rimbocchiamoci le maniche. A ben guardare, infatti, un’occupazione è possibile trovarla. Magari temporanea e non esclusiva – in attesa che questa pessima congiuntura economica passi – ma sicuramente retribuita. Il problema, dunque, non è che l’assenza di possibilità lavorative – un’azienda con carenza di personale ha tutto l’interesse a formare e assumere dipendenti – ma del “lavoro che vorrei”. Ben più grave condizione di quiescenza mentale prima che dramma occupazionale.

Comments

  1. simonetta

    ragazzi…non scherzate ,non mettete in giro queste mistrificazioni della realtà ,citate tutte richieste di operai specializzati e i laureati di cui parlate non lo sono …non ci si improvvisa “tagliatore artigianale”o “falegname” o “carpentiere” ci vogliono anni di apprendistato …forse l’errore è stato far credere ai giovani che se si laureavano avrebbero trovato un’occupazione….ma non date a loro la colpa di non essere adatti a quello che il mercato richiede!!

    • oscar

      non misTIFicano niente,è vero!nessuno obbliga ad andare all’universita!vogliono tutti fare i generali o i colonelli,ma servono anche i soldati

      • Oscar, è vero che nessuno li obbliga ad andare all’università. Ma se lo Stato permette che ci si iscriva poi deve garantire un minimo sbocco dopo. Com’è, prima quando pagavano le tasse universitarie gli andava bene avere studenti e poi li abbandoni? E’ questa mentalità del “metterlo in berta” al prossimo che bisogna eliminare e iniziare a instradare gli inetti e gli iupocriti a posti che non siano di comando e di unfluenza culturale, come il tizio che scrive questo articolo!

    • uragan-

      Ben detto,, aggiungerei solo che la confartigianato con uno studio del genere rivela una totale ,ignoranza in materia di artigianato come professione ,che richiede anni di preparazione,proprio come una laurea.

    • Tonino100

      Concordo pienamente con tè al 100%. Non ci si può improvvisare una mattina falegname, carpentiere o tagliatore artigianale. Sono appunto mestieri per cui ci vuole un percorso di formazione ma se le aziende non assumono come si fà ad imparare tali mestieri? Le aziende cercano soltanto figure professionali con esperienza e non persone da formare con contratti di apprendistato. Se ci fosse veramente la possibilità di imparare questi mestieri manuali qui in Sicilia faremmo le corse per essere assunti. Le cose non stanno come le dipinge la Confartigianato

  2. Vorrei chiedere all’articolista se pensa che sia possibile accedere a quelle “ricercatissime” professioni avendo tutt’altra formazione.

    Crede forse che i ristoranti assumano un laureato in lettere moderne senza esperienza lavorativa come Chef? O che uno psicologo sia anche un ottimo sarto?

    Certo c’è uno squilibrio tra l’offerta di professionalità e la richiesta della stessa – ma è uno squilibrio che non si risolve col “rimbocchiamoci le maniche”, ed è stupido e superficiale scriverlo, quanto piuttosto con delle proposte formative (ed educative in senso lato) che facciano riscoprire il valore di mestieri per i quali – appunto – manca manodopera QUALIFICATA.

  3. luigi

    Sarà laureato questo tizio/a che ha scritto sta castroneria??? cercano manodopera qualificata!!!!!!! no il primo che capita!! questi sono colpi di fortuna ti pagano per scrivere cogli onerie!!

    • maria chiara spisa

      oltrechè arrogante, articolo disinformato. Sono cameriera con qualifica e trovo difficilmente lavoro sia in Italia che all’estero. Da sapere: anche per fare la cameriera, oltrechè grande esperienza è assolutamente richiesta la conoscenza di almeno due lingue parlate correntemente e perfettamente. E’ dovere di un buon giornalista fornire notizie VERE!!!! Informarsi prego!
      NEL SETTORE ALBERGHIERO NON ASSUMEREBBERO MAI UN LAUREATO IN LETTERE, FILOSOFIA, LINGUE ETC.

  4. Sono abbastanza in linea con i pensieri già espressi. Tutte le figure indicate sono specializzate, non possono essere ricoperte da un laureato X.
    Il problema lo cercherei nel fatto di spingere tutti a laurearsi, l’incensare le materie umanistiche e svalutare gli istituti tecnici ed i professionali. Ma una volta che uno si laurea in filosofia, la sua carriera da piastrellista o addetto alle macchine a controllo numerico è andata.
    Tra l’altro poi la mia esperienza mi porta a dubitare di queste statistiche. Sono perito tecnico industriale, ma la mia qualifica non era poi cosi richiesta (in provincia di milano, non lampedusa) e l’esperienza richiesta era sempre moltissima (difficile farsela quindi). Per non parlare dei soldi e del tipo di contratto. Per questo mi sono iscritto all’università (Economia).

  5. A tutti voi forse sfugge un particolare. Anzi due. Primo: i dati non li ha inventati l’articolista ma sono una fotografia molto concreta fatta dalla CONFARTIGIANATO. Ma forse certe notizie non ci piacciono e si reagisce in modo stizzito. Secondo: l’obiezione secondo cui un laureato non può imparare un mestiere, non sta in piedi. Davanti all’assenza di personale e al rischio di lasciare scoperti molti settori dell’azienda o di una produzione, è OVVIO che un’impresa abbia tutto l’interesse a formare il personale e ad assumerlo.
    Emilio Fabio Torsello

    • Ma perchè parli tu che fai uno di quei lavori che non dovrebbe neanche esistere??? sei solo un pagliaccio…ecco cosa sei!

    • Francesco R.

      sono un artigiano pavimentatore specializzato. Magari fosse come dici: per lavoraredevo proporre prezzi dafame altrimenti nisba . indicati dove sono tutti questi lavori: parto subito

    • maria chiara spisa

      forse caro “giornalista” non hai ancora capito, nonostante la tua laurea conseguita alla Cattolica, che quando rispondi ad un annuncio di lavoro, ti viene richiesto cv che certifichi l’esperienza maturata nel settore e, possibilmente, le referenze di lavori precedentemente svolti,
      Ed infatti, un cialtrone come te non verrebbe mai assunto neanche nel settore manovalanza!!!
      Non si reagisce in modo stizzito, come tu dici,alle cialtronerie che scrivi, ma all’arroganza di chi scrive il quale è ovvio, non si è mai cimentato in una ricerca di lavoro che esulasse dalla propria formazione.
      Fammi conoscere datori di lavoro che hanno interesse a formare, a proprie spese,personale non qualificato per poterlo poi inserire nei propri organici.
      Fammi un solo nome e ci farai tacere, vista la valanga di insulti che ti è cascata addosso. Ma ci sei o ci fai?

    • maria chiara spisa

      ma se i laureati senza lavoro, e secondo le statistiche da te citate sono una marea, dovrebbero accettare e svolgere il lavoro dei meno acculturati, costoro che lavoro dovrebbero svolgere, vista la grande quantità di disoccupazione riscontrata anche in queste fasce?. Potrebbe essere trasposto il concetto seguendo la tua perversa interpretazione? Hai visto mai che un esperto in carpenteria possa, in assenza di posti di lavoro, già presi dai laureati, insegnare filosofia oppure un cuoco progettare un palazzo? Che ne dici Emilio Fabio?

  6. topspin52

    Penso a quelle famiglie che a costo di sacrifici enormi e con spese di migliai di euro hanno fatto laureare i propi figli per socopriore oggi che in italia una laurea non sereve a nulla basta saper mettere mattonelle o usare una sega .che bella scoperta!

  7. Disoccupata laureata

    Gentile dott. Emilio Fabio Torsello,

    per scrivere un articolo del genere, molto evidentemente, lei non solo non ha la benché minima cognizione del mercato del lavoro attuale, ma non ci si è mai confrontato. In effetti, leggendo la sua biografia e CV si vede chiaramente che la maggior parte delle sue collaborazioni precedenti è costituita da stage e simili… quindi le mie ipotesi sono due: lei ha una famiglia molto facoltosa che le ha permesso di fare esperienze gratuite, o ha un vero e proprio “santo in paradiso”. Infatti di persone che lavorano nel giornalismo, precarissimamente, e molto più meritevoli di lei, ce ne sono a frotte, ma purtroppo stentano a racimolare collaborazioni fattive, nonostante il talento. Talento che lei mostra di non avere. Le sue informazioni sono oltre che copiate pedestremente, anche commentate come chiunque potrebbe fare. Forse lei non sa che le cazzate che spesso si scrivono del tipo: sono ricercati tanti tanti panettieri… in realtà poi si rivelano, andando alla fonte (es. confesercenti) ricerche di persone per frequentare i corsi di formazione. Lei non si è dimenato come altri, nei vari corsi fallimentari del FSE. Io sono laureata e ho due master con relativi tirocini. In più, ho lavorato in un centro commerciale, varie volte come commessa generica e segretaria e ultimamente ho lavorato come operatrice nel sociale, durante il quale ho avuto mansioni come il cambiare pannoloni a senza tetto sino ad aiutare persone straniere immigrate nella ricerca lavoro. In particolare quest’ultimo ruolo mi ha consentito di poter dire apertamente e con un certo rodimento, che purtroppo ha toppato su tutti i fronti. Si vergogni, e la prossima volta prima di scegliere di voler andare contro corrente con articoli da giornaletto di serie B: si informi!!!

    • Sì e dunque?

      • Cercoquelloonesto

        Hai bisogno di un disegnino per capire?

    • Cercoquelloonesto

      Carissima disoccupata laureata,
      il problema di quest’ Italia malata,corrotta,marcia nel profondo, va attribuito anche alla DISINFORMAZIONE di uno pseudogiornalista che scrive simili stronzate, OFFENDENDO l’intelligenza di persone che per CAMPARE devono sopportare le ingiustizie peggiori.
      Con stima…

    • Effettivamente l’articolo ha tutta l’aria di un copia-incolla preso da chissà quale statistica e il resto del pezzo NON è giornalismo. Almeno si mettessero d’accordo sulla linea editoriale, dato che la redattrice che ha scritto “Ma che ci avete formato a fare…” è di tutt’altro avviso, oltre a essere scritto molto meglio. e non mi risponda che qui ognuno ha la propria opinione. Fate un giornale o le comari al mercato?
      Anna

  8. Vacci tu a fare il lavoro per cui non hai studiato…vergognati. voglio vederci i tuoi figli nella situazione di quei ragazzi laureati che hanno sacrificato anni di vita per migliorare la loro vita e quella del loro paese. Sputati in faccia merda!!!!!

  9. Franco

    Quest’articolo fa capire quanto in basso è caduta la stampa in Italia, chi ha scritto queste corbellerie, o è uno che non sa di cosa sta parlando, o peggio conosce l’argomento ma sta falsando la realtà a favore del governo in carica. Scrivere che mancano piastrellistri, carpantieri saldatori ecc…. è quanto di più falso e scorretto possa esistere, ho personalmente amici e conoscenti da mesi disoccupati specializzati in queste manzioni, i quali non riescono ha trovare lavoro nemmeno in nero o sottopagati e sono dipsonibili a viaggiare, spostarsi e trasferirsi, quindi cortesemente la smetta di mortificare oilludere gente che sat soffrendo, SI VERGOGNI !!!

  10. Ma basta con queste cazzate!!!
    Non esistono lavori che gli italiani non sono disposti a fare, ci sono invece stipendi che non possono più tollerare!!!

    Mettete al fianco dei lavori citati le paghe base di riferimento e poi vediamo…

  11. Li rifiutano ,perchè sono mal remunerati!!!! avete capito??’ pochi diritti molto lavoro…..pochi euro…..

  12. radice del male

    solite mistificazione cicliche dei gironali che porgono la notizia come “vedete quanti lavori e nessuno che vuole farli”
    peccato che sono lavori altamente MANUALI che RICHIEDONO ANNI DI ESPERIENZA che pochi possono offrire in quanto le aziende vogliono tutti già formati e pronti come “usa e getta”,senza neanche sobbarcarsi lontanamente gli oneri di formazione che devono ricadere su gli istituti tecnici(come se esistesse un’istituto per ogni lavoro).
    la formazione per gli adulti invece ricade sulle loro tasche in quanto i centri per l’iimpiego non fanno nulla e riqualificarsi costa.
    una volta se serviva un falegname non si aspettava che nascesse già formato bensì si assumeva un’ APPRENDISTA(ma è un’investimento dell’azienda, e se io devo speculare sul costo del lavoro non posso ) e lo si plasmava(ora il contratto di apprendistato viene usato per NON pagare e per richiedere professionalità es.”cercasi apprendista con esperienza pluriennale automunito” apprendista e esperienza non dovrebbero neanche stare nella stessa frase…) .
    comunque in italia di lavoro c’e ne assai poco,certe realta non reggono e si sta creando una specie di desertificazione industriale oppure ad aziende che vogliono sfruttare i contratti atipici per prendersi persone qualificate(che dovrebbero essere pagate bene) che facciano molto lavoro senza tutele, per pochi soldi.
    un sistema perverso capace solo di produrre lavori di bassa manovalanza,precari o in nero, dovuti al settore costruzioni e alla speculazione edilizia messa in atto dalla cricca dei cementificatori(caltagirone and company).

  13. Michele

    qualcuno gìà lo dice da tempo che la storiella “figliolo devi laurearti se vuoi avere un futuro” non ha più senso, se non per cultura personale, e soprattutto in Italia! Perché le università non hanno fatto studi sulla probabilità di impiego delle proprie facoltà e se lo hanno fatto perché allora non lo hanno reso pubblico e ben evidente a chi era ed è intenzionato a frequentare..perché i vari ministeri di competenza non adottano provvedimenti in merito??? Voglio dire è inutile spendere soldi della propria famiglia per far conseguire degli studi ad un figlio, quando magari le probabilità di trovare lavoro sono minime,e quelle poche a condizioni vergognose e umilianti per i sacrifici fatti ??? è palese che non c’è il lavoro per tutti quei laureati in italia, ma dove vogliamo arrivare, l’italia è un paese fatto da aziende medio piccole in gran parte manifatturiere, non siamo la germania o gli usa sveglia!!! oltretutto sono state eliminate le figure dei tecnici, dei periti, di gente che usciva da un istituto tecnico o professionale con le conoscenze tecniche per svolgere una professione, gente rimpiazzata da lauree brevi che penso siano la più grande baggianata che abbia mai visto, gente che ha dato x esami in tre anni, senza esperienza e che pagando un master crede di saper svolgere una professione, e che una volta assunta viene pagata di più di un tecnico con esperienza decennale che alla fine gli deve pure insegnare il mestiere.. Questo paese è quello che è, forse anche per colpa di tante persone che non vedono oltre al proprio naso…

  14. Perchè cestini i commenti? non ti piaceva la verità che ti ho raccontato, buffone!!!!

    • EmilioFabioTorsello

      gli ignoranti li cestiniamo senza problemi. Un conto è argomentare, ben altro insultare. E lei è bravo solo nella seconda attività, pare. Stia bene

  15. Non sai neanche scrivere in italiano e tu saresti un giornalista? ma vergognatio e chiuditi al cesso per i prossimi 10 anni…

  16. ma dove caxxo sono tutte queste professioni?????????? dai io ci vado.

  17. Un laureato in filosofia evidentemente non ha studiato per fare il sarto???? Però se vuol vivere, dovrà adattarsi a imparare a fare il sarto o l’operaio specializzato, se non trova lavoro da filosofo no.

    • pensi che sia semplice imparare a fare il sarto? Quando non si sa che dire è meglio tacere.

  18. Massimo Fogo

    Facile sparare minchiate così!
    Non si improvvisa nessuno di questi mestieri e, pur essendo disponibile ad un RAGIONEVOLE periodo di apprendistato (e persino a gratis), chi prova ad andare dai professionisti per imparare, viene nella migliore delle ipotesi sfruttato per ANNI (almeno 4) e nella stra-grande maggioranza dei casi viene pure fregato!
    Lo so perchè ci ho provato diverse volte in diversi settori!

  19. Cercoquelloonesto

    MI DOMANDO COME CAXXO SI POSSA AVERE IL CORAGGIO DI SCRIVERE UN ARTICOLO DEL GENERE…
    Il signor Torsello è invitato a trovarsi un lavoro in NERO, SOTTOPAGATO,MALTRATTATO in qualsiasi parte di questo schifo di nazione.
    Sicuramente riuscirebbe a fare di meglio invece di sparare minkiate del genere.
    VERGOGNA!!!!!!

  20. Umberto

    L’articolo è molto confusionario e già dal
    titolo è mal posto e fuorviante…

    Come si fa a mettere in relazione le possibilità
    di un laureato/neo-laureato sul mercato del lavoro con l’elenco delle
    professioni che richiedono abilità e competenze specifiche?

    Esempio chiarificatore: un laureato in
    “Lingue orientali” difficilmente “rifiuterà” un lavoro come
    piastrellista, perché sarà rifiutato lui prima….

    Con le dovute eccezioni (nessuno nega che un
    architetto o un ingegnere non possa andare a fare il pizzaiolo), ma se si fa un
    discorso di sistema, articolato, che cita statistiche e dati e percentuali, la
    sintesi cui giunge l’articolista è paradossale e irreale.

  21. soffymanu

    Caro Torsello, leggo che hai 30 anni e sei laureato all’Università CATTOLICA (ecco perché…) se scrivi queste cose dall’ALTO dei tuoi privilegi di Pseudo Giornalista non sei degno di fare neanche il GIORNALAIO!
    Prova tu ad andare a fare questi mestieri senza esperienza alcuna! Cosa significa quindi: RAGAZZI NON STUDIATE ANDATE A BOTTEGA DA PICCOLI! Prima la società ci fa credere che senza studiare non si trova lavoro, poi quando il mercato è saturo e i posti dei laureati o li prendono i raccomandati o non li “mollano” gli ultra sessantenni, (o non ci sono) siete tutti bravi a criticare! Se siamo in questa situazione è colpa anche di quelli che sono al comando da decenni e che nn hanno neanche la terza media!

  22. uno_incazzato

    dio quante stronzate mi tocca leggere, mi spiace ma non riesco a stare zitto.

    Vorrei conoscere uno ad uno questi laureati che rifiutano il lavoro (dico il mestiere), e anche i datori di lavoro che stanno cercando queste figure professionali e non le trovano, che stiano cercando gente fatta finita da pagare come uno che sta per fare l’apprendistato????

    io racconto la mia esperienza basata sulla mia di vita e dai calci in culo che ho preso e sto’ prendendo, non sono laureato ma diplomato, vorrei imparare un mestiere mah…

    1) mi dicono che sono troppo vecchio per imparare, 32 anni.. cazzo chissa’ dopo una certa eta’ che cosa succede alle cellule celebrali, si vede che muoiono e uno puo’ diventare solo piu’ stupido e regredisce, e non capisco il limite del contratto di apprendistato a 30 anni, lo dice la parola apprendistato se uno vuole impare un lavoro deve essere libero di farlo dalla eta’, se uno non ha mai fatto quel lavoro ed e’ interessato ad impararlo non vedo perche’ non gli si possa offrire quel contratto (il datore di lavoro paga solo il 10% di contributi)… a parte che non per offendere ma di laureati che escono giusti senza perdere anni credo che ce ne siano pochi, uscire a 24-25 anni per avere la possibilita’ di fare solo un apprendistato…

    2)o mi dicono che sono troppo specializzato (sono perito informatico, figuriamoci che possono inventarsi per un neolaureato!!!!) e quindi sono alla ricerca solo di un impiego temporaneo e quindi quando finira’ la crisi e trovo lavoro nel mio campo, secondo loro quello lo mollo di sicuro. grazie 1000 societa’ di intermediazioni lavorative!!!!!, parlo di itinerali & company… fosse per me io eliminerei queste societa’ di merda e metterei tutto nelle mani dei centri per l’impiego, a proposito ma questi centri, ex ufficio di collocamento oltre ad accettare l’iscrizione alle liste di disoccupazione e disponibilita’ del lavoro e lasciarti la ricevuta che fanno realmente???????? altro che poste e comune…

    3)ora scattera’ la polemica, ma ragazzi credetimi e’ la triste realta’, siccome l’operaio se e’ realmente specializzato (italiano o non) allora invece di pagarlo il giusto (andate a vedere le tabelle retributive dei CCNL) cercano di assumere il disgraziato extracomunitario appena sbarcato dal gommone che manco sa l’italiano, cosi’ lo pagano due lire, prendono i soldi dagli incentivi europei, poi se lavora male e fa cose alla cazzo e’ meglio cosi’ si guadagna sulla manutenzione… via uno e ne arriva un altro, un precarificio continuo

    4)tornando al discorso dei datori di lavoro, vedo che cercano il super mega operaio specializzato che sia disposto a lavorare a tempo determinato di pochi mesi a 1000 euro al mese (ormai lo stipendio base) e che sia pure o in mobilita’ o in cig!!!!!!! ragazzi non scherzo provate a cercare gli annunci dell’ufficio IDO di Milano o della provincia di Milano
    se io fossi uno di quelle figure che cercano loro, piuttosto apro p.iva e lavoro cosi’ arabbattandomi con lavoretti miei e questi qui…

    5) con tutta la gente ferma, ita &extracommun. che c’e’ qui, non capisco quei numeri dove li hanno tirati fuori, e anche l’elenco delle figure professionali, perche’ le camere dell’artigianato non creano corsi con stage in aziende bisognose di assumere per gente disoccupata? io disoccupato di lunga durata sarei disposto a farlo, anche a pagamento purche’ ci sia veramente un lavoro e che mi sottraggono i soldi prendendomeli ratealmente dalla busta paga

    mah boh… io parlo per me, io andrei a lavorare ai cantieri EXPO, ma esistono? ci sono? se si, cercano? e se cercano come? tramite le varie adecco &co????

    se vado avanti cosi’ e’ molto probabile che diventero’ un black block, a leggere ste minkiate non si fa altro che far incazzare di piu’ la gente prendendola in giro

  23. Da artigiano posso dire che ANCHE se si potesse assumere una persona, anche laureata ma con tanta buona volontà e desiderio di imparare, ovvero se si fosse in grado di accollarsi regolarmente tutte le spese necessarie per avere uno o più dipendenti (INPS, INAIL, stipendio, 13sima, ferie, abiti, attrezzi, armadietto…) ci sarebbe il problema dell’assicurare una continuità lavorativa ai dipendenti. Perché ci sono sempre meno soldi in giro e quindi sempre meno possibilità di lavoro per gli artigiani, IN TUTTI I CAMPI. Assumere qualcuno è una responsabilità, chi lo fa a cuor leggero o per sfruttare il “pollo” di turno è un maledetto schifoso, che toglie lustro alla tradizione artigiana. Ma in fondo fa comodo sputare sentenze su chi ha voluto seguire le proprie aspirazioni e la speranza di poter dimostrare il proprio valore studiando ciò che piace e per cui ci si sente più portati. Comunque ne ho conosciuti tanti che si sono laureati in una data disciplina solo perché “garantisce” un lavoro, beh, a me sembrano molto, troppo frustrati. Invece credo sia ora di cominciare a insegnare anche un lavoro manuale già alle superiori, a tutti, in modo che gli studenti possano capire se veramente vogliono laurearsi o magari scoprono che fare l’artigiano è molto più soddisfacente. Perché il lavoro deve essere fatto non per i soldi, ma per la propria anima. Anzi, caro redattore dell’articolo, perché non provi tu a fare il piastrellista o il termoidraulico. Magari scopri che è questa la tua vera vocazione e ci risparmieresti simili scempiaggini da borghesotto ben pasciuto e garantito.

    • PS
      Un essere umano deve essere in grado di cambiare un pannolino, pianificare un’invasione, macellare un maiale, guidare una nave, progettare un edificio, scrivere un sonetto, tenere la contabilità, costruire un muro, aggiustare un osso rotto, confortare i moribondi, prendere ordini, dare ordini, collaborare, agire da solo, risolvere equazioni, analizzare un problema nuovo, raccogliere il letame, programmare un computer, cucinare un pasto saporito, battersi con efficienza, morire valorosamente. La specializzazione va bene per gli insetti.

      Robert H. Heinlein- Lazarus Long l’Immortale, 1973

  24. bobryder

    Non vedo perchè una persona che si è “ammazzata” per studiare, e ce l’ha fatta debba, magari pure non giovanissimo, fare altro.Prendiamocela semmai con lo stato che non tutela i meritevoli, nè gli agevola.Preferendo “baroni” e-senza rispetto parlando-zoccole.

  25. Quando si dice “scrivere tanto per riempire una pagina”!! …quest articolo banalizza e altera il problema dei laureati disoccupati, quelli che hanno passato anni spaccandosi di studio e facendo grandi sacrifici per pagare le sempre più onerose tasse universitarie, nell’illusione di trovare un impiego dopo la laurea. I lavori “scoperti” da voi citati non si possono fare il giorno dopo la laurea, mi pare che richiedano esperienza e molta preparazione….quindi non è colpa del laureato, e non è lui che “rifiuta”!
    e poi…riporto testualmente “a fronte di 887 cuochi in alberghi e ristoranti, vi sono 878 laureati disoccupati in lettere e materie letterarie”
    da quand’è che in lettere c’è il corso di cucina?

  26. Voi state male. Avete la vaga idea di cosa voglia dire lavoare in fabbrica? Invece di dire “perché i laureati non vanno a fare altre mansioni” (dopo aver trascorso gli ultimi 4 anni a studiare) chiediamoci perché c’è tanti laureati per alcune facoltà ma non ci sono i posti di lavoro corrispondenti?

  27. vanessa

    Io da diplomata do pienamente ragione a quest’articolo… La gente c’ha poca voglia di lavorare fin quando mamma e papà gli riempe il pancino!!! io non sono nemmeno laureata eppure ho trovato un lavoro che spacco il culo ai passeri!!! eppure di lavori per arrivare fin qui ne ho passati… ho lavato pure i cessi eppure ora a 23 anni mi trovo con uno stipendio misero ma assicurato a vita da 1000 euro con una casetta tutta mia in affitto. Arrivo alla fine del mese che non ho un centesimo, vero, eppure tutto ciò mi gratifica… E non cè voluta una laurea per fare la trafficker di pubblicità!!! Basta avere volontà e serietà… se a trent’anni state ancora a piangere sotto la gonna di mamma e avete una laurea in tasca, fatevela qualche domanda!! alzate le vostre gambine e bramine e andate a fare i muratori se vi lamentate della crisi, che non ci sono soldi, e grazie al cazzo… se non si lavoro non si mangia!!! ohhh già a quello ci pensa il papi con la pensione che vi ha mantenuto con gli studi fino adesso….

  28. Dominic

    Sono daccordo con con quando dite che lo stato deve garantire un minimo di sbocco, ma per fare ciò, deve rendere le università tutte a numero chiuso. Ma facendo così poi si dice che lo stato nega il diritto allo studio. Comunque vada è sempre colpa dello stato… il discorso non regge. Quindi, sono concorde con il fatto che noi giovani non abbiamo voglia di sporcarci le mani. Si sa che tutti i laureati non troverrano il posto di lavoro che hanno sempre sognato, questo vale in qualsiasi stato. In questo mondo solo chi ha un po’ di elasticità e capacità di adattamento avrà qualche speranza di lavorare e il posto fissa sarà sempre più un miraggio. Detto questo, faccio un in bocca al lupo a tutti coloro che sono in cerca di lavoro… laureati e non.